I bastardi di Pizzofalcone, torna il giallo di Maurizio De Giovanni

I bastardi di Pizzofalcone, torna il giallo di Maurizio De Giovanni
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    I bastardi di Pizzofalcone, torna il giallo di Maurizio De Giovanni

    Fa sempre piacere ritrovare un autore tutto italiano come Maurizio De Giovanni in cima alle classifica di vendita di libri. In un mercato editoriale dominato spesso da scrittori stranieri che hanno ben poco da insegnare, la tradizione del giallo italiano sta vivendo una seconda giovinezza, non dipendendo più solo dai grandi nomi come Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli. I bastardi di Pizzofalcone è l’ultima fatica dello scrittore napoletano, che abbandona per un momento le atmosfere della Napoli fascista degli anni ’30 per gettarsi a capofitto nel caos della città dei giorni nostri. Il risultato sorprende e funziona come primo tassello di una nuova serie letteraria.

    Il nome di Maurizio De Giovanni è legato al personaggio del commissario Ricciardi, che si muove in un periodo storico molto particolare come quello della dittatura fascista, in una Napoli decadente e al tempo stesso aristocratica. Vipera, l’ultimo romanzo della serie uscito alla fine del 2012, ha confermato l’enorme successo di un autore che ha saputo trovare una strada tutta personale al thriller e di un protagonista tra i più sfaccettati e originali del giallo italiano. Detto questo, chiariamo ancora una volta che I bastardi di Pizzofalcone non fa parte della saga di Ricciardi ma sposta l’azione ai giorni nostri, con un nuovo protagonista (l’ispettore Lojacono) e una Napoli sempre più cupa e violenta. Non un esordio assoluto per Lojacono, che aveva fatto la sua prima apparizione nel 2012, al centro del romanzo Il metodo del coccodrillo.

    I bastardi di Pizzofalcone conferma la volontà di De Giovanni di portare avanti anche una nuova serie, e la storia riprende esattamente da dove era finita nell’indagine del coccodrillo.

    Veniamo quindi alla sinossi ufficiale del romanzo: Lojacono è un ispettore investigativo di origine siciliana da tutti chiamato Il Cinese per i suoi tratti somatici orientali. Dalla Sicilia al quartiere di Pizzofalcone a Napoli, un percorso che profuma di punizione dopo che alcune gole profonde gli avevano attribuito legami con la mafia. Pizzofalcone è un distretto non molto vasto ma assai popoloso, che abbraccia una parte dei Quartieri spagnoli e va giù fino al lungomare, in cui si mescolano e convivono basso proletariato, borghesia impiegatizia, alta borghesia commerciale e aristocrazia. Il vero problema è che il commissariato è stato chiuso per infiltrazioni camorristiche, con quattro dei sei agenti che vi lavoravano arrestati per traffico di cocaina.

    Unici a uscire illesi l’anziano sostituto commissario Giorgio Pisanelli e il vice sovrintendente Ottavia Calabrese, gli altri sostituiti in fretta e furia con il peggio che i commissariati limitrofi potessero offrire, quelli che tutti ormai chiamavano “I Bastardi”. Pizzofalcone diventa quindi il centro nevralgico di una squadra di outsider, a partire dal sospetto mafioso Lojacono e passando dal giovane commissario di belle speranze Luigi Palma, il giovane raccomandato Marco Aragona e i due mezzi psicopatici Alessandra Di Nardo e Francesco Romano. Tutti hanno una cosa in comune: non hanno niente da perdere, così quando viene ritrovato il cadavere della bella signora Festa gli agenti si tuffano nelle indagini come lupi su una preda. I bastardi di Pizzofalcone è edito da Einaudi al prezzo di 18,00 euro.

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