Bollo auto storiche: cosa è cambiato per le auto oltre i 20 anni?

Il bollo sulle auto storiche è un balzello che, specie negli ultimi anni, ha fatto molto discutere. Fra proteste, sentenze e marce indietro da parte delle Regioni e del Governo, ecco tutte le più aggiornate news circa il bollo delle auto storiche. Sebbene le cifre non siano da capogiro e solo per le auto ultra trentennali vi sia l'esenzione (a specifiche condizioni), il bollo sulle auto storiche c'è e va pagato ogni anno.

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    Bollo auto storiche: cosa è cambiato per le auto oltre i 20 anni?

    Un avvicendamento normativo riguardante il bollo delle auto storiche ha scatenato, negli ultimi anni, uno scontro fra possessori di auto storiche oltre i vent’anni, Regioni e Governo. Cos’ha fomentato la ribellione di un intero settore di nicchia, ma fiorente? Al solito, si tratta di tasse, poiché il bollo auto è a tutti gli effetti una tassa per il possesso di un veicolo. Scopriamo insieme i cambiamenti e le novità del settore riguardo a un tema che sicuramente sta a cuore agli appassionati di auto vintage.

    Cosa si intende per auto storica?

    Per essere considerata storica, in Italia un’auto deve essere iscritta in un apposito registro previsto per legge e superare una serie di verifiche tecniche, che ne stabiliscano le caratteristiche; si tratta di auto d’epoca che non hanno più i requisiti per circolare liberamente su strada – perché per esempio superano i limiti nelle emissioni di Co2 – oppure di auto di interesse storico e collezionistico, che ricevono un Certificato di Rilevanza Storica rilasciato dal Dipartimento per i Trasporti terrestri, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.

    Esenzione bollo auto storiche

    L’automobilismo d’epoca è tanto ricco di fascino quanto costoso, però, fino al 31 dicembre 2014, tutti i possessori italiani di auto storiche con più di vent’anni dall’immatricolazione potevano godere dell’esenzione totale dal pagamento del bollo auto. Purtroppo, con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015, le cose sono cambiate.

    Le nuove news sul bollo auto per le auto storiche contemplano l’articolo 1, comma 666, con il quale è stato stabilito che dal 1 gennaio 2015 le auto immatricolate dai 20 ai 29 anni prima, una volta esenti, dovranno pagare il bollo auto per intero, mentre quelle immatricolate dal 30simo anno indietro conserveranno l’esenzione totale.

    Le Regioni competenti in materia di tassa di circolazione per gli autoveicoli si sono mosse, però, in ordine sparso: alcune, come la Lombardia, non hanno applicato la nuova norma, continuando, quindi, ad esentare dal pagamento del bollo tutti i possessori di auto storiche; altre hanno concesso uno sconto alla categoria delle auto immatricolate fra 20 e 29 anni prima; altre ancora, invece, hanno applicato senza distinguo la nuova legge.

    Ciò ha sommato confusione al malcontento, sottolineato dalle associazioni di categoria, prime fra tutte ACI e ASI – ma anche le migliaia di organizzazioni, piccole e meno piccole, di appassionati, concessionari, artigiani ecc. – le quali accusano il Governo di aver colpito con un ulteriore aggravio di costi, oltre a quelli per le manutenzioni e le assicurazioni, un settore a elevata specializzazione e fonte di reddito per numerosi professionisti. Le proteste sono culminate in un ricorso, presentato dal Codacons nel febbraio 2016, contro l’introduzione delle nuove norme, ma la Corte Costituzionale con sentenza pubblicata il 21 luglio 2016 ha respinto tale ricorso, ammonendo, altresì, le Regioni “ribelli” a uniformarsi a quanto previsto dal Governo centrale.

    Pagamento bollo auto storiche dopo la sentenza

    Cosa comporta, questo, per i possessori di auto storiche immatricolate fra 20 e 29 anni fa? Essi dovranno provvedere al pagamento integrale del bollo. Non solo: qualora le rispettive Regioni di residenza avessero concesso loro, nei mesi passati, esenzioni totali o parziali, dovranno provvedere a saldare gli arretrati – pagando altresì le relative sanzioni – tramite ravvedimento, perché queste esenzioni sono state, appunto, dichiarate illegittime dalla Consulta.

    Confermato, invece, che i possessori di auto storiche immatricolate da 30 anni in avanti conservano il regime agevolato e, quindi, non pagano il bollo, a patto che il veicolo resti fermo in garage. Se libero di circolare, invece, il proprietario dell’auto storica ha un bollo da pagare di circa 20/30 euro, cifra che varia leggermente da Regione a Regione.

    Bollo auto storiche, le differenze nelle regioni

    Per ciò che concerne il bollo delle auto storiche, ci sono delle differenze fra Regione e Regione. In linea generale, la prima diversità è appunto legata all’ammontare della cifra da pagare per il bollo auto. Ad esempio, il bollo per le auto storiche in Lombardia ammonta a 30 euro, mentre il bollo per le auto storiche in Sicilia è di 25,82 euro.

    Cambia altresì da Regione a Regione il modo di intendere un veicolo storico: ad esempio in Campania sono considerati tali anche autocarri e autobus. Tali dettagli sono esplicitati sui siti delle varie regioni e comunque è possibile chiedere informazioni nelle sedi competenti più vicine, oppure direttamente in un’agenzia di pratiche auto.