Cocktail Martini: la ricetta originale e le dosi per non sbagliare

È uno dei drink preferiti da James Bond e tra i più bevuti al mondo. Stiamo parlando del cocktail Martini, servito nell'iconico bicchiere, con l'immancabile oliva. Se vi state chiedendo quali sono le sue origini e come si prepara, leggete con noi la ricetta originale e le dosi per non sbagliare

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    Cocktail Martini: la ricetta originale e le dosi per non sbagliare

    Appassionati di cocktail Martini: conoscete la ricetta originale e le dosi per non sbagliare questo popolarissimo drink? James Bond lo preferiva “Agitato, non shakerato” ma esistono numerosi varianti di quello che è uno dei cocktail più bevuti e conosciuti al mondo, con origini antiche e controverse. Preparare un cocktail Martini è anche una vera e propria prova del nove per i barman più esperti: una ricetta all’apparenza facile, con solo due ingredienti (gin e vermut), ma che richiede una certa esperienza nell’arte della mixology. Lo dimostra che il fatto che sia diventato un cocktail ufficiale IBA (International Bartenders Association) conosciuto con il nome di Dry Martini. Servito con l’immancabile oliva nell’iconica coppa raffreddato a dovere, Martini cocktail ha conquistato di diritto un posto d’onore nell’immaginario collettivo, nonché nei pre-dinner e negli aperitivi consumati in tutto il mondo. Se vi state chiedendo come è nato e come si prepara il cocktail Maritini, scoprite di più nel nostro articolo.

    Le origini del cocktail Martini

    Prima di spiegarvi come si prepara e come si serve, partiamo dalle origini. La storia del cocktail Martini è piuttosto controversa. Ci sono versioni un po’ discordanti ma tutte convengono nel collocare le origini del cocktail Martini tra la fine dell’800 e i primi del ’900. La versione più accreditata vuole che a creare questo famoso cocktail sia stato un fantomatico barista di nome Martini, (il cui nome, quasi sicuramente, sarebbe solo una trovata pubblicitaria) emigrato negli Stati Uniti: a quanto pare fu lui a dar vita alla ricetta e il cocktail Martini è stato servito per la prima volta nel 1910 presso il bar del Knickerbocker Hotel di New York in onore di John D. Rockefeller. Secondo altri, il cocktail Martini avrebbe un suo diretto antenato nel cocktail Martinez, un drink che risale al 1850 e frutto di un mix tra vermut rosso e gin, con qualche goccia di bitter. Con il passare del tempo, la ricetta del Martinez sarebbe stata perfezionata fino ad arrivare alla versione attuale. Per altri, infine, il Dry Martini deriverebbe dall’altrettanto celebre Manhattan, preparato con whisky, gin e vermut rosso.

    La ricetta del cocktail Martini

    Qualunque siano le sue vere origini, rimane una certezza: siamo di fronte ad uno dei cocktail più famosi al mondo. Ma sapete come si prepara un perfetto cocktail Martini? Noi tutti sappiamo che si prepara miscelando gin e vermuth, ma a fare la differenza sono le dosi: variando anche solo un po’, si può ottenere un risultato completamente diverso e lo dimostrano le sue tante varianti. Accanto alla preparazione e al dosaggio, non va trascurata neanche la presentazione e le modalità con cui viene servito, che lo hanno resto il cocktail per eccellenza. Vediamo allora come si prepara un cocktail Martini e come si serve ai vostri inviati.

    Ingredienti cocktail Martini:

    • 6 cl di gin
    • 1 cl di dry vermut
    • 1 oliva verde (o una buccia di limone).

    Procedimento del cocktail Martini:

    Prendete una coppa da cocktail (conosciuta anche come coppa Martini, appunto) e riempitela di ghiaccio per farla raffreddare. Fatto questo, riempite un mixing-glass di ghiaccio e versatevi il gin e il vermut. Rimuovete il ghiaccio dalla coppa e versate il cocktail nella coppa, avendo cura di filtrare il ghiaccio con uno strainer. Guarnire la coppa con un’oliva denocciolata o con una buccia di limone.

    Le varianti del cocktail Martini

    Ora che sapete come preparare un cocktail Martini a regola d’arte, è bene che sappiate che esistono numerose sue varianti, più o meno conosciute ed apprezzate. Il cocktail Martini o Dry Martini è famoso per il suo gusto secco, asciutto, in grado di lasciare il palato pulito, e per la gradazione alcolica elevata. C’è chi preferisce “sporcarlo” con ghiaccio o con vermut e già si parla di Dirty Martini. Tra le varianti famose del cocktail Martini, possiamo annoverare il celebre Hemingway Martini che presenta gli stessi identici ingredienti: ciò che cambia sono le dosi (15 parti di gin, 1 parte di vermut dry) ma il risultato è completamente diverso. Altra variante è il Montgomery Martini, una versione decisamente più secca del cocktail Martini tradizionale. Anche qui cambiano le dosi: parliamo di una proporzione gin-vermut di 15:1. Più precisamente 15/16 Tanqueray English Special dry Gin e 1/16 Dry Martini, come piaceva ad Ernest Hemingway. Accanto a queste varianti note, con il passare del tempo sono nate una miriade di varianti come il cocktail Martini rosso in alternativa al bianco classico, ma anche i vari Vodkatini, Apple Martini e Sweet Martini. Diverse le scuole di pensiero anche riguardo all’accompagnamento: oliva sì, oliva no; meglio la buccia di limone o una ciliegia al maraschino? Insomma, la variante di cocktail Martini preferita può dire tanto su una persona. (Leggi anche “Gli amari italiani più venduti e famosi“)