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Boxe: tutto quello che devi sapere per iniziare [FOTO]

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    Boxe: ti diciamo tutto quello che devi sapere per iniziare. Questo sport è uno dei più completi, perché l’allenamento per questa disciplina sportiva coinvolge tutto il corpo e ne vuole sviluppare l’armonia. Praticare la boxe significa anche imparare il rispetto delle regole, visto che ci sono dei principi fondamentali da seguire durante i combattimenti. Fra un pugno e l’altro ci si può divertire! E’ uno sport consigliato a tutti: non è riservato soltanto a coloro che hanno un certo peso corporeo e ci si può allenare a casa. Basta soltanto avere voglia di imparare. Scopriamo insieme i vari dettagli.

    Allenamento

    Quando si inizia, si imparano prima di tutto i colpi fondamentali, poi le serie e le combinazioni di colpi e si fa sempre molta ginnastica a corpo libero, per allenare la coordinazione tra gambe e braccia, importantissima nella boxe. Questo è proprio il valore aggiunto di questo sport: anche se non combatterete mai sul ring, allenarsi per il pugilato serve comunque ad armonizzare il corpo, trovando la tonicità muscolare.

    Il pugilato richiede sforzi sia aerobici sia anaerobici e pertanto l’allenamento mira, da una parte, al miglioramento della resistenza con la corsa, il salto della corda, l’allenamento a corpo libero, dall’altra, al miglioramento della forza e allo sviluppo della massa muscolare. L’allenamento per la boxe prevede tecniche e schede specifiche, che fanno leva sullo sviluppo del corpo nella sua totalità.

    Tipologie

    Bisogna distinguere tra due tipi di pugilato: il pugilato di stile olimpico praticato dai dilettanti e il pugilato professionistico. Nel primo prevalgono la tecnica raffinata e la tattica, nel secondo conta la potenza. In quello di stile olimpico si combatte con caschi e guanti molto protettivi, mentre in quello professionistico si sale sul ring con guanti più piccoli e senza casco.

    Preparazione

    Non ci vuole un fisico particolare: il bello della boxe è che non è uno sport selettivo, tutti possono farla, anche i più magrolini, perché esistono le categorie in base al peso. Praticando la boxe si sviluppano, infatti, la coordinazione dei movimenti, soprattutto tra braccia e gambe e l’armonia muscolare: il combattimento sul ring è un po’ come una danza.

    E’ giusto avvicinarsi a questo sport senza problemi: va fatto come uno sport che fa bene a tutto, corpo e spirito; la boxe scarica e rilassa. Inoltre sviluppa un grande rispetto verso l’avversario, determinazione e autostima. Serve però molto rispetto delle regole e bisogna essere corretti. Il fallo tattico è raro, il pubblico stesso fischia se viene fatto. Fatte queste premesse, bisogna imparare la tattica. L’addestramento inizia seguendo il principio della progressività: si comincia con un’azione di pochi colpi, per poi aumentarli successivamente, di pari passo con la complessità dell’azione. Da questo punto di vista è molto importante il ruolo dell’istruttore, che può richiamare a parole l’esecuzione di movimenti specifici e dovrà offrire consigli e osservazioni sull’esecuzione.

    Alimentazione

    L’alimentazione è importantissima perché nel pugilato ci sono le categorie di peso e bisogna mantenere il peso-forma che corrisponde alla categoria. La dieta classica prevede il 60% di carboidrati, il 30% di proteine e il 10% di grassi. Il pugilato è uno sport di carattere aerobico-anaerobico massivo e comporta un gran dispendio di energie; i carboidrati quindi sono importantissimi perché danno energia immediata.

    Solitamente tre ore prima di un incontro i pugili mangiano un piatto di spaghetti poco conditi, della frutta cotta o delle patate lesse. Bisogna poi bere tanto, perché in palestra o sul ring si suda molto, quindi si deve reintegrare con bevande a base di integratori e sali minerali. Da non dimenticare l’abbigliamento ideale per fare boxe, che deve obbedire alle regole di funzionalità e di leggerezza nei movimenti.

    Colpi

    Nella boxe i colpi principali sono: il diretto, il colpo più importante per il pugile tecnico; il gancio, colpo potente e demolitore che basa la sua potenza sulla leva fornita dalla spalla e dalla posizione ad angolo retto del braccio (è il colpo di chiusura per eccellenza); il montante, il colpo dato dal basso verso l’alto, che di solito si usa nei corpo a corpo, e la sventola, che viene effettuata a braccio teso e con una traiettoria larga, rivolgendosi dall’esterno in direzione dell’interno. Questi colpi portati in rapida sequenza generano le serie e le combinazioni. Poi ci sono le due tecniche per evitare viceversa di prendere i colpi: schivare e parare.

    Regole

    I combattimenti tra pugili vengono disputati in tre riprese, però con delle distinzioni. Coloro che sono all’inizio eseguono tre round di due minuti ciascuno, i dilettanti tre di tre minuti, i professionisti da quattro a quindici di tre minuti. Per tutte le categorie l’intervallo tra un round e l’altro consiste in un minuto. Fondamentale, prima che inizi il combattimento, è il controllo del peso corporeo, che deve avvenire tra categorie uniformi. E’ ammessa soltanto una tolleranza di 500 grammi. Prima del combattimento ai pugili vengono fasciate le mani con delle bende di garza, che hanno l’obiettivo di proteggere le ossa. Sulla garza si mettono poi i guantoni, che hanno un peso diverso a seconda se si è agli inizi dello sport oppure si è dei professionisti.

    Il ring è costituito da una piattaforma quadrata di legno ricoperta da feltro, che deve essere alto almeno due centimetri. Inoltre la piattaforma è delimitata da quattro giri di corda ricoperti di stoffa. I tiranti devono essere almeno 50 centimetri e il lato del quadrato deve avere una misura compresa fra i 4,35 e i 6,10 metri. Durante il combattimento, per essere regolari, i colpi devono essere dati a pugno chiuso, con la parte imbottita del guantone.

    Possono essere colpite soltanto la zona anteriore e quelle laterali del tronco e la testa. Non si può spingere l’avversario, non lo si può trattenere e non gli si può fare lo sgambetto. Inoltre non si può far finta di aver ricevuto colpi proibiti. Se questi ultimi si verificano, l’arbitro ha facoltà di interrompere il combattimento, per ammonire il pugile. Può anche effettuare il richiamo ufficiale, che influisce sulla valutazione del combattimento.

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