Milano Moda Uomo: perché le sfilate maschili rischiano il flop

Perché la Milano Moda Uomo rischia il flop? Le giornate dedicate alla Fashion week maschile caratterizzano un long weekend durante il quale si alternano sfilate e presentazioni. Le date in calendario diminuiscono e c’è chi pensa che a breve la Milano Moda Uomo sarà solo un ricordo. Scopriamo insieme le cause che potrebbero condurre alla fine di questo importante evento.

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    Milano Moda Uomo: perché le sfilate maschili rischiano il flop

    Perché le sfilate maschili della Milano Moda Uomo potrebbero rischiare il flop? Quella che conosciamo come fashion week non è certamente una settimana dedicata ai defilé ma poche giornate durante le quali si alternano con estrema tranquillità show e presentazioni. Siamo ben lontani da quello che succede durante le sfilate dedicate alla donna, quando la capitale della moda italiana si trasforma in un grande carrozzone irrefrenabile. Ma cosa sta succedendo alla Milano Moda Uomo? L’Italia rischia di perdere il suo status primario nel campo del fashion?

    È indubbio lo stile Made in Italy e la grande tradizione sartoriale riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Quello che invece sembra non riscuotere grande successo è il calendario della Milano Moda Uomo e l’organizzazione necessaria per preparare e allestire le sfilate da parte delle maison.

    Milano Moda Uomo: le sfilate unificate e gli addii

    Sfilata Diesel Black Gold

    Nel 2015 a Londra la british house Burberry ha deciso di presentare in un unico show la collezione uomo accanto a quella donna. Sfilate unificate e dimezzate, perché la maison ha optato per un solo spettacolo in scena durante le giornate dedicate al prêt-à-porter femminile. Su questa scia si sono mossi tanti altri nomi altisonanti che sfilano a Milano ma anche altrove. È il caso di Saint Laurent a Parigi e di Calvin Klein by Raf Simons a New York.

    Tra le maison che hanno unificato le sfilate favorendo la Milano Fashion week dedicata alla donna c’è Gucci, che non è certamente un nome di poco peso. Alla casa di moda fiorentina si sono uniti anche Bottega Veneta, Antonio Marras, Missoni, Etro e Jil Sander. Gli unici che hanno accorpato le collezioni ma hanno scelto la Milano Moda Uomo sono Dsquared2 e Diesel Black Gold.

    Per quanto riguarda gli addii, nell’edizione 2017 della Fashion week non ci sono Cedric Charlier, che ha scelto Parigi, e Moschino, che con Jeremy Scott ha optato per la più frenetica Los Angeles.

    Ma perché ad essere favorita è la Milano Moda Donna? Rispetto a quella Menswear attira certamente un maggior numero di buyer e stampa e quindi offre maggiori possibilità oltre che grande visibilità alle maison.

    Pitti e Milano Moda Uomo

    Sfilata Philipp Plein uomo

    Ogni edizione della Milano Moda Uomo è preceduta dal Pitti di Firenze. La grande fiera che si svolge presso la Fortezza da Basso ha a suo modo cambiato volto. La manifestazione è sempre stata scandita da sole collezioni maschili, ma negli ultimi anni si è assistito a un forte cambiamento. Anche in occasione del Pitti Uomo giugno 2017 tra i padiglioni del polo fieristico abbiamo conosciuto diverse collezioni femminili, cosa mai accaduta in passato.

    A questo punto è possibile immaginare un futuro condiviso, un unico calendario dove si alternano sfilate e presentazioni dedicate solamente all’uomo, da svolgersi ovviamente in un’unica città. Ma l’idea di una partnership tra Milano Moda Uomo e Pitti potrebbe salvare la Fashion week dal flop e da un calendario sempre più scarno e poco attraente?