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Upside Down, 5 motivi per vedere il film con Kirsten Dunst

Upside Down, 5 motivi per vedere il film con Kirsten Dunst
da in Cinema, Spettacoli, Kirsten Dunst
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    In una settimana ricca di uscite interessanti, vogliamo segnalare Upside Down di Juan Solanas perché è un film davvero inconsueto che non merita di perdersi nel marasma generale. Certo, oggi arrivano al cinema prodotti molto attesi come Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores e Tutti contro tutti con Kasia Smutniak, ma questo piccolo grande gioiello sci-fi riesce a svettare su tutti grazie a una trama originale, una resa visiva strabiliante e una coppia di protagonisti di primissimo livello. Vediamo allora quali sono i 5 motivi per andare a vedere Upside Down.

    Romanticismo sotto sopra: parliamoci chiaro, il romanticismo è ormai un virus che ha infettato anche i generi più impensati come l’horror, ma la fantascienza fino ad oggi è rimasta in qualche modo immune al trend. Upside Down cerca di ‘porre rimedio’ a questa carenza, mescolando le tematiche care alla sci-fi più filosofica con una storia che ricorda Romeo e Giulietta in una versione sotto sopra. Se i risultati di mix di questo tipo fino ad oggi sono stati tutt’altro che riusciti (si vedano l’eterna saga usa e getta Twilight o il trash risibile di Warm Bodies), Upside Down si Juan Solanas potrebbe riuscire lì dove produzioni ben più blasonate hanno fallito. Anche solo per questo meriterebbe la visione.

    Fantascienza da capogiro: ovviamente non di solo romanticismo vive questo film, perché anche gli appassionati della fantascienza più oltranzista (quella degli incastri cervellotici e delle visioni distopiche) troveranno in Upside Down pane per i loro denti. Il mondo in cui vive il protagonista è dominato dalla doppia gravità, che in pratica consente la convivenza di due mondi l’uno accanto all’altro. Una realtà così complessa è regolata da regole di gravità molto precise: 1) Tutta la materia è attratta dal centro di gravità del pianeta da cui proviene, non l’altro; 2) Il peso di un oggetto può essere controbilanciato con la materia del mondo opposto; 3) Dopo un breve lasso di tempo, la materia a contatto con quella inversa dà origine alla combustione. Se non vi sembra abbastanza intricato, aspettate di vedere la controparte visiva di questi concetti.

    Kirsten Dunst: lo stupore in un mondo così strutturato non è solo dello spettatore ma anche dei personaggi. Per rendere credibile una storia ambientata in tale contesto era necessario scegliere attori che sapessero rimandare questo stupore. Il protagonista maschile è il giovane Jim Sturgess, già ammirato in 21, Cloud Atlas e nel recente La migliore offerta, mentre per il ruolo di Eden (Eve nella versione italiana) è stata scelta la splendida Kirsten Dunst.

    La sua bellezza eterea si adatta perfettamente al ruolo di una ragazza che si innamora di Adam, proveniente dal Mondo di Sotto, quello meno benestante. La 31enne nella sua carriera ci ha già abituato a ruoli inconsueti (Melancholia di Lars Von Trier dovrebbe bastare per tutti), ma qui può rivestire i panni di un personaggio simile a quella Mary Jane che le ha dato fama eterna nella saga di Spider-man di Sam Raimi. Ammirarla su schermo è sempre un piacere.

    Viaggio visionario: Upside Down racconta quindi l’incontro tra un ragazzo del Mondo di Sotto (quello povero) e una ragazza del Mondo di Sopra (quello ricco). Se la storia suona già sentita, è lo svolgimento della trama a rappresentare la vera sorpresa, merito soprattutto della particolare consistenza di questo universo narrativo che prevede la compresenza di due mondi. Questo spunto consente ai maghi degli effetti speciali la costruzione di un viaggio visionario che deve molto non solo alla magnificenza di film come Avatar ma anche alla filosofia di autori come Philip K. Dick e William Gibson. Upside Down, lo diciamo senza mezze misure, rappresenta una vera gioia per gli occhi, puro orgasmo sci-fi con un dispiegamento di forze (computerizzate) di primo livello.

    Regista dal sapore europeo: un film così impegnativo è stato affidato alle mani di Juan Solanas, che non è certo uno dei nomi più blasonati di Hollywood. Anzi, a dirla tutta Upside Down rappresenta l’esordio americano del regista argentino, figlio del ben più celebre Fernando Solanas. Una scelta comunque intelligente perché porta al film uno sguardo autoriale lontano dai blockbuster hollywoodiani. Inoltre, nonostante un curriculum piuttosto scarno, Juan Solanas può già vantare una presenza importante come quella all’Un Certain Regard del Festival di Cannes 2005 con il lungometraggio Nordeste. Il rapporto particolare con l’Europa è confermato anche con Upside Down, che fa il suo esordio in Italia il 28 febbraio, ben 2 settimane prima dell’arrivo nelle sale americane (13 marzo), banco di prova fondamentale per produzioni di questo tipo. Il nostro giudizio è più che positivo, fateci sapere cosa ne pensate.

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