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Video censurati: ve ne siete mai accorti?

Video censurati: ve ne siete mai accorti?
da in Musica, Spettacoli
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    Che mondo sarebbe senza video censurati. La forbice del moralismo colpisce senza pietà, non solo i film ma anche i video musicali che, per la verità, in alcuni casi sono davvero difficili da distinguere dai film a luci rosse. Quando qualcuno (prima era MTV, ora è YouTube) decide che un video è troppo scandaloso per essere messo in onda, l’effetto della censura può provocare due conseguenze: da un lato ci sono i video rimaneggiati o mandati in Tv nelle ore tarde della notte, dall’altro invece i video che in in onda non arrivano proprio (ma che, spesso, diventano dei cult in rete). Dai Queen ai Motley Crue, dai Duran Duran a Madonna, fino al caso recente di Robin Thicke, ecco una carrellata di video censurati. Dite la verità, non ve ne siete mai accorti che erano tagliati!

    I motivi della censura possono essere diversi (violenza, temi troppo forti) ma è innegabile che sesso e nudità siano le cause principali. Per fortuna nell’era di Internet queste piccole grandi gemme possono essere recuperate senza grande difficoltà, e anche i video tagliati tornano a nuova vita nelle versioni uncensored e uncut. Che si tratti di un videoclip rock degli anni ’70 o dell’ultima provocazione del rapper di turno, vediamo quali sono i video musicali censurati perché troppo provocanti.

    ROBIN THICKE – BLURRED LINES
    Blurred Lines è il brano che ha rivelato al mondo il nome di Robin Thicke. Scritto ed eseguito con la collaborazione di T.I. e Pharrell Williams, è accompagnato da un video impreziosito dalla presenza di Emily Ratajkowski. La modella, in compagnia di alcune colleghe, si dimena in topless e slip intimo per tutti il video, motivo per cui la produzione è stata costretta a prevedere anche una versione censurata per YouTube.

    QUEEN – BODY LANGUAGE
    I Queen sono state una delle band preferite dalla censura, che ha preso di mira molti dei loro provocatori video. Nel caso di Body Language del 1982, fin dal titolo si comprende la natura delle critiche: troppa promiscuità, troppi pochi vestiti e persino scene di amore omosessuale. Troppo per il pubblico televisivo dell’epoca.

    QUEEN – BYCICLE RACE
    Un classico dei Queen, tratto dall’album Jazz del 1978, Bicycle Race è accompagnato da un video in cui si possono ammirare numerose donne, completamente nude, intente a gareggiare in una corsa in bici molto particolare. Tagliato e rimaneggiato, solo oggi il video si può ammirare nella versione uncut.

    TATU – PROSTYE DVIZHEN’YA
    Le ricordate le Tatu? Le due ragazzine russe ottennero gran successo con il singolo All the things she said ma soprattutto una serie di video decisamente audaci e tendenti al lesbo. In questo brano vediamo una delle due mentre, con grande evidenza, si regala un momento di auto-erotismo.

    MADONNA – EROTICA
    Non poteva certo mancare la regina della trasgressione pop in questa lista, e infatti anche Madonna è stata spesso oggetto delle attenzioni della censura, soprattutto per la sua tendenza al nudo totale. Il videoclip di Erotica è uno dei più rimaneggiati, dimostrazione di come Madonna faceva già negli anni ’80 quello che Lady Gaga vuole far passare per scandaloso oggi.

    LADY GAGA – ALEJANDRO
    A proposito della Germanotta, anche lei a volte è incappata nelle grinfie della censura, come nel caso del video di Alejandro. La clip è comunque arrivata in televisione, ma tagliata e relegata alle fasce orarie più adulte. Troppo sensuali le scene di questo video, a sentire i benpensanti.

    MOTLEY CRUE – GIRLS GIRLS GIRLS
    Con un titolo del genere, i paladini del glam rock non potevano che finire nel mirino della censura. Sono gli anni ’80, e se da un lato le band cercano di osare sempre di più dall’altro la televisione si mostra poco ricettiva nei confronti delle trovate troppo estreme. Così il video dei Motley viene tagliato di quasi 2 minuti.

    BJORK – COCOON
    Anche una delle artiste più raffinate del panorama musicale è stata censurata, per la precisione con il video di Cocoon.

    Video che a dire il vero è molto particolare, visto che mostra per quasi 5 minuti una Bjork completamente nuda (e poi rimaneggiata al computer per dare un effetto a metà tra androide e manichino).

    ALANIS MORISSETTE – THANK YOU
    Alanis Morissette fin dagli esordi si è contraddistinta per un approccio piuttosto esplicito alle liriche, che parlano spesso di sesso, ma con il video di Thank You ha superato se stessa. Nelle immagini possiamo ammirare la cantautrice mentre gira nuda per le strade della città e in metropolitana. Dapprima rifiutato da molti canali, il video è stato poi rimaneggiato con opportune ombreggiature nelle zone pericolose.

    DURAN DURAN – GIRLS ON FILM
    Girls on Film è il terzo ed ultimo singolo dei Duran Duran estratto dall’omonimo album di debutto del 1981. Si tratta di uno dei brani più famosi della band di Simon Le Bon e soci, merito anche di un video più volte rimaneggiato e censurato. Motivo? Si vedono su un ring ragazze in costume o t-shirt attillate che lasciando ben poco alla fantasia. Ricordiamo che erano gli anni ’80!

    VAN HALEN – OH PRETTY WOMAN
    Pretty Woman, brano portante del film omonimo con Julia Roberts, viene rimaneggiato dai Van Halen in una cover poco ortodossa, via nella musica che nel video ufficiale. Dove possiamo ammirare una donna legata e molestata da due nani, un samurai, un cowboy e Tarzan, in una sequela trash che è diventata cult. Alla fine si scopre che la donna in realtà è un uomo vestito da donna, la qual cosa negli anni ’80 ha dato fastidio non poco ai network televisivi. Da qui la censura.

    NEIL YOUNG – THIS NOTE’S FOR YOU
    Niente nudità o trovate volgari per il rocker Neil Young che, sul finire degli anni ’80, si è comunque scontrato con la censura. Il motivo è tutto nel testo della canzone e nella provocazione del video ufficiale (diretto da Julien Temple ed eletto miglior video dell’anno nel 1989). Il continuo riferimento polemico a marchi e aziende famose ha dato fastidio ai network televisivi, che temevano di perdere sponsor mandandolo in onda. Nonostante tutto, però, il brano è diventato una hit assoluta.

    NINE INCH NAILS – HAPPINESS IN SLAVERY
    Già con un titolo così le premesse per una polemica c’erano tutte, mettiamoci poi che i Nine Inch Nails a inizio anni ’90 rappresentavano la frontiera della provocazione nel rock industriale (quello che avrebbe poi dato vita a Marilyn Manson) e il quadro è completo. Scene di nudo e di tortura si alternano in uno dei video musicali più forti e intensi di tutti i tempi. Troppo avanti nel 1992, e infatti in televisione non si è praticamente mai visto. Ancora oggi fatica a trovare spazio su Internet.

    PRODIGY – SMACK MY BITCH UP
    Con Smack My Bitch Up i Prodigy sono riusciti nel miracolo di riunire sotto la bandiera della censura tutte le tipologie di benpensanti: il video ufficiale è stato infatti censurato sia per il linguaggio osceno, sia per le scene di violenza sia per la nudità e gli accenni espliciti al sesso.

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