Suzuki GSR 750, scheda tecnica e prova su strada [FOTO]

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    Sono passati due anni da quando in casa Suzuki hanno detto “Ok, adesso vi diamo il GSX-R 750 scarenato che volevate tanto, poi vedete voi“. All’epoca era il comunicato più atteso insieme alla nuova Superbike che ci potesse dare la casa di Hamamatsu, e la domanda più ricorrente alla conferenza stampa di lancio del GSR 750 è stata “perché diavolo ci avete messo tanto?“. Cosi abbiamo deciso, dopo numerosi commenti positivi degli utenti, di andarla a provare. E ve ne raccontiamo qualcosa.

    Suzuki GSR 750 18

    Dopo il lancio furono in molti a rimanere perplessi per quanto riguardasse la potenza. Perché il motore del GSXR poteva tranquillamente sputare fuori 140 cavalli in configurazione stock, e se pesantemente elaborato poteva sfiorare addirittura i 180 cv. Quindi, solo 106? C’è una motivazione valida, ed è la godibilità. Partendo dal presupposto che affidabilità è un termine insito in tutto ciò che viene costruito in Giappone, moto in primis, il problema stava nell’adattare un propulsore da Supersport 750 all’uso stradale. Si sa che il 4 cilindri in linea è un motore a cui piace (parecchio) girare in alto, cosa che non si può adattare troppo bene ad una naked, che nasce come il compromesso tra sportività e utilizzo quotidiano. Cosi hanno deciso di rimanere nel range della concorrenza, circa 110 cv, e di fare ciò che tutti i motociclisti sognano: mettere coppia proprio dove serve per fare stare comodamente su di una ruota la moto.

    Le cilindrate intermedie tra il 600 e il 1000 nascono proprio non per la ricerca di cavalli, bensì per un miglior posizionamento della spinta della coppia e una riduzione dei consumi. Diminuiscono di conseguenza anche gli stress delle parti interne, rendendo il motore più longevo, e ne guadagna la sfruttabilità del mezzo. Sfido chiunque a fare un sorpasso in terza al centro di Roma o di Milano con un GSX-R senza trovarsi ampiamente a sfrizionare (o molto oltre le velocità gradite dai controllori del traffico). Bene, la GSR lo fa, e lo fa con serenità e senza sobbalzi. Certo, non si può pretendere la spinta di un bicilindrico, ma la coppia disponibile già a regimi bassi (da circa 2500 giri) è più che sufficiente a farvi dimenticare l’utilizzo del cambio per i tratti di velocità medio-lenta. Certo, non potrete passare i 250 KM/H, ma se li volevate passare a questo punto direi che vi sareste messi con la sua sorella carenata, scegliendo l’adrenalina sopra ogni cosa (e la moto solo 4 mesi l’anno).

    Per concludere una nota di elogio e una di demerito. La guidabilità sul misto veloce del GSR 750 fa davvero impressionare anche i più smaliziati. E’ nettamente superiore a quella della Z750, che soffre delle sospensioni troppo morbide e un avantreno meno comunicativo, e al confronto il motore è molto più semplice da trattare e da gestire anche se… ehm “sbagliate” il gas da dare a centro curva. La nota di demerito va purtroppo nella potenza massima, visto che di recente MV Agusta ha tirato fuori un 675 da 115 cavalli in modalità naked, con anche 10 chili di meno sulla sella. A proposito della sella, la buona notizia è che ha una conformazione da sportiva, ossia un due pezzi, e che permette di abbracciare molto bene il serbatoio. Quella cattiva è che la forma del sellino passeggero è leggermente “piramidale“, cosa che non fa stare proprio comodissimi. Avrete il vostro bel da fare a convincere la vostra donna a farsi una gita domenicale, ma vi potrete godere il meglio del compromesso tra la guida sportiva e quella da passeggio. Cosi lei sarà più tranquilla, e il vostro sorriso a 32 denti continuerà ad illuminare l’interno del vostro casco, quando sfrizionerete di seconda. Garantito!