Speciale Natale

Stephen King, i libri più belli del re dell’horror

Stephen King, i libri più belli del re dell’horror
da in Libri, Spettacoli, Stephen King
Ultimo aggiornamento:
    Stephen King, i libri più belli del re dell’horror

    Il maestro del brivido Stephen King sta per tornare sugli scaffali italiani con Doctor Sleep, sequel del suo capolavoro Shining, ma intanto già si prepara al lancio del suo nuovo romanzo Mr. Mercedes. Un thriller destinato a trasformarsi nel bestseller del 2014, con un protagonista (Brady Hartfield) che ama il brivido di compiere stragi tra la folla. King ha quasi raggiunto i 40 anni anni di carriera, superando la soglia delle 60 opere pubblicate. Da Carrie (1974) a Mr. Mercedes (2014), Stephen King ha condizionato l’immaginario collettivo di intere generazioni, influenzando non solo il modo di scrivere ma anche il cinema, la televisione e persino la musica e i fumetti. Difficile orientarsi in una bibliografia così vasta. Cerchiamo di capire allora quali sono libri più belli di Stephen King, quelli da leggere assolutamente.

    Nella sua lunga vita da scrittore King ha tenuto una media qualitativa sempre alta, scrivendo tantissimi capolavori e quasi nessun romanzo o racconto trascurabile. Anche chi non ha mai letto (eresia!) una sua opera, di certo non potrà ignorare le tante trasposizioni per il cinema o la Tv, che hanno contribuito a diffondere il “morbo King” a partire dagli anni ’80. Da Carrie (che da poco è tornato al cinema con un remake del film di Brian De Palma) a Shining di Stanley Kubrick, passando per le miniserie IT e L’ombra dello scorpione, il signore dell’horror ha avuto il merito di influenzare la mente di tutti noi con scene e icone immortali (chi mai dimenticherà il pagliaccio Pennywise di IT?).

    Ogni lettore avrà il suo romanzo preferito di King ma, al di là dei gusti personali, questi sono i 5 romanzi che tutti, appassionati e non, dovrebbero leggere almeno una volta nella vita.

    IT (1986)
    Il periodo a cavallo tra anni ’70 e anni ’80 è senza dubbio il momento d’oro per la produzione di Stephen King. Se esiste un romanzo che ha segnato l’immaginario collettivo, quello è IT, pubblicato nel 1986 e diventato, nel 1990, una miniserie per la televisione. Il confronto tra le due incarnazioni è impietoso, perché nelle sue pagine King riesce a costruire una saga sinistra, ambientata nel suo amato Maine, tra traumi infantili, drammi personali e orrore che si nasconde dietro la facciata felice delle piccole città.

    Rimbalzando tra anni ’50 e anni ’80, la storia della misteriosa presenza che si risveglia dal letargo assumendo la forma del pagliaccio Pennywise ha tenuto sveglie la notte generazioni di lettori. Un tomo da 1.300 pagine che scorrono via ad alta tensione, in quello che è considerato il capolavoro dell’autore.

    L’ombra dello scorpione (1978)
    Il quarto romanzo di Stephen King è anche uno dei più belli della sua produzione. Un tomo di oltre mille pagine che riesce nel miracolo di non stancare mai, trasportando il lettore in un Nord America in cui quasi tutta la popolazione è stata sterminata da un’arma batteriologica. Niente di troppo eclatante, ma un virus mutazione letale dell’agente dell’influenza, conosciuto con il nome di Progetto Azzurro.

    Ancora una volta, più che l’orrore in se stesso, quel che interessa a King è narrare come l’uomo si comporta davanti a situazioni che non comprende e non riesce a controllare. La storia racconta l’odissea dei pochi sopravvissuti alle prese con la difficile ricostruzione di un barlume di società civile.

    Quel che ne verrà fuori, purtroppo, mostrerà il lato peggiore dell’essere umano.

    Shining (1977)
    E’ ancora accesa la diatriba che divide chi ritiene che il film di Stanley Kubrick sia meglio del romanzo e quanti invece difendono a spada tratta l’opera di King. La verità è che si tratta di due opere molto diverse, perché Kubrick prenderà solo spunto dal romanzo, costruendo poi una storia ricca delle suggestioni tipiche del suo cinema. Stephen King, invece, in questo periodo viaggia ancora in bilico tra fantastico e horror, cercando la sua strada nel narrare la paura.

    La storia è nota: Jack Torrance, che ha perso il proprio lavoro d’insegnante dopo aver aggredito uno studente, cerca di portare a termine una commedia alla quale lavora da tempo e accetta un lavoro offertogli dall’amico Al Shockley. Si trasferisce quindi all’Overlook Hotel per lavorare come guardiano invernale, con lui la moglie Wendy e il figlio Danny. L’albergo nasconde una storia di sangue, e le forze maligne che ancora permeano le stanze prenderanno possesso di Jack.

    Doctor Sleep, sequel di Shining, racconta invece di un Danny ormai maturo, un uomo di 40 anni che vive nello stato di New York, dove lavora in un ospizio per malati terminali. Il suo lavoro consiste nel visitare i pazienti che stanno per morire e aiutarli a compiere il viaggio nell’aldilà con i suoi misteriosi poteri. Danny si mantiene anche grazie alle scommesse sulle corse dei cavalli, un trucchetto che gli ha insegnato il suo vecchio amico Dick Halloran, il cuoco di ”The Shining”

    Serie della Torre Nera (1982 – 2012)
    Per tutti il nome di King è legato al genere horror, ma come molti sanno l’autore si è misurato anche con altri generi. La letteratura fantasy, ad esempio, con la saga della Torre Nera, iniziata nel 1982 con L’ultimo cavaliere e proseguita finora per otto romanzi fino a La leggenda del vento. Un fantasy atipico con un eroe atipico, il pistolero. Roland di Gilead.

    L’inizio della saga è di quelli che lasciano il segno: “L’uomo in nero fuggì nel deserto, ed il pistolero lo seguì”. Roland è l’ultimo membro vivente dell’ordine dei cavalieri conosciuti come pistoleri, vive in un mondo a metà tra medioevo e vecchio west, ed ha un unico scopo nella vita: raggiungere la Torre Nera, che si dice essere il punto di snodo dell’universo. Il successo della saga è stato tale che la Marvel ha deciso di trasformarla in una fortunata serie a fumetti.

    A volte ritornano (1978)
    Avremmo potuto scegliere tanti altri romanzi per questa classifica (Pet Sematary, Cujo, Misery, Le notti di Salem), ma con ‘A volte ritornano’ vogliamo omaggiare la prima raccolta di racconti di Stephen King, che riunisce le prime storie brevi, quelle più vecchie di un autore ancora alla ricerca della sua identità. La qualità, però, non è da esordiente, dato che ci troviamo davanti a racconti diventati ormai dei classici.

    I titoli da citare sono tanti, tutte apparse su riviste di settore e magazine vari fin dai primi anni ’70 (ci sono persino Penthouse e Cosmopolitan tra le riviste che diedero fiducia al giovane scrittore). Tra tutti citiamo comunque Jerusalem’s Lot, A volte ritornano, La falciatrice, Quitters Inc., La donna nella stanza. Curiosità: questa raccolta è il primo libro in cui Stephen King scrive in prima persona una prefazione, abitudine che poi manterrà per gran parte della sua produzione.

    1112

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN LibriSpettacoliStephen King

    Speciale Natale

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI