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Prova su strada Ducati Diavel: più sport che cruiser [FOTO]

Prova su strada Ducati Diavel: più sport che cruiser [FOTO]
da in Ducati, Moto, Motori

    Questo è stato il test conclusivo della giornata trascorsa tra i tornanti della zona dei Castelli Romani, dalle parti di Valmontone, durante il quale i ragazzi di Piacentini Moto ci hanno permesso di mettere le manacce su una bella fetta della gamma Ducati 2012. E non si poteva rifiutare, quando come terza moto ci hanno chiesto di fare un giro su niente di meno che la Diavel versione Carbon. Non ce lo siamo fatti ripetere, e non gli abbiamo dato tempo di cambiare idea, cosi siamo saliti subito in sella, e adesso vi diciamo come è andata.

    Ducati Diavel MY 2013 Bend

    Partendo dal presupposto che la posizione di guida è singolare su ogni Ducati, quella della Diavel è quella che ci ha sorpreso di più. Il progetto Diavel nasce due anni fa, anche se si dice che era da un po nel cassetto della scrivania di Gabriele Del Torchio, e si può tranquillamente dire che sia la cosa più diversa mai prodotta da Ducati rispetto a… una Ducati. La fabbrica bolognese è sempre stata famosa per i suoi mezzi di dichiarata derivazione sportiva per posizione e motoristica, con unica eccezione il Monster (e la vecchia Multistrada). Nella gamma recente il Desmodue sta sparendo, rimasto relegato solamente al Mostro, e le versioni quattro valvole dilagano. Cosi a Borgo Panigale hanno deciso di allargare il loro share di mercato creando qualcosa di mai visto prima. Hanno preso comodità e posizione in sella di una Harley Davidson, ci hanno messo una ciclistica Ducati e poi hanno preso in prestito lo stesso Testastretta 11° della Multistrada 1200. Risultato? Una sport-cruiser che sa anche curvare. E per quanto sembri impossibile, lo fa anche bene!

    La prima cosa con cui bisogna venire a patti salendo sulla Diavel è che quando si prova a posare i piedi sulle pedaline si trova solo aria. Allora con lo sguardo le cercate, e notate che sono nella stessa posizione in cui teoricamente inizierebbe la pedana di un Silver Wing. Bah… poi ci si scontra contro il muro “luceaterra”, che si può dire sia quasi zero. Infine si poggiano le mani sul manubrio, e li non ci si capisce più niente. Viene subito in mente una poltrona reclinabile imbottita fino all’inverosimile, almeno finché l’accensione del poderoso bicilindrico 1200 non vi ricorda che suddetta poltrona ha 160 cavalli ed è in grado di superare i 260 KM/H. Chi non la vorrebbe, una poltrona cosi?

    Ducati Diavel MY 2013 Front

    Dopo la partenza arriva la vera sorpresa. Infatti le dimensioni da station wagon presuporrebbero un peso da Mike Tison, mentre se già da fermi la Diavel resta morbida tra le mani, in movimento (anche lento) si muove come (e certe volte anche meglio) un qualsiasi Monster 620! Cosa che, in tutta sincerità, porta a sottovalutare le doti velocistiche di un mezzo tanto fuori dal coro. Finché non si da una sonora girata al gas. E non ci si trova a impennare di potenza in terza marcia. ALLORA, e solo allora, vi fermerete, riguarderete la moto con un nuovissimo sorriso di rispetto, e vi godrete l’esperienza Diavel.

    Sul motore poco da dire, ne abbiamo già elogiato con la Multistrada il tiro e l’elasticità, oltre alla pura potenza della coppia motrice. Sulla Diavel ad enfatizzare il tutto ci si mette anche la posizione molto “seduta” e la sella imbottita. Se provate a fidarvi del DTC, in mappatura standard vi basterà aprire di 3/4 la manopola in terza marcia e, a prescindere dal regime scelto, vi sentirete letteralmente affondare nella sella, mentre il ruotone posteriore da 240 mm di larghezza si prodigherà per evitare di farvi finire nella stratosfera. Dopo di che avviene l’ingresso in curva, cosa che risulta incredibilmente facile, visto l’interasse di questo transatlantico su due ruote. La discesa è regolare e precisa, ma ci vuole un po per ottenere del vero feeling con l’anteriore, che risulta in principio un pò vago. Ma già dopo i primi 20 minuti di test si cominciava a prendere la mano con il capolavoro di arte moderna Made in Ducati. I freni, neanche a dirlo, sono tutti marcati Brembo, dalla punta della pompa fino all’ultimo centimetro di pinza, e offrono potenza e modulabilità veramente a prova di idiota.

    Ducati Diavel MY 2013 Dual 2

    Consigliarvela? Dipende dall’utilizzo che fate della moto. Anche se si può dire che questa sia veramente la tuttofare della casa, comoda (per certi versi più della Multistrada) sia nei percorsi con traffico sia nei viaggi anche a lungo raggio. Finché c’è asfalto, la Diavel va. E se non avete paura, può andare veramente forte. Parola nostra!

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