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Film di Tinto Brass: le 8 pellicole da rivedere

Film di Tinto Brass: le 8 pellicole da rivedere
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29/09/2016 16:21

    Film di Tinto Brass, 8 pellicole da rivedere

    Un regista controverso va sempre conosciuto: i film di Tinto Brass da rivedere sono tanti, ma noi di QNM vi abbiamo selezionato quelle 8 pellicole da recuperare assolutamente, specialmente in attesa che arrivi la Mostra del Cinema di Venezia il prossimo settembre. Alla Laguna Tinto Brass è stato sempre legato, sia per origini sia per l’amore per il cinema, e tra le sue pellicole ce ne sono alcune che vale la pena vedere perché il regista nato a Milano nel 1933 è sicuramente uno dei personaggi più particolari, a volte anche esagerati, dell’intera storia del cinema italiano. I film di Tinto Brass sono stati criticati, snobbati, boicottati e al tempo stesso osannati da alcuni che li hanno fatti diventare cult; vale la pena riscoprirli, ecco le 8 pellicole da rivedere.

    salon kitty tinto brass

    È il vero esordio di Tinto Brass nel mondo del cinema erotico, con una sua particolare visione del sesso come viatico al potere e al denaro: ‘Salon Kitty’, ambientato in un postribolo di Berlino durante il regime nazista, ha come protagonisti Helmut Berger e Ingrid Thulin e racconta la storia di come il bordello sia in realtà un sofisticatissimo centro di spionaggio contro i dissidenti della dittatura.

    la chiave tinto brass

    Forse tra i film più celebri di Tinto Brass e indubbiamente quello che gli diede più fama, ‘La chiave’ esce nel 1983 e ha come protagonista una splendida Stefania Sandrelli , forse una delle più belle attrici della storia del cinema italiano, nei panni della moglie insoddisfatta di un anziano professore inglese che per smuovere il loro rapporto lascia sul pavimento del suo studio la chiave che apre un cassetto misterioso: la moglie trova il diario con le lussuriose fantasie del marito e viene spinta a scriverne uno lei stessa, dove narrerà i tradimenti con il giovane fidanzato della figlia. Compra qui.

    fermo posta tinto brass

    ‘Fermo Posta Tinto Brass’ è uno dei film di Tinto Brass da rivedere: uscito nel 1995, è sviluppato su episodi raccordati proprio dal ruolo del regista che diventa confidente delle sue ammiratrici attraverso le lettere piene di fantasie erotiche che queste gli scrivono. Tinto le commenta con la sua segretaria e ogni episodio, slegato dagli altri, affronta il tema di una perversione o di una pulsione. Non ebbe un grandissimo successo, se non in termini di polemiche. Compra qui.

    snack bar budapest

    Una digressione dal cinema erotico per Tinto Brass arriva con Snack Bar Budapest, tratto dall’omonimo libro di Marco Lodoli e Silvia Bre: il film è un noir crudo con protagonista Giancarlo Giannini, un avvocato corrotto e radiato dall’albo che vuole far abortire illegalmente la sua fidanzata e conosce così il capo di una piccola gang di criminali che vuole trasformare una località non meglio precisata in una specie di Las Vegas italiana. Il film ebbe buon successo di critica ma scarsissimo rilievo commerciale. Curiosità: la colonna sonora è firmata da Zucchero. Compra qui.

    paprika

    L’erotismo più godereccio, ormai diventato marchio di fabbrica nei film di Tinto Brass, torna con la pellicola ‘Paprika’, diretta nel 1992 con protagonista Debora Caprioglio: ambientato nel 1948 racconta la storia della giovane Mimma che decide di prostituirsi per un breve tempo per aiutare economicamente il fidanzato, fino a scoprire che lui è un mascalzone e decidere di continuare la ‘professione’. Una critica alla legge che impose la fine delle case chiuse in Italia, la legge Merlin del 1958, ma il film è più che altro un modo per mettere in mostra le grazie della Caprioglio. Acquista qui.

    così fan tutte tinto brass

    Dopo la Caprioglio, Claudia Koll: Tinto Brass ha diretto l’attrice in ‘Così fan tutte’, che prende il titolo e l’ispirazione da un’opera di Wolfgang Amadeus Mozart, stravolgendola in chiave erotica. È la storia di una donna insoddisfatta della vita sessuale col marito, e della decisione di lasciarsi andare liberamente ad altri uomini che la corteggiano e la desiderano fino ad un rave party scatenato dove la protagonista Diana, intepretata dalla Koll, si scatena con un seminarista nero prima di decidere di tornare sui suoi passi. Compra qui.

    l uomo che guarda

    Ispirato dall’omonimio romanzo di Alberto Moravia, ‘L’uomo che guarda’ è la storia di Edoardo, docente universitario che vive con la moglie Silvia e il padre Alberto, un vecchio invalido attratto dalla procace infermiera Fausta. Dodo ha un carattere introverso, si isola, al contrario del padre che non ha intenzione di dimenticare la sua carriera pregressa di dongiovanni. Silvia lascia Edoardo, che si trova ad assistere alle sconcezze del padre con l’infermiera. La riconciliazione arriverà sul finale, ma non sarà davvero completa.

    caligola

    È indubbiamente il film di più difficile realizzazione mai girato da Tinto Brass: la pellicola che racconta le follie dell’imperatore Caligola, ambizioso progetto firmato da Gore Vidal con i soldi dell’editore di Penthouse Bob Guccione, ebbe tantissimi problemi di produzione, causati dal costo e dalle continue liti tra Brass e lo sceneggiatore Vidal, che arrivo persino a cacciare il regista e montatore dal set. ‘Io, Caligola’, presente in due versioni (‘Caligola’ uscita nel 1979, ‘Io, Caligola’ nel 1981 per volere del produttore Franco Rossellini), è diventato un film di culto per le scene di sesso tra le più strane della storia del cinema.

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