Birre senza glutine: le marche italiane e internazionali

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    Considerato il numero sempre crescente di persone affette da celiachia (in Italia si stimano ormai 600mila persone con una crescita del 10% annuo), i produttori di birra italiani e internazionali hanno provveduto ad adeguarsi alle nuove richieste del mercato, producendo birre senza glutine, che garantiscono una qualità del gusto inalterata. L’obiettivo primo infatti, è quello di creare delle birre che siano perfettamente identiche a quelle classiche, riducendo a zero la tossicità per chi non può assumere glutine.

    Per stessa ammissione dei birrifici impegnati in questo progetto, non è stata un’impresa semplice realizzare un prodotto del genere, tuttavia al momento si dichiarano soddisfatti del risultato ottenuto.

    Come è noto ai più, la birra è una bevanda ottenuta dalla fermentazione alcolica di mosti, preparati generalmente con malto di orzo e/o di frumento. Quelle tradizionali contengono generalmente quantitativi di glutine superiori alla soglia limite dei 20 ppm (parti per milione) e pertanto non sono adatte ai celiaci.

    Da molti anni esistono in commercio birre realizzate appositamente per i celiaci, formulate con malti di cereali naturalmente privi di glutine, come riso, miglio, mais e persino quinoa.

    L’interessante novità degli ultimi tempi riguarda la diffusione sul mercato di birre tradizionali, quindi da malto d’orzo o frumento, garantite però ‘senza glutine ai sensi del Regolamento 41/2009′, in quanto appositamente riformulate per i celiaci.

    Ciò è stato possibile grazie a particolari processi produttivi capaci di abbattere il quantitativo di glutine fino a valori estremamente bassi, ovvero inferiori in genere ai 10 ppm. In questo modo ci troviamo dinanzi ad una birra ‘più autentica’ rispetto a quelle create in passato esclusivamente per i celiaci.

    Ma vediamo chi si è tuffato in questa nuova sfida.

    La spagnola Estrella Damm ottiene la Daura dall’orzo, riducendo il glutine a 6 ppm, con speciali lavorazioni.

    L’inglese St. Peters utilizza invece un malto a base di sorgo.

    La Green’s, la birra più amata dai celiaci italiani, è di origine inglese con sede in Belgio: sempre utilizzando malto d’orzo trattato, produce ben cinque birre, così buone da essere apprezzate anche da chi non è affetto da celiachia. Tre sono rifermentate (Blonde Ale, Brown Ale e Dark Ale) e due no (Premium Pils e Premium Golden Ale).

    Le canadesi Glutenberg, sempre rigorosamente gluten-free, sono arrivate in Italia nel 2012: la Rousse, la Pale Ale e la Blonde.

    La nuova IoI è italianissima ed è prodotta a Cividale del Friuli, da Gjulia, il birrificio artigianale che si trova all’interno dell’Azienda Agricola Alturis.

    Dal Bel Paese arrivano anche la Celia della pratese I Due Mastri e la tre birre de Il Birrino di Brugherio, in Brianza: Zero Virgola, Wiener (la più nota) e Light Grano Saraceno.

    Sempre in Italia è finalmente approdata la specialità per celiaci prodotta da un grande birrificio internazionale: la Lager Gluten Free di Tennent’s 1885, realizzata nel mitico birrificio Wellpark Brewery di Glasgow (attivo da più di 400 anni) e importata da Interbrau. E’ la prima birra senza glutine della famosa casa scozzese ed ha una peculiarità: provvede all’eliminazione del glutine in fase di fermentazione. Ciò consente di conservare un sapore lievemente dolce di malto e un carattere deciso, tipico da autentica Scottish Lager. Non per niente questa birra ha conquistato la Medaglia d’Oro al World Beer Championship 2014 di Chicago, con un punteggio di 93\100.