La ricetta dello spritz: ingredienti, dosi e varianti

Tutti ne hanno ordinato uno almeno una volta, ma quanti sanno come si prepara e com'è nato? Vi proponiamo la ricetta dello spritz, l'aperitivo italiano per eccellenza, nato nel Triveneto e divenuto un successo in Italia e all'estero. Scopriamo ingredienti, dosi e varianti del re indiscusso dell'happy hours nostrano.

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    La ricetta dello spritz: ingredienti, dosi e varianti

    Prendete carta e penna perché stiamo per rivelarvi la ricetta dello spritz. Scopriamo origini, storia, ingredienti, dosi e varianti del cocktail da aperitivo più amato di sempre. Specialmente al Nord Italia lo spritz il re indiscusso di drink, aperitivi e happy hour. Per non parlare del Triveneto, dove è nato e dove, a momenti, è più consumato dell’acqua. I Veneti ne rivendicano gelosamente la paternità, nonché di essere i custodi della vera ricetta. La popolarità e la diffusione dello spritz ha dato luogo a numerose varianti: Aperol o Campari, con fetta d’arancia o con oliva, con o senza seltz, resta comunque uno degli aperitivi più famosi e consumati al momento. Recentemente è stato anche riconosciuto come cocktail ufficiale IBA (International Bartenders Association) con il nome di Spritz Veneziano, in onore delle sue origini. Ma vediamo come si prepara uno spritz a regola d’arte, quali sono ingredienti e possibili varianti rispetto alla ricetta originale.

    Nell’elenco delle ricette di cocktail famosi da sorseggiare al bar in compagnia o da rifare a casa, lo spritz non può di certo mancare. Si tratta di un cocktail per l’aperitivo tra i più popolari del momento con una tradizione radicata soprattutto nelle province di Padova e Venezia ma con un seguito fortissimo anche a Milano e nel resto del Nord Italia un po’ come il cocktail Martini. Uno dei suoi punti di forza è il suo grado alcolico piuttosto leggero, intorno agli 8 gradi, con qualche variazione a seconda degli ingredienti utilizzati.

    Le origini dello spritz

    Partiamo come sempre da qualche cenno storico sulle origini dello spritz. La nascita dello spritz è ancora sostanzialmente un mistero, ma viene collocata nella zona del Triveneto dove, a quanto pare, i soldati dell’Impero austriaco in leva presso la Repubblica Serenissima erano soliti stemperare i vini veneti, noti per la loro gradazione elevata, con acqua frizzante. Il nome spritz deriverebbe proprio dalla parola tedesca “spritzen” che vuol dire “spruzzare”, legata proprio all’usanza di miscelare il vino con il seltz. La diffusione dello spritz come cocktail viene collocata tra la fine degli Anni ’20 e i primi Anni ’30 nelle province di Padova e Venezia. A questo periodo risale l’abitudine di diluire il vino bianco locale con il seltz, proprio come facevano i soldati austroungarici, unendo però il bitter Aperol. Conosciutissimo già negli anni ’70, con il passare del tempo il cocktail spritz è diventato sempre più diffuso in tutto il Veneto, poi in tutto il Nord Italia, più recentemente nel resto della penisola e all’estero, fino a diventare l’aperitivo per antonomasia che tutti conosciamo.

    La ricetta dello spritz

    Ora che sappiamo dove è nato e a quale usanza è legato, vediamo come preparare uno spritz secondo la più diffusa ricetta veneziana.

    Ingredienti dello spritz:

    • 1/3 di vino bianco frizzante
    • 1/3 di bitter
    • 1/3 di acqua frizzante
    • 1 fetta d’arancia.

    Procedimento dello spritz:

    Mettete del ghiaccio in un bicchiere old fashioned e versatevi il vino. Aggiungetevi poi il bitter e, infine, l’acqua frizzante. Guarnite con una fetta d’arancia e servite.

    Le varianti dello spritz

    La progressiva diffusione dello spritz al di fuori del Triveneto ha portato al proliferare di variazioni sul tema (più o meno amate dai veneti), con differenze a seconda delle zone geografiche. Lo spritz veneziano, ossia quella che vede l’utilizzo del bitter, è attualmente la più diffusa. Vediamo alcune delle varianti famose dello spritz e come prepararle.

    Aperol spritz

    Tra le varianti più note troviamo senza dubbio l’Aperol spritz, dal tipico colore arancio, notoriamente servito in bicchiere da vino a stelo lungo, anziché nel classico bicchiere old fashioned. La ricetta dello spritz Aperol prevede: 3 parti di prosecco, 2 parti di Aperol e 1 parte di soda. Questa preparazione coincide con la ricetta ufficiale IBA, dove la soda può essere sostituita con il seltz a piacere.

    Campari spritz

    L’alternativa allo spritz con Aperol è quella preparata con il Campari, dal colore rosso. La ricetta del Campari spritz vuole: 3,75 cl di Campari, 6cl di Prosecco (possibilmente Cinzano D.O.C.) e 1 splash di soda. Anche in questo caso, gli esperti consigliano di prepararlo direttamente nel calice da vino riempito di ghiaccio, versando in ordine, prima il prosecco, poi la soda e infine il Campari, guarnendo con la fetta d’arancia.

    Spritz bresciano o pirlo

    Una variante dello spritz diffusa nel bresciano è il pirlo. Gli ingredienti e la ricetta sono sostanzialmente gli stessi con l’unica eccezione del vino. La ricetta bresciana vuole l’utilizzo di un vino bianco fermo anziché mosso come il prosecco.

    Spritz analcolico

    Nonostante sia un cocktail piuttosto leggero, non poteva mancare anche una sua versione analcolica che, siamo certi, farà storcere il naso ai Veneti. La ricetta dello spritz analcolico può essere preparata in diversi modi. Una possibilità è quella di miscelare due parti di succo d’arancia, 1 parte di bitter analcolico e 1 parte di soda, sempre servita con ghiaccio e fetta di arancia.

    Altre varianti dello spritz

    Accanto alle versioni più diffuse di questo noto cocktail per aperitivi, fresco, leggero e facile da preparare, troviamo altre varianti meno note con ingredienti che vanno a sostituire il Campari o l’Aperol: alcuni usano il Select, altri il China Martini, altri il Cynar. E voi? Quale versione dello spritz preferite per i vostri aperitivi?