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Moto Guzzi: novanta anni di storia italiana

Moto Guzzi: novanta anni di storia italiana
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    Moto Guzzi: novanta anni di storia italiana

    Il 15 marzo 2011, il brand storico Moto Guzzi ha compiuto gli anni. Novanta anni portati davvero bene per un marchio dell’industria italiana che ha saputo competere nel settore motociclistico e che è stato sempre un punto di riferimento per gli appassionati.

    Con un investimento equivalente a meno di 2.000 euro attuali, inizia la storia di Moto Guzzi grazie alla collaborazione tra Carlo Guzzi e Giorgio Parodi. Un accordo che avrebbe segnato decenni di grande meccanica e stile. Il primo prototipo realizzato dall’azienda si chiamava GP proprio in onore delle iniziali dei due fondatori. Ma da allora Moto Guzzi ha saputo rinnovarsi continuamente, restando al passo con i tempi.

    Il marchio che contraddistingue i prodotti dell’azienda, lo ricordiamo, è rappresentato da un’aquila ad ali spiegate, simbolo dell’aeronautica militare. Questa scelta venne fatta per ricordare un avvenimento doloroso, la morte per un incidente in volo di Giovanni Ravelli che avrebbe guidato le moto in pista.

    La prima sede storica fu a Mandello, città nella quale lo stesso Carlo Guzzi gestiva una autofficina. Fu il 15 marzo 1921 che i soci apposero la firma in presenza del notaio, firma che avrebbe portato ad una storia tutta italiana.

    Tanta era la passione per il brand nostrano che nel 1927 si tenne il primo raduno degli appassionati che si raccolsero presso l’autodromo di Monza.

    Da quel punto in avanti tanti modelli si sono susseguiti fino al periodo di massima espansione che si può collocare negli anni 1938-39 quando l’azienda contava oltre 700 dipendenti e una produzione di 5.000 esemplari l’anno.

    Negli anni Sessanta è l’industria automobilistica a vivere la condizione migliore mettendo un po’ nell’ombra le due ruote. Ma il ciclomotore Dingo e il successivo V7 segnarono due ulteriori passi importanti per Moto Guzzi.

    Nel 1967, la Guzzi passa in gestione alla SEIMM, ramo della IMI (Istituto Mobiliare Italiano), una fra le principali banche creditrici della Casa di Mandello, a causa della necessità di risanare il bilancio. Negli anni ’70, invece, l’azienda rivive un altro momento magico con un numero di dipendenti pari a 1.550 e 50.000 esemplari prodotti in un anno.

    Nel 1972 la Guzzi viene acquistata da Alejandro De Tomaso, già con le mani in pasta alla Benelli.

    A metà degli anni Ottanta, ci si accorse che l’azienda non riusciva più a produrre moto di qualità pari alle precedenti e anche il numero di dipendenti diminuì in modo importante.

    Gli anni Novanta peggiorarono la situazione e nel 1995 Alejandro De Tomaso si dimette da presidente a causa di problemi di salute. Nuovi proprietari si sono nel contempo susseguiti nel corso degli anni quando, verso la fine degli anni Novanta si assiste ad una leggera ripresa con la produzione di alcuni interessanti modelli.

    Nel 2000 Ivano Beggio, proprietario di Aprilia, acquista Moto Guzzi ma, nel 2004, l’azienda è in debito per oltre 400 milioni di euro. Nello stesso anno, Roberto Colaninno, Presidente di Piaggio, firma il contratto per l’acquisto dele due aziende di Beggio. Da quel momento in poi, Moto Guzzi comunque viene sostenuta da un gruppo solido e, attualmente, conta una gamma di prodotti piuttosto variegata ed interessante sebbene richiede probabilmente una rivisitazione delle motorizzazioni.

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