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Come fumare la pipa in 6 semplici passaggi

Come fumare la pipa in 6 semplici passaggi
da in Consigli Lifestyle, Relax
Ultimo aggiornamento: Lunedì 14/12/2015 12:18

    Come fumare la pipa

    Sapete come fumare la pipa? E’ una tecnica antichissima utilizzata per fumare il tabacco, che ancora oggi riveste un ruolo di rilievo tra i passatempi maschili. Se amate i gusti intensi, penetranti e a tratti dolciastri, la pipa è quel che fa per le vostre piacevoli pause di relax. Scoprite come imparare a fumare e ad usare la pipa in 6 semplici passaggi e qualche raccomandazione. Buon divertimento!

    Innanzitutto la pipa ha bisogno di essere rodata. Per farlo sarà sufficiente del tabacco di buona qualità e per addolcire in gusto amaro che all’inizio inevitabilmente sentirete in bocca, vi basterà cospargere con un po’ di miele le pareti del fornello.

    Fate attenzione, perché anche quando la vostra pipa sarà sufficientemente rodata, non potrete mai inserire il tabacco tutto insieme. Il rituale perfetto prevede che venga aggiunto poco alla volta: la prima parte va pressata moderatamente, la seconda un po’ di più e così in via, in crescendo. Secondo un antico manuale inglese, ‘la pipa andrebbe caricata dapprima dalla mano di un fanciullo, poi dalla mano di una donna e infine dalla mano di un uomo’.

    A questo punto potete accendere la vostra pipa: dovrete fare molta attenzione, affinché la brace si formi su tutta la superficie del fornello. Utilizzate fiammiferi di legno, poiché i classici cerini lasciano un cattivo odore al tabacco e prediligete accendini non a gas. Ricordate inoltre, che nel momento in cui l’accenderete il tabacco tenderà a risalire, per questo dovrete comprimerlo nuovamente con il curapipe.

    Questo è forse il passaggio più importante: la pipa non si aspira. Si assapora in bocca molto lentamente con boccate corte e costanti. Mi raccomando, controllate che il fornello non si scaldi troppo, altrimenti rischiate di bruciare la pipa! Inoltre, di solito, i fumatori di sigarette tendono ad aspirare troppo velocemente e a fondo, bruciandosi la lingua, quindi se appartenete alla categoria, ora siete avvisati!

    Dopo aver acceso la vostra pipa e aver fatto le prime aspirazioni, ricordatevi di comprimere il tabacco costantemente con il curapipe. Alcuni tolgono la cenere, tuttavia è consigliabile lasciarla, poiché questa farà in modo che il fumo vi arrivi in bocca meno caldo. Ovviamente, con il trascorrere del tempo, imparerete a comprimere il tabacco nella maniera migliore e con la giusta pressione. Esiste tuttavia una regola generale: i tabacchi più sono secchi e più vanno compressi; al contrario, i tabacchi umidi non devono essere troppo pressati.

    Dopo il piacere…il dovere. Una volta che avrete finito di fumare la pipa, dovrete svuotarla del tabacco che non avrete fumato. Evitate di riaccenderla continuamente, rischiereste di bruciare la pipa. A questo punto dovrete svuotare il fornello dalla cenere e dagli eventuali resti di tabacco. Per farlo utilizzate il cucchiaio del curapipe. Evitate di battere la pipa su qualunque superficie dura, nel tentativo di svuotarla, rischierete soltanto di romperla. Infine, soffiate con forza nel bocchino per fare uscire anche gli ultimi residui. Nel caso in cui abbiate fumato tabacchi umidi è possibile che nel bocchino si sia formata la cosiddetta ‘acquerugiola’: eliminatela con gli scovolini, prima di riporla.

    Ed ora qualche consiglio: non iniziate una nuova fumata, se la pipa non si è ancora raffreddata da quella precedente. Per questo i veri esperti possiedono almeno un paio di pipe, per non dover attendere troppo a lungo. Inoltre non ostinatevi ad arrivare alla fine dellla pipata senza che si spenga la pipa. La cosa fondamentale è respirare sempre adagio, cosicché il fornello non si surriscaldi. Infine, si sa, fumare la pipa fa male, come del resto non sono salutari nemmeno i sigari e le sigarette. L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di utilizzare la pipa come un momento di relax, una pausa in cui raccogliersi con gli amici o in cui riflettere in solitudine magari ascoltando della buona musica. Fate in modo che non diventi né una dipendenza, né tantomeno un’ossessione.

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