La mappa del destino di Glenn Cooper

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    La mappa del destino di Glenn Cooper

    Sembra proprio non volersi spegnere il clamore suscitato dalla pubblicazione dei romanzi di Glenn Cooper in Italia. Salutate da un buon riscontro critico e da un clamoroso successo nelle vendite, le narrazioni tra storia e thriller aggiungono un nuovo tassello al complesso mosaico, ovvero La mappa del destino.

    Quanti si aspettavano il ritorno di Will Piper, personaggio cardine dei primi due romanzi La biblioteca dei morti e Il libro delle anime, rimarranno parzialmente delusi, perché La mappa del destino non è la terza parte di quelle avventure, ma un romanzo a se stante e con un’identità ben precisa. Nonostante questo, ci troviamo sempre nelle coordinate tanto care allo scrittore statunitense, ovvero il racconto di mistero che viaggia in bilico tra thriller, action e storico/archeologico.

    Proprio queste linee guida avevano fatto bollare Glenn Cooper come un emulo del tanto discusso Dan Brown, che ha l’indubbio merito di aver rilanciato un filone romanzesco in stanca da molti anni. A ben vedere però Cooper ha qualcosa che Brown non aveva, ovvero un senso dell’azione molto più cinematografico (dovuto in parte al suo lavoro da sceneggiatore), che rende i suoi romanzi molto veloci e scorrevoli.

    La storia parte dal ritrovamento di un antico manoscritto miniato da un monaco nel tredicesimo secolo, rimasto sepolto fino ai giorni nostri dentro le mura di un’antica abbazia. Un incendio che distrugge parte della struttura lo riporta però alla luce. L’unico problema è che il libro è scritto in un codice misterioso e impossibile da decifrare.

    Il destino di questo manoscritto è legato in maniera indissolubile con un altro segreto, ovvero una serie di pitture rupestri nascoste all’intero di un complesso di grotte e gallerie mai visitate dall’uomo. Tra queste pitture, la chiave sembra essere un rigoglioso prato pieno di erbe dai colori brillanti. Interpretare tutti questi simboli potrebbe portare alla formula dell’elisir di eterna giovinezza.

    L’elisir è il ponte narrativo che Cooper utilizza per unificare i tre piani temporali che costituiscono l’ossatura del racconto. Anche qui troviamo un personaggio irresistibile, che è poi il protagonista Luc Simard, archeologo di fama e uomo affascinante che non si è ancora ripreso dalle conseguenze di un amore finito, quello con Sara, esperta in paleobotanica che fa parte della sua troupe. Sullo sfondo troviamo la cittadina di Ruac, teatro della vicenda e luogo ambiguo e spesso ostile.

    Insomma, le caratteristiche del romanzo di successo ci sono tutte, e siamo pronti a scommettere che La mappa del destino seguirà le sorti dei due precedenti libri di Glenn Cooper pubblicati in Italia, ovvero una repentina ascesa ai vertici delle vendite. Potrebbe sembrare un genere abusato, ma il vero merito dello scrittore è di puntare sull’azione, facendo in modo che le oltre 400 pagine scorrano via facilmente ma senza risultare vuote o banali. La mappa del destino è edito da Nord a € 19,60.