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Great Wall Hover: il SUV secondo i cinesi

Great Wall Hover: il SUV secondo i cinesi
da in Motori, SUV

    Se c’è una cosa che i cinesi ancora non esportano massicciamente nel nostro paese, sono le automobili. Ma hanno iniziato con un SUV, l’Hover della casa produttrice cinese Great Wall. Fatto alla cinese, cioè massimo risparmio, reimpiego di quanto offre il mercato, e ovviamente prezzo estremamente competitivo.

    Realizzare un’automobile che possa essere commercializzata nell’Unione Europea non è semplice, visto i numerosi standard di sicurezza e di inquinamento a cui le auto devono conformarsi e che sono parecchio più rigide di quelle del mercato interno cinese che sta percorrendo la strada della motorizzazione di massa, avvenuta in Italia negli anni ’60, ma con veicoli che non possono essere commercializzati anche da noi.

    Ma vediamo come nasce l’Hover, più assemblaggio di tecnologie occidentali e giapponesi un po’ datate che una creazione cinese ex novo vera e propria.

    L’Hover è infatti basato sul vecchio telaio della Opel Frontera, una struttura a longheroni con sospensioni multilink (2 bracci anateriori e 4 posteriori). Esteticamente l’anteriore è di disegno originale cinese, mentre il posteriore è lo stesso della Isuzu Axiom, l’ultima vettura costruita sulla stessa piattaforma della Frontera.

    La trazione è a 4 ruote motrici integrale permanente, ma volendo è disponibile una versione con le sole ruote motrici posteriori. In entrambi i casi c’è il cambio manuale a 5 marce normali più 5 marce ridotte per l’impiego off road.

    A livello di motorizzazioni, la Great Wall Hover adotta un unico motore a benzina di progettazione Mitsubishi risalente agli anni ’90, da 2,4 litri e che eroga appena 126 cavalli, mentre si distingue per i consumi piuttosto elevati rispetto al resto del mercato (ben 7,6 litri di carburante per fare 100 km nel ciclo misto) e per le scarse prestazioni in velocità di punta (160 km/h, poco più di un’utilitaria), mentre il dato dell’accelerazione da 0 a 100 km/h (più utile della velocità di punta), non è dichiarato dal costruttore, mentre la coppia sviluppata è di 200 Nm, un valore non eccezionale per un SUV. Attualmente è disponibile la sola omologazione Euro 4.

    Il problema dei consumi può essere calmierato grazie alla disponibilità dell’impianto GPL o Metano, montato di serie sulla Hover versione Ecodual.

    A livello di esperienza di guida, come riportato alcuni anni fa dalla prova della rivista Quattroruote, la Hover denota rumorosità e motore brusco agli ali regimi, un comfort per i passeggeri non ottimale vista la rigidità delle sospensioni e dei sedili, cambio poco preciso, frizione dura e impianto frenante facilmente soggetto ad affaticamento con conseguente aumento degli spazi di frenata che già sono piuttosto lunghi considerata la mole della vettura.

    Le dimensioni sono di 465 cm di lunghezza e di 181 di larghezza, con bagaglio di grande capienza, con ben 810 litri standard e 2074 con sedili posteriori abbattuti.

    Chiudiamo col prezzo, che insieme con la capacità di carico, è il vero (e unico) punto forte di questa auto che nel 2011 viene venduta a partire da 17.990 euro nella versione di ingresso 2 ruote motrici, ovvero almeno 10.000 euro in meno per le sue dirette concorrenti quantomeno in termini di spazio e dimensioni. E probabilmente in tempi di crisi il prezzo è un argomento migliore di parecchi altri.

    Curiosità: la Hover è disponibile anche in versione limousine da oltre 6 metri di lunghezza, con tutte le dotazioni degne di una limousine, ovvero separè tra autista e passeggeri e frigo per lo champagne. Guardare la fotogallery di questo articolo per vedere anche le belle ragazze… che però non sono di serie!

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