Olanda, programma Tv con clandestini: è polemica

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    Non solo da noi ci sono trasmissioni discutibili: è il caso ad esempio di Weg van Nederland, un programma della televisione olandese che sta suscitando un notevole polverone di polemiche. Si tratta di un quiz a premi che vede protagonisti immigrati a quali è stato respinta la richiesta di permesso di soggiorno e che quindi entro pochi mesi saranno costretti a lasciare il Paese.

    In palio ci sono 4mila euro, per dare modo al vincitore di iniziare una nuova vita nel suo Paese di origine. Non si capisce bene dove finisca la provocazione e dove inizi il semplice cattivo gusto, anche perché le domande del quiz vertono tutte sulla storia e la cultura dell’Olanda. Ironia della sorte o pessima presa in giro?

    Fin dal titolo la trasmissione è destinata a far discutere: Weg van Nederland in olandese può significare sia “Ama i Paesi Bassi” sia “Via dall’Olanda”, un doppio senso che non a tutti è piaciuto, anche perché i concorrenti non sono certo gli ultimi arrivati. Sono persone che hanno vissuto a lungo in Olanda e ora vivono un dramma personale.

    Trasformare la ricerca di una vita migliore e le sconfitte della vita in uno show televisivo potrebbe sembrare una decisione che valica il buon senso, considerando anche che dall’Olanda nei prossimi mesi verranno espulsi qualcosa come 11.500 immigrati clandestini. Compreso il vincitore della prima puntata, Gulistan, un diciottenne curdo la cui famiglia è fuggita dall’Armenia undici anni fa e che ha ricevuto gli applausi di un pubblico che lo ospiterà ancora per poco.

    I critici si domandano a chi possa piacere una trasmissione del genere, in un Paese dove le spinte xenofobe sono sempre più forti (come dimostra il partito Dutch Freedom Party), ma gli autori si difendono e dichiarano che l’elemento centrale del gioco è il sarcasmo, visto che Weg van Nederland dimostra come gli immigrati clandestini sono perfettamente integrati nella società olandese come non siano affatto un pericolo per l’integrità culturale.

    In effetti come dicevamo la provocazione è evidente, però comunque il dibattito verte sull’opportunità di un format del genere. Certo, vedendo gridare allo scandalo certi moralisti di casa nostra verrebbe da chiedere come mai gli stessi non si muovono per criticare lo stato pietoso della televisione italiana, ma questa è un’altra storia.