Un covo di vipere di Andrea Camilleri: il ritorno di Montalbano

da , il

    Un covo di vipere di Andrea Camilleri: il ritorno di Montalbano

    Nella sua prossima indagine, il commissario Montalbano dovrà vedersela con Un covo di vipere. Questo è, infatti, il titolo del nuovo romanzo di Andrea Cammilleri, atteso sugli scaffali a partire dal 30 maggio 2013. Solo due giorni di attesa prima di potersi addentrare di nuovo nelle atmosfere siciliane del maestro di Porto Empedocle. n lieto ritorno atteso dai lettori di tutta Italia, nonostante sia passato meno di un anno dall’ultimo libro della saga del commissario più amato della letteratura contemporanea (Una voce di notte, uscito a ottobre 2012). Più invecchia più diventa prolifico il buon Camilleri, e questo non può che farci piacere: siamo ormai arrivati al romanzo numero 31 solo per Montalbano, e la nostra mente non è mai sazia.

    Merito, ovviamente, di una scrittura limpida e concisa, capace di dipingere un mondo con pochi tocchi e senza la necessità di mattoni da mille e oltre pagine. Merito anche di un personaggio che, dalla letteratura alla televisione, ha segnato l’immaginario collettivo del popolo italiano. Che siate appassionati o meno del commissario Montalbano, è impossibile che non vi siate imbattuti almeno una volta in un suo libro o in una puntata della serie Tv con il bravissimo Luca Zingaretti. Superata la soglia dei trenta libri l’impianto generale continua ad essere solido riuscendo nel raro miracolo di non mostrare alcun segno di stanchezza o cedimento. Quali saranno gli ingredienti della nuova indagine di Montalbano? In attesa dell’uscita del romanzo, pubblicato come sempre da Sellerio Editore Palermo (prezzo 14 euro) ci affidiamo alla sinossi ufficiale della trama, che lascia trapelare tante gustose novità:

    La storia inizia in un’alba come tante a Marinella, o forse non come tutte le altre. Il sonno di Montalbano viene interrotto dal canto di un usignolo, o almeno così lui pensa, perché poi scopre che si tratta del fischiettare di un vagabondo che ha trovato rifugio nella veranda durante un temporale di fine estate. Un barbone sui generis però, perché parla un italiano perfetto e si vede che ha conosciuto tempi migliori. Confessa di abitare in una grotta poco distante, ma non c’è tempo di approfondire la questione perché Montalbano deve correre in commissariato, dove Catarella gli annuncia l’assassinio del ragionier Cosimo Barletta. Nel villino lungo la strada che costeggia il mare nessun segno di effrazione, nessuna traccia di lotta: l’uomo è stato colpito alla nuca da un colpo di pistola mentre seduto in cucina stava bevendo un caffè.

    Cosimo Barletta, vedovo e con due figli Arturo e Giovanni ormai sposati, conduceva un’apparente vita tranquilla da benestante. Questo era il pensiero di tutti, almeno fino a quando non si scoprono nel doppio fondo di un cassetto di una scrivania foto e lettere che rivelano una personalità equivoca. I figli affermano poi che il padre non era quell’esemplare di onestà che appariva ed essi sono sicuri che aveva lasciato un testamento che però è scomparso. Proprio al culmine delle indagini, arriva da Montalbano la sua fidanzata Livia che gli racconta di conoscere Mario, lo strano vagabondo di cui vorrebbe scoprire gli avvenimenti che lo hanno portato a vivere come un emarginato. Alla fine il commissario arriverà alla soluzione dei misteri ma gli apparirà una verità che forse avrebbe preferito non scoprire.