Abbigliamento uomo anni ’70: la moda ispirata dai pacifisti

Abbigliamento uomo anni ’70: la moda ispirata dai pacifisti
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    Abbigliamento uomo anni ’70: la moda ispirata dai pacifisti

    La moda degli anni ’70 ha contraddistinto la generazione di un’epoca caratterizzata da ideali politici e sociali, che ha vissuto profondi cambiamenti e si è rispecchiata in quella musica che ancora oggi continua ad ispirare centinaia di musicisti e appassionati di ogni età.

    Il cambiamento nelle abitudini e nella struttura della società, era già iniziata negli anni ’50, ma grazie ad alcune grandi firme, del calibro di Christian Dior e Yves Saint Laurent che proponevano modelli di vita in piena libertà, si ebbe verso la fine degli anni ’60 la scossa al mondo della moda, in concomitanza con la nascita degli hippies.

    I giovani pacifisti furono subito fonte di ispirazione per gli stilisti, che non esitarono a portare il loro stile in passerella. Prese così piede l’abbigliamento etnico, come le giacche Nehru (di lunghezza medio-lungo con collo alla coreana rese famose dai Beatles), tuniche e camicie orientali e africane.

    Dalla metà degli anni ’70, spopolarono kaftani, kimono, jalabiya in stile orientale, arabo, indiano o africano, poncho, gilet tibetani e cinesi, sciarpe indiane, ornamenti e accessori ispirati ai nativi d’America, bracciali, collane, gioielli provenienti da tutto il mondo, una varietà insomma di elementi etnici attraverso i quali il mondo ha iniziato a globalizzarsi attraverso la moda.

    Appaiono anche gli hot pants, i jeans ricamati, i pantaloni larghi,le camicie leggere a stampe geometriche, forme psichedeliche e fiori sgargianti. Sono gli anni della contestazione, del Flower Power, della Beat Generation, del ”Peace & Love”, dello slogan ”mettete i fiori nei vostri cannoni”, e tutto si copre di colori dai toni accesi e vivaci.

    Gli uomini adottano un look che fino a pochi anni prima sarebbe stato considerato troppo femminile e la tendenza del momento é in effetti indirizzata verso un abbigliamento unisex.

    I jeans sempre più svasati, sono la scelta giornaliera indistinta di uomini e donne, e non abbandoneranno più il mercato come capo d’abbigliamento più venduto in assoluto.

    Gli abiti formali vengono indossati solo in occasioni speciali o per dovere in ufficio. I colori delle cravatte diventano più vivi ed è il periodo della “kipper tie”, cioè della cravatta con nodo grosso, che diventa anch’essa un simbolo degli anni ’70.

    Capelli lunghi e barba, dopo la conclusione della guerra del Vietnam, diventano un normale segno distintivo delle nuove generazioni pacifiste, in concomitanza con la nascita di una tendenza emergente che vede come ispirazione la band ”Sex Pistols” e cioè il Punk.

    Il look si basa sull’uso della pelle nera, soprattutto per il suo effetto shock, combinato a t-shirt strappate raffiguranti slogan provocatori. Il Punk ha rappresentato il rifiuto di tutto ciò che era considerato di buon gusto. Abiti strappati e rovinati, capelli dalle creste colorate, trucco nero e spille come orecchini o piercing, sono stati il catalizzatore nel cambiamento della moda, respingendo il modo di vestire e di pensare ”Hippy”.

    Da chi é stato ispirato dai pacifisti al punk come forma di protesta e cambiamento: un mix di stili che di certo ha reso unici gli anni ’70.

    Foto da redbettyblack

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Abbigliamento UomoCome vestirsiConsigli Moda UomoModa Uomo Ultimo aggiornamento: Venerdì 03/07/2015 16:27
     
     
     
     
     
     
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