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Asportazione prostata: conseguenze e tempi di recupero dopo un tumore

Asportazione prostata: conseguenze e tempi di recupero dopo un tumore
da in Malattie, Workout
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    Asportazione prostata: conseguenze e tempi di recupero dopo un tumore

    L’asportazione della prostata quali conseguenze comporta e quali sono i tempi di recupero dopo un tumore? Tutto dipende anche dalle strategie chirurgiche che vengono utilizzate. Queste ultime sono decise dal medico, dopo aver valutato le caratteristiche e l’estensione della massa tumorale. L’obiettivo di applicare la chirurgia per l’asportazione della prostata è terapeutico, perché in questo modo si vuole eliminare il tumore. L’intervento che si utilizza viene chiamato prostatectomia radicale: consiste nell’asportazione, oltre che della prostata, anche delle vescicole seminali e dei linfonodi presenti in quella regione.

    Il tipo di intervento contro il cancro alla prostata comporta l’esecuzione dell’operazione in anestesia locale attraverso un’iniezione a livello della colonna vertebrale. In alternativa si può ricorrere all’anestesia generale. Generalmente sono tre le tecniche chirurgiche utilizzate:

    • operazione a cielo aperto – si incide l’addome o l’area completa tra lo scroto e l’ano e si asporta la prostata;
    • laparoscopia – nella parte inferiore dell’addome vengono praticate delle incisioni piccole di circa un centimetro. L’asportazione della prostata viene effettuata mediante la visualizzazione tramite strumenti dotati di una minuscola videocamera;
    • tecnica robotica – le tecniche sono sempre quelle tipiche della laparoscopia. In più viene utilizzato un robot, che dà garanzia su una maggiore accuratezza dell’operazione.

    L’intervento per l’asportazione della prostata è di solito complesso, per cui può comportare delle conseguenze.

    In particolare il paziente potrà soffrire di disfunzione erettile, di impotenza, con riduzione o assenza di erezione, o di incontinenza urinaria. Su quest’ultimo punto un ruolo fondamentale è svolto dalla riabilitazione, che può avere un effetto importante sulla possibilità di risolvere il problema delle perdite involontarie di urina.

    La degenza ospedaliera dura circa una settimana dopo l’intervento. Nel corso dell’operazione generalmente viene applicato un catetere vescicale, che deve essere mantenuto per un periodo che va dai 5 ai 10 giorni. Il tempo può variare in base alla tecnica applicata e in base al decorso post-operatorio. A distanza di 30-45 giorni dall’intervento si deve effettuare una visita di controllo, soprattutto per valutare i livelli di PSA, l’antigene prostatico specifico. Si tratta di una proteina presente nel liquido seminale, che, in condizioni di salute, è presente soltanto in minima quantità nel sangue. Se i livelli dovessero essere alti, si dovranno fare degli accertamenti.

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