Lincoln di Steven Spielberg: 5 buoni motivi per andarlo a vedere

Lincoln di Steven Spielberg: 5 buoni motivi per andarlo a vedere
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    Lincoln di Steven Spielberg: 5 buoni motivi per andarlo a vedere

    Il 24 gennaio 2013 arriva nelle sale italiane Lincoln, ultima fatica di Steven Spielberg ispirata alla vita di Abramo Lincoln, 16esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. La trama si concentra su un momento particolare della carriera politica di Lincoln, quando la guerra di secessione americana sta per volgere al termine e il presidente si trova a combattere su un nuovo fronte non meno importante, quello dell’abolizione della schiavitù. Un film da 50 milioni di dollari che ha già diviso pubblico e critica negli Stati Uniti, dove la figura di Lincoln è ancora oggi molto dibattuta. Un film importante, quindi, e sono almeno 5 i motivi per andare a vederlo anche in Italia.

    1) Steven Spielberg è una garanzia: potrà anche non essere il vostro regista preferito, ma è innegabile che Spielberg sia sempre garanzia di film spettacolari, non solo (e non sempre) dal punto di vista visivo ma anche emotivo. Dalla critica americana Lincoln è stato visto come il film più personale dell’autore, il più introspettivo dai tempi di Minority Report, un tentativo coraggioso data la statura del personaggio ma riuscito visto che evita la fatale retorica facile sempre dietro l’angolo. Magari non sarà il capolavoro tanto acclamato, ma Spielberg vale quasi sempre la visione.

    2) Il protagonista Daniel Day-Lewis: se proprio Steven Spielberg non raccoglie la vostra simpatia, dovrebbe bastarvi almeno sapere che, nei panni del protagonista Abramo Lincoln, troviamo l’immenso Daniel Day-Lewis. Per il ruolo ha ricevuto una meritata nomination all’Oscar 2013 come migliore attore ed è ad oggi considerato il papabile numero uno per la vittoria finale. D’altra parte stiamo parlando di uno che ha un feeling particolare con la statuetta, già portata a casa nel 1990 per Il mio piede sinistro di Jim Sheridan e nel 2008 per Il petroliere di Paul Thomas Anderson. Curiosità: in Gangs of New York ha vestito i panni di William Cutting, che si opponeva alle idee politiche di Lincoln.

    3) La pioggia di nomination agli Oscar: a proposito di premi Oscar, se si include la nomination per il migliore attore protagonista, Lincoln ha portato a casa ben 12 nomination per l’edizione 2013, in quasi tutte le categorie più importanti. Ovviamente Steven Spielberg è il favorito nella corsa come migliore regista, il tutto in un anno ricco di nomi di altissimo livello sacrificati sull’altare dell’Academy come Quentin Tarantino, Leonardo Di Caprio e Kathryn Bigelow. Ai Grammy 2013 la prima battaglia l’ha vinta l’outsider Argo di Ben Affleck, ma siamo sicuro che agli Oscar Lincoln saprà rifarsi.

    4) Il fascino discreto di Abramo Lincoln: magari in Italia la vita privata e politica di Abramo Lincoln non è così conosciuta come meriterebbe, ma d’altra parte gli effetti di molte sue decisioni e risoluzioni si sono riverberati con il tempo anche sul Vecchio Continente. Considerato dagli storici e dalla popolazione americana come uno dei più grandi presidenti di sempre, Abramo Lincoln è famoso per la celeberrima ratifica del Tredicesimo Emendamento della Costituzione, con il quale nel 1865 viene abolita la schiavitù nell’Unione, pur riuscendo a preservare l’unità di una nazione che ancora doveva riprendersi dalla guerra civile.

    5) Abramo Lincoln idolo della cultura pop: importante per la storia ma altrettanto interessante anche per la cultura popolare, la figura di Abramo Lincoln, così ambigua e misteriosa, è stata spesso utilizzata sia nei romanzi che al cinema, e non esattamente inserito in biografie o biopic. Gli esempi sono davvero tanti, ma vogliamo citarne due. Innanzitutto il romanzo capolavoro di Philip K. Dick L’androide Abramo Lincoln, in cui il presidente rivive sotto la forma di androide senziente e con parecchio da insegnare agli esseri umani; poi, più scherzoso e meno filosofico, La leggenda del cacciatore di vampiri (diventato anche un film di recente), in cui l’autore di Orgoglio e Pregiudizio e Zombie si diverte a trasformare Lincoln in cacciatore di succhiasangue.

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