Miami Milano 2013: all’Idroscalo c’è aria di festival

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    Miami Milano 2013: all’Idroscalo c’è aria di festival

    Il Miami Milano 2013 è la nona edizione di un festival che dal 2005 regala anche alla città della Madonnina quella sensazione di kermesse musicale (e non solo) dove poliedricità degli artisti e qualità dell’offerta sono alcuni degli insindacabili marchi di fabbrica.

    E’ vero l’Italia non è l’Ungheria dello Sziget, l’Olanda del Lowlands Festival o la Spagna della Primavera Sound. La nostra Penisola, è inutile negarlo, grandi occasioni per la musica live su più giorni non le ha mai avute. Forse, il “Musica Importante a Milano” (questo il significato dell’acronimo del Miami) è l’eccezione a questa tendenza. Quest’anno prenderà via dal 7 al 9 giugno, in zona Idroscalo nella suggestiva cornice del Magnolia, uno dei principali club della musica dal vivo meneghina. Una tre giorni ricca di nomi e di colpi di scena. L’ultimo, ad esempio, vede il nome di Patty Pravo come protagonista. Cosa c’entra la “ragazza del Piper” in un contesto con evidenti sfumature indierock è presto detto. “Pazza Idea”, la celebre hit che ha fatto cantare più di qualche generazione compie, proprio nel 2013, la bellezza di 40 anni. Ecco allora che in uno dei palchi del Miami la sua esibizione sembrerebbe quasi d’obbligo ed il giusto omaggio ad un pezzo di storia.

    Oltre a questa “star”, su 3 differenti palchi si esibiranno più di 60 artisti, tutti accomunati da un aspetto. Al Miami infatti c’è spazio solo per band italiane. In tempi dove l’esterofilia sembra una valore aggiunto è bello scoprire che c’è una realtà, prossima al decennale, che ha sempre voluto spingere e supportare l’underground di casa. Quest’anno, come sempre, la varietà dell’offerta è decisamente interessante. Dal rap romano di Noyz Narcoz a quello milanese Dargen D’amico, poi il piacevole indie pop dei Selton e un Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus) accompagnato dalla Honolulu Orchestra. Ancora? Certo! La psichedelia dei Jennifer Gentle, il cantautorato indipendente de L’Orso e la ricercatezza surreale de Gli Ebrei. Ma c’è ancora dell’altro: il rock duro e strillato di Linea 77, l’elettronica di gruppi come Stylophonic e Crono, il postrock dei Giardini di Mirò e il noise d’avanguardia dei Gazebo Penguins.

    Insomma, un appuntamento su 3 date veramente vario, in grado di soddisfare ogni tipo di orecchio. Il Miami, anche quest’anno, vuole stupire e far scoprire. Un viaggio musicale fra tante band dello stivale: da chi è già famoso, a chi non lo è; da chi ce l’ha fatta e a chi ce la farà. Bravi, bis, ancora.