Ducati Multistrada 1200 MY 2012: prova su strada [FOTO]

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    Ce l’hanno fatta provare, completamente ignari del fatto che la stavano dando in mano a persone “poco raccomandabili”. Ci hanno detto solo “Fate attenzione“, non considerando affatto che dal momento che ci hanno dato le chiavi con trasponder già non li ascoltavamo piu. Cosi siamo partiti, per le curve e i rettilinei della parte dei Castelli Romani che si affaccia su Valmontone, per testare la Ducati Multistrada MY 2012, che sta per venire sostituita dal nuovo modello con sospensioni Skyhook autoregolabili. E vi raccontiamo ora come è andata

    Ducati Multistrada 1200 Tunnel

    Il test si svolgeva nelle ore mattutine, quando il freddo ancora abbastanza intenso non rendeva il nastro d’asfalto “accogliente” per il grip. Ci è sembrata la situazione migliore per provare questo concentrato di tecnologia bolognese travestito da moto da turismo, e non ci siamo sbagliati. In tutto il test non c’è mai stato un problema di aderenza degno di nota, solo qualche leggero sbacchettamento negli ingressi più cattivi e principalmente per un setup di sospensioni che privilegiava un po troppo la comodità, cosa peraltro naturale vista la tipologia di moto di cui parliamo.

    Ducati Multistrada 1200 front 2

    Partiamo dalla posizione in sella. Il busto rimane molto dritto e le gambe sono distese al punto giusto, cose che se unite alla fantastica sella imbottita che possiede la Multistrada rendono la marcia e anche la sosta un piacere. Nella versione che abbiamo testato noi, la base, non era possibile regolare l’altezza della sella, cosa che per i piloti sotto l’1,75 può essere un problema (si tocca da un lato solo). Per il resto, l’abbondante plexiglass regolato al massimo dell’altezza offre un comfort di marcia sconosciuto alle concorrenti, non avendoci fatto infastidire dal vento neanche ad andature… non proprio come descritte dal codice stradale “civili”.

    Ducati Multistrada 1200 touring

    In moto il sound è potente ma non fastidioso, e le vibrazioni sono molto smorzate dalle imbottiture di pedaline e sella. In movimento la Multistrada è equilibrata e docile, anche se diventa leggermente brusca se non si fa attenzione alla dose di frizione/gas che si usa nelle manovre più strette. Gode di un ottimo angolo di sterzo, e le sospensioni morbide perdono si in inserimento “col coltello tra i denti”, ma guadagnano su pavè, buche, marciapiedi e quant’altra schifezza la città e i suoi sobborghi possono offrire.

    Ducati Multistrada 1200 track

    E nonostante il problema detto sopra, non si può dire che la traveller di casa Ducati si tiri indietro quando si tratta di “ingarellarsi”. Anche nei tratti misti è un fulmine ad entrare e uscire dalle curve, soprattutto se si considera la sua stazza non proprio da sportiva. Si soffre solo un pò di allargamento della traiettoria, ma con un paio di click in compressione e in estensione in più sulla forcella siamo sicuri che il problema sparirebbe. La ripresa, anche nelle marce basse, è quella classica del bicilindrico Testastretta 11° che monta anche la Diavel, altra protagonista del nostro test. Il rapporto con questo motore non è importante come nei quattro cilindri, basta spalancare e le bordate di coppia che vi arriveranno vi attaccheranno al sedile e rischieranno di disarcionare un poco attento passeggero, tanta sarà la pura spinta che la ruota posteriore da 180 vi fornirà. Per le velocità massime un test su strada aperta non è il massimo, ma vi assicuriamo che siamo riusciti a far apparire il 2 come prima di tre cifre in spazi dell’ordine dei 300 metri, senza impegno eccessivo.

    Vi basta? A presto con il test della Diavel!