Il nome del vento di Patrick Rothfuss

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    Il nome del vento di Patrick Rothfuss

    Patrick Rothfuss brilla come una stella lucente nel panorama delle uscite in ambito fantastico, sempre più saturo e ricolmo di romanzi che nella migliore delle ipotesi potrebbero servire attizzare la brace durante i picnic estivi. Creatività nulla, capacità di scrittura pari a zero e idee riciclate e date in pasto agli adolescenti sembrano il paradigma.

    Per fortuna poi ti capita tra le mani Il nome del vento, opera prima proprio di Rothfuss, classe 1973, e allora pensi che in fondo una speranza per il genere c’è ancora. Si tratta di una storia che pur non inventando nulla di nuovo riesce a rimescolare i classici stilemi della letteratura fantasy senza per questo risultare banale e già letta.

    Il che, converrete, è il grande problema di molti degli autori che si cimentano con il genere, anche quelli più famosi (Terry Goodkind per esempio). Il nome del vento è il primo pezzo di una trilogia che potrebbe raggiungere il suo posto in mezzo ai grandi classici del fantastico (nomi del calibro di Lewis, Tolkien, Martin, Gemmell).

    Usiamo il condizionale perché in realtà di questa trilogia sono usciti soltanto i primi due romanzi, e qui in Italia abbiamo avuto il piacere di leggere solo il primo, mentre il secondo è previsto in uscita a settembre 2011. Il nome del vento inizia la storia nel migliore dei modi, presentando un mondo credibile e privo di quegli eccessi fantasy che spesso rovinano l’immersione del lettore.

    Al centro della storia c’è un uomo, Kvothe, per buona sorte e bravura divenuto eroe che ha fatto nascere centinaia di leggende. Noi però lo incontriamo nelle vesti di Kote, un dimesso (e depresso) locandiere in un paesino sperduto e lontano dai grandi eventi. Perché si sia ritirato a vita monacale non lo sappiamo, ma un giorno capita nella sua locanda uno storico, e le cose per lui cambiano.

    Lo storico convince Kvothe a raccontare la sua storia, per poterla fissare su carta a imperitura memoria. Lui accetta di dedicargli tre giorni della sua vita, scaduti i quali lo storico dovrà andar via e cancellare il ricordo della locanda. Inizia così un grandioso viaggio nella memoria, fin dai tempi dell’infanzia, in bilico tra personali tragedie e momenti di pura avventura tra saltimbanchi itineranti, arcanisti e infine l’Accademia, culla del sapere e della conoscenza.

    A metà tra romanzo fantasy e romanzo di formazione, Il nome del vento è di sicuro una lettura veloce ed appassionante, grazie anche alla scrittura di Rothfuss, lineare e molto musicale (la musica è al centro dell’intera storia). Pensare che i suoi romanzi siano stati rifiutati per anni dalle case editrici la dice lunga su come funzioni il mondo del libro al giorno d’oggi. Per nostra fortuna alla fine ce l’ha fatta, e noi possiamo quindi goderci questo romanzo, edito in Italia da Fanucci al prezzo di € 16,90.