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Le canzoni anni 60 italiane più belle, i titoli

Le canzoni anni 60 italiane più belle, i titoli
da in Musica, Spettacoli
Ultimo aggiornamento: Sabato 08/10/2016 14:52

    Le canzoni degli anni 60 italiane piu belle

    Sono parte fondamentale della nostra cultura musicale: sono le canzoni anni 60 italiane più belle, con i titoli che hanno saputo conquistare un posto nell’immaginario canterino di tutti. È letteralmente impossibile resistere ad alcuni ritornelli, frasi di canzoni, interpretazioni che sono entrate indissolubilmente nelle nostre teste nel corso di cinquant’anni di musica italiana. Chi non ha mai cantato con Gianni Morandi, Mina, Lucio Battisti, i Nomadi, L’Equipe 84 e via con altri nomi che sono stati in grado di scrivere le canzoni anni 60 italiane più belle, o ricantate le versioni originali con testi scritti nella nostra lingua? Beh, diciamo tutti: anche chi ha avuto un’infanzia non segnata dalla musica le ha sicuramente assorbite: sono le canzoni anni 60 italiane più belle. Ecco tutti i titoli più conosciuti, solo su QNM.

    acqua azzurra acqua chiara

    Uno dei brani che portarono al successo definitivo Lucio Battisti è senza dubbio ‘Acqua azzurra acqua chiara’, scritta assieme al fidato Mogol. Chi di noi non ha mai cantato il ritornello immaginando spiagge e mari incontaminati?

    adriano celentano azzurro

    Scritta da un Paolo Conte agli esordi, ‘Azzurro‘ è la canzone della consacrazione di Adriano Celentano; uscì nel 1968 come singolo e sul lato B c’era ‘Una carezza in un pugno’, altro successone del Molleggiato.

    Sapore di sale

    GIno Paoliincide nel 1963 questo singolo, ‘Sapore di sale’, che resta una delle canzoni anni 60 italiane più belle, e soprattutto è ancora oggi una delle più conosciute in assoluto.

    vedrai vedrai

    L’eleganza suprema di Luigi Tenco con una delle sue ballate più struggenti, ‘Vedrai vedrai’, pubblicata nel 1965. Due anni dopo, nel 1967 Luigi Tenco si sarebbe ucciso a Sanremo, durante il Festival.

    ma che freddo fa

    Nel 1969, la quindicenne Nada Malanima sbanca le classifiche con ‘Ma che freddo fa’. Resterà uno dei suoi più grandi successi.

    Dio è morto

    La canzone ‘Dio è morto‘ dei Nomadi porta la firma di Francesco Guccini: esce nel 1967 e la Rai la censura perché considerata blasfema, non trasmettendola. Eppure Radio Vaticana la passava tranquillamente.

    Che colpa abbiamo noi

    I capelloni hippie per eccellenza erano The Rokes, capitanati da Shel Shapiro. Con ‘Che colpa abbiamo noi’, cantata con l’accento americano, hanno segnato decisamente un’epoca.

    Il cielo in una stanza

    Sempre a firma Gino Paoli, ‘Il cielo in una stanza’ svelò la definitiva capacità interpretativa di Mina. Una delle canzoni degli anni 60 italiane più belle, poi ripresa dalla stessa cantante di Cremona in un disco di vent’anni dopo (scopri qui le canzoni degli 80 anni più belle).

    i giganti Tema

    I Giganti sono stati uno dei gruppi degli anni Sessanta più divertenti e ironici; prima di svoltare verso il progressive negli anni Settanta, incisero ‘Tema’ nel 1966.

    Il paradiso

    ‘Il paradiso’ di Patty Pravo è indubbiamente uno dei brani più rappresentativi dell’epoca: firmata da Lucio Battisti e Mogol, fu incisa nel 1969 dalla cantante veneziana dopo una prima registrazione pressoché dimenticata.

    E la chiamano estate

    Il crooner per eccellenza era indubbiamente il raffinato Bruno Martino, riscoperto negli anni successivi grazie a brani senza tempo come ‘E la chiamano estate‘ e la simile, amatissima, ‘Estate.

    Senza fine

    Terza firma di Gino Paoli, all’epoca legato a Ornella Vanoni da un sodalizio lavorativo e sentimentale: per la straordinaria voce della cantante milanese, ‘Senza fine’ è stata una delle perle più belle.

    Io che amo solo te

    La scuola di Genova, di gran voga negli anni Sessanta, deve molto all’acquisito Sergio Endrigo e alla sua struggente, intensissima, ‘Io che amo solo te’. Recentemente ne sono state incise diverse cover.

    In ginocchio da te

    Impossibile non citare il mitico Gianni Morandi con ‘In ginocchio da te’, uno dei suoi primi grandi successi degli anni Sessanta. Riscopritela perché merita veramente.

    Io che non vivo

    Celebrata perché ha da poco compiuto 50 anni, ‘Io che non vivo’ di Pino Donaggio è una delle canzoni degli anni 60 italiane ad aver fatto fortuna all’estero: la incise in inglese Dusty Springfield, spalancandole le porte del successo..

    Cosa sono le nuvole

    Su testo di Pier Paolo Pasolini, ‘Cosa sono le nuvole’ di Domenico Modugno riportò il cantante pugliese ai fasti di fine anni Cinquanta, svelandone il lato più intimista come interprete.

    Cuore matto

    Little Tony rappresentava negli anni Sessanta un po’ la versione nostrana di Elvis Presley, attingendo a piene mani dal blues e dal rocknroll americano: ‘Cuore matto’ è il suo pezzo più rappresentativo.

    Nessuno mi può giudicare

    Il caschetto d’oro più famoso di tutti apparteneva a Caterina Caselli, che con ‘Nessuno mi può giudicare’ ha regalato un singolone irresistibile nel tempo. A riascoltarlo oggi, non sembra nemmeno avere più di cinquant’anni!

    l'immensita

    ‘L’immensità‘ di Don Backy è uno dei brani più struggenti dell’epoca. Ne incise una versione anche Johnny Dorelli, altro cantante molto apprezzato di quegli anni.

    Abbronzatissima

    Non sarebbero anni Sessanta italiani senza Edoardo Vianello e le sue hit delle estati: alzi la mano chi non ha mai ballato sulle note di ‘Abbronzatissima‘, o ‘I watussi‘, o ‘Pinne, fucile e occhiali‘. Ve le state cantando tutte, vero?

    Bandiera gialla

    Chiudiamo la carrellata della canzoni italiane degli anni Sessanta più belle con un grande classicone della meteora più meteora che c’è: Gianni Pettenati, la voce di ‘Bandiera gialla‘. Ora tutti in piedi e ballate con noi: ‘finché vedraaaai sventolaaar bandieraaa giaaallaaaaa….!’

    1920

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