Come smettere di russare con la tecnica delle tende a pacchetto

Come smettere di russare con la tecnica delle tende a pacchetto
da in Benessere, Workout
Ultimo aggiornamento:
    Come smettere di russare con la tecnica delle tende a pacchetto

    Dormire con persone che russano non è mai piacevole. Ad esempio in vacanza, tra amici, spesso ci si divide in stanza multiple e di notte si scopre la rumorosa scoperta: qualcuno russa ed è impossibile dormire. A volte questo succede anche con una donna che, dopo una bella serata, dorme con il suo nuovo possibile fidanzato: una notte senza dormire potrebbe però subito portarla verso altri lidi…

    Come fare quindi per ovviare a questo problema? Se si cerca si trova un pò di tutto, da tappi per le orecchie fino a ricorrere al bisturi. Dei ricercatori del Policlinico di Milano hanno ideato una nuova procedura che non richiede il ricorso al bisturi e sembra essere efficace e ripetibile: scopriamo qualcosa di più sulla tecnica “delle tende a pacchetto“.


    - Di cosa si tratta?

    Questa tecnica, come si intuisce dal nome, è ispirata allo stesso meccanismo con cui nelle tende a pacchetto si modifica a piacere la quantità di luce che entra dalla finestra e cioè semplicemente tirando la cordina che le solleva e le arriccia.

    In questo caso ad essere alzati come una tendina sono i tessuti della gola: “Il russare è prodotto dalla vibrazione delle pareti mucose delle prime vie respiratorie, causata dal passaggio forzato dell’aria nei punti in cui esse vengono a toccarsi reciprocamente. Il meccanismo della tenda a pacchetto viene applicato a ugola e palato molle attraverso l’inserimento di speciali fili di sutura che, tirati, regolati opportunamente e quindi annodati, favoriscono il passaggio dell’aria, impedendo la vibrazione di questi tessuti e di conseguenza il rumore che generano nel russatore” ha dichiarato l’ideatore Mario Mantovani, professore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria del Policnico di Milano. “Si può inoltre agire anche sui pilastri tonsillari posteriori che, con lo stesso metodo, possono essere spostati in avanti e di lato” ha sottolineato Mantovani.


    - I vantaggi:

    Rispetto agli interventi tradizionali, come la uvulofaringopalatoplastica che prevede l’asportazione delle tonsille, la resezione parziale dell’ugola e del palato molle, la nuova proceduta mantiene intatti i tessuti bersaglio senza causare effetti collaterali. Inoltre il suo risultato è modulabile in base alle esigenze e, se necessario, l’operazione è ripetibile.

    Mantovani ha parlato anche delle persone a cui è rivolta quest’operazione: “Per ora l’intervento è indicato solo nel russatore semplice o con apnee notturne di grado lieve. L’operazione richiede l’anestesia generale perché i riflessi provocati dalle manovre chirurgiche per annodare i fili all’interno della bocca sarebbero altrimenti mal sopportati dal paziente e impedirebbero al chirurgo di agire con la necessaria accuratezza.

    Questo è uno dei motivi per cui, per prudenza, abbiamo deciso di proporre inizialmente il nuovo approccio solo a pazienti che debbano già fare un altro intervento chirurgico che richieda l’anestesia generale come la rimozione delle tonsille o la correzione del setto nasale deviato”.

    L’anestesia generale potrebbe essere un problema? L’esperto ha anche aperto nuovi orizzonti: “Stiamo però già sviluppando delle migliorie basate sull’uso di fili speciali riassorbibili che non hanno bisogno di essere annodati. Se otterremo gli stessi risultati potremo pensare a un intervento ancora meno invasivo eseguibile senza l’anestesia generale”.


    - Risultati:

    I risultati ottenuti fino ad ora sono stati molto positivi: “Il disagio postoperatorio è minimo, il paziente avverte sono una sensazione transitoria di gonfiore che dura non più di 24-36 ore. A distanza di almeno sei mesi dall’operazione abbiamo potuto appurare la persistenza del rimodellamento dei tessuti molli trattati e l’allargamento dello spazio per il passaggio dell’aria. Infine, oltre ai riscontri positivi sul russamento, i pazienti hanno riferito anche una diminuzione della sonnolenza diurna, uno dei classi “effetti collaterali” di roncopatia e apnee notturne” ha concluso Mantovani.

    Insomma, la parola “russare” tra qualche anno sarà solo un lontano ricordo per tutte le persone che soffrono di questo problema? Dormire bene è alla base di uno stile di vita sano: sarebbe davvero un bel passo in avanti per la lotta ai disturbi legati al sonno.

    Foto da misvakko

    736

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BenessereWorkout
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI