Film con trama intricata: i 5 più contorti di sempre

Film con trama intricata: i 5 più contorti di sempre
da in Cinema, Spettacoli
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    Film con trama intricata: i 5 più contorti di sempre

    Ci sono due scuole di pensiero contrapposte per quanto riguarda l’approccio al cinema. Da una parte ci sono quelli che preferiscono i film dalle trame piuttosto semplici, che puntano tutto su altri elementi come gli attori, i sentimenti o l’azione, dall’altra invece ci sono quelli che non rinuncerebbero mai ad una trama innovativa.

    Molto spesso il tentativo di portare su schermo una storia che non sia una semplice ripetizione di cose già viste si trasforma in una trama complicata, complessa, intricata e ai limiti del comprensibile. Questa situazione può produrre due effetti: un capolavoro, se il regista è capace di gestire il tutto, o un polpettone indigeribile, quando si perde il controllo.

    Andiamo quindi a vedere quali sono i 5 film più contorti di sempre, quelli che quando scorrono i titoli di coda ti lasciano lì sulla poltrona a cercare di capire quello che hai visto, quelli che al solo vederne la locandina ti viene un mal di testa incurabile. Fanno paura, eppure attirano inevitabilmente.

    1) 2001 – Odissea nello spazio di Stanley Kubrick: considerato con merito uno dei più grandi capolavori del cinema di tutti i tempi, questo gioiello è però un film di difficile comprensione, non perché ci siano chi sa quali colpi di scena, ma perché i riferimenti filosofici delle immagini sono talmente densi e importanti che per capirlo veramente ci vorrebbero decine di visioni. Ecco perché per molti è il manifesto dell’incomprensibile.

    2) Mulholland Dr. di David Lynch: chi vi scrive considera David Lynch il più grande autore di sempre, uno dei pochi per cui ogni film costituisce una sfida intellettuale non indifferente, alla scoperta dei limiti della comprensione umana. Questo (ma anche Inland Empire e The Eraserhead) è forse la summa del suo discorso artistico, una trama che si riavvolge su se stessa e contiene molteplici chiavi di lettura.

    3) Donnie Darko di Richard Kelly: un caso forse unico di film che alla sua uscita in sala è stato praticamente ignorato, ma che nel giro di qualche anno è diventato un autentico oggetto di culto, tanto da spingere ad un pessimo sequel. Donnie Darko è una metafora sul mondo di oggi e sulla necessità di un Salvatore che venga a redimerci dalle nostre colpe. Ma c’è chi giura di aver letto nella trama centinaia di altri riferimenti.

    4) Memento di Christopher Nolan: quando il regista ancora doveva mettere mano a Inception e Batman, girava questo piccolo grande film dalla struttura a scatole cinesi, dove non si comprende quando sia l’inizio e quando il finale, e forse non esiste nulla di ciò che vediamo. Come il protagonista, siamo costretti a segnare quel che accade per non dimenticarlo.

    5) Matrix di Andy e Larry Wachowski: ci riferiamo alla trilogia nel suo complesso. Mentre però nei quattro esempi citati in precedenza la complessità si trasforma in grandi film, in questo caso purtroppo, dopo un primo episodio davvero elettrizzante, si è avuto un repentino calo di qualità, tra citazioni a caso, personaggi che compaiono e scompaiono senza motivo e lezioni di filosofia soffocate dagli effetti speciali ipertrofici. Il classico caso di occasione sprecata.

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