Sanremo, i momenti indimenticabili (nel bene e nel male)

Sanremo, i momenti indimenticabili (nel bene e nel male)
da in Relax, Spettacoli, Televisione
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 10/02/2016 16:24

    Ariston Sanremo

    C’è chi giura di non averlo mai visto, ma alla fine, a Sanremo i momenti indimenticabili (nel bene e nel male) sono stati davvero moltissimi. Tra conduzioni strampalate degli anni ’80, il finto tentato suicidio gestito magistralmente da Pippo Baudo…insomma vediamo gli episodi che sono entrati nella storia, e anche chi sostiene di non aver mai visto il Festival, non può non averne sentito parlare!

    Domenico Modugno Johnny Dorelli Sanremo 1958

    Ammettiamo che il titolo possa sembrare inquietante, in realtà questa scazzottata dietro le quinte avvenuta nel 1958 durante l’ottava edizione del Festival di Sanremo, era “a fin di bene”. Quell’anno, infatti, l’indimenticato e indimenticabile Domenico Modugno cantò e vinse con il brano forse più celebre di tutti i tempi (anche all’estero), Nel blu dipinto di blu. A far coppia artistica con lui sul palco un giovanissimo Johnny Dorelli, pare così emozionato prima dell’esibizione da entrare del tutto in agitazione e confusione, fino a costringere Modugno a sferrargli un cazzotto per “risvegliarlo” e fargli ritrovare la concentrazione. Che dire…metodi alternativi!

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    Correva l’anno 1966, a presentare sul palco di Sanremo quell’anno Mike Bongiorno, affiancato dalle vallette Carla Maria Puccini e Paola Penni e dalla spalla comica di Renzo Arbore. Bongiorno, conosciuto come un uomo tutto d’un pezzo, specialmente sul lavoro, non mandò proprio giù un’iniziativa della Puccini che, pensando di far ottenere pubblicità e attenzione sul Festival finse di svenire davanti a tutti. Bongiorno, scandalizzato, ordinò al cameramen di girare la telecamera altrove e non riprendere la scena, chissà cosa penserebbe oggi dei reality che siamo costretti a sorbirci!

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    Il 1981 fu un anno caldo per Sanremo, prima Massimo Troisi che si rifiutò di andare ospite all’Ariston in quanto la Rai chiese di visionare prima i testi dei monologhi che avrebbe presentato, poi, durante una delle serate grande figuraccia per i Dire Straits, allora sulla cresta dell’onda: a Sanremo cantare in playback era ormai vietato da tempo, eppure la band presentò una versione completamente in playback di Tunnel Of Love, scatenando le polemiche e le malignità sul perché non fossero stati in grado di cantare e suonare dal vivo. Oggi, quasi quasi, ci stupiamo quando qualcuno non è in playback!

    Loredana Bertè Sanremo 1986 finto pancione

    Ci spostiamo nel 1986 per trovare una Loredana Bertè che, come nella sua natura, inizia a dare veramente “scandalo”. In particolare quell’anno presentava al Festival il brano “Re”, per altro non uno dei suoi più famosi a dirla tutta, forse perché l’attenzione fu distolta dalla canzone a causa del suo look considerato eccessivo e fetish. Una sorta di abito tutina in pelle, cortissimo, con borchie dallo stile punk, e completa il tutto con un finto pancione provocatorio. Per l’Italia di oggi bazzecole, per l’Italia di allora, non troppo.

    Mario Appignani cavallo pazzo Sanremo 1992

    Pippo Baudo in qualità di veterano presentatore del Festival di Sanremo ne ha vissute davvero di ogni, una delle più ricordate è sicuramente la questione del cosiddetto “Cavallo pazzo”. Correva l’anno 1992, tale Mario Apiggnani, destinatario del curioso soprannome, fa irruzione sul palco dell’Ariston gridando: “Questo Festival è truccato, vincerà Fausto Leali”. Braccato prima da Baudo stesso e poi dalla sicurezza e trascinato via a forza sotto migliaia di occhi basiti sia in teatro che da casa, in realtà quell’anno vinse Luca Barbarossa, con buona pace di Appignani.

    Baudo salva Giuseppe Pagano a Sanremo

    Pippo Baudo, qualche anno dopo aver fronteggiato il Cavallo Pazzo, diventa un vero e proprio eroe nazionale trovandosi a fronteggiare la presunta follia e disperazione di tal Giuseppe Pagano che, dal nulla, minaccia il suicidio in teatro buttandosi in platea dalle balconate più alte dell’Ariston. Non si è mai capito se sia successo davvero o se sia stata una storia creata a tavolino, sta di fatto che Baudo sale in balconata, gli si avvicina, lo calma e gli promette che non sarà arrestato. Di certo una delle scene epiche di Sanremo!

    La caduta di Michelle Hunziker a Sanremo

    È di nuovo Pippo Baudo nel 2007 a dover soccorrere qualcuno, si tratta di Michelle Hunziker che, sicuramente a causa della lunghezza dell’abito, dei tacchi e dalla scalinata da scendere per arrivare a centro palco, cade rovinosamente. Il valoroso Pippo però, nel correre a soccorrerla si lascia sfuggire una battuta che rimarrà nella storia del Festival: “Ci è caduta la banca svizzera”, disse infatti, e per fortuna la giovane e bella Michelle non si era fatta nulla e il tutto finì a grasse risate!

    Orchestra di Sanremo straccia spartiti

    Torniamo indietro di un anno, 2011 dunque, accadde una cosa mai avvenuta prima nella storia del Festival, a doverla gestire una basita Antonella Clerici: l’orchestra di Sanremo, infatti, una delle più apprezzate e ligie al dovere, perde decisamente le staffe in seguito all’eliminazione dalla gara di Malika Ayane, mettendosi a strappare gli spartiti e a lanciarli in aria. È la prima volta che i musicisti prendono una posizione così netta, c’è anche da dire che in effetti si trattò di un’ingiusta eliminazione, dalla quale però la Ayane si rifece ampiamente con i successi di vendita!

    La farfallina di Belen Sanremo 2012

    Negli anni recenti la faccenda della “farfallina di Belen” è stata di sicuro una delle più discusse nell’ambito del Festival di Sanremo. Era il 2012 quando la bellissima showgirl argentina Belen Rodriguez calcò come valletta il palco dell’Ariston, dando prova della sua bellezza, bravura e simpatia. L’attenzione fu attirata su di lei quando, in uno dei tanti cambi d’abito, ne indossò uno con spacchi profondi da cui si intravedeva benissimo nelle parti intime il tatuaggio di una farfalla. Additata come “quella che presentava senza biancheria intima”, in realtà la povera Belen fu rea di aver usato Stanga, un intimo adesivo color carne pressoché invisibile già famosissimo tra le dive d’oltreoceano.

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