Fabrizio De Andrè: le canzoni più belle di Faber

Le canzoni più belle di Fabrizio De Andrè, il cantautore che ha saputo rendere protagonisti delle sue ballate anche gli emarginati, gli ultimi della popolazione, e lo ha sempre fatto con piglio ironico e deciso, criptico sì, ma mai ipocrita. Facciamo un salto fra un album e un altro di De Andrè e scopriamo le sue canzoni più belle ed indimenticabili e le frasi da ricordare.

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    Fabrizio De Andrè: le canzoni più belle di Faber

    Semmai ce ne fosse stato bisogno, la fiction dedicata a Fabrizio De Andrè ha ricordato al Belpaese come il suo genio profondo e poetico sia sempre attuale. Facciamo allora un viaggio nelle canzoni più belle di Faber, i testi di Fabrizio De Andrè che ci hanno fatto sognare, riflettere ed amare, una voce che ha cambiato la storia della musica italiana portando testi significati ed importanti in note al grande pubblico, infrangendo l’onda esterofila degli Anni 60. Non è un caso, infatti, che già a partire dagli Anni 70 alcune delle sue canzoni vennero inserite nelle antologie scolastiche dove, a distanza di tempo, le ritroviamo ancora.

    La canzone di Marinella

    Scritta nel 1964 da Fabrizio De Andrè, La canzone di Marinella avrà notorietà solo qualche anno più tardi: nel 1967, infatti, Mina la inserì in un suo album e fu subito successo. Nel giro di soli 6 mesi, la canzone valse a De Andrè una cifra considerevole che lo convinse a lasciare gli studi di giurisprudenza per dedicarsi completamente alla musica.

    Amore che vieni amore che vai

    Fabrizio De Andrè in questa canzone parla dell’amore e della sua contraddittorialità: “Io t’ho amato sempre, non t’ho amato mai / amore che vieni, amore che vai.” Nel 1999 Franco Battiato realizzò una cover di Amore che vieni amore che vai dedicandola all’amico scomparso da poco.

    Bombarolo

    Bombarolo è una delle prime canzoni dove Fabrizio De Andrè prende posizione a livello politico. Nonostante ciò, più tardi il cantante ammise di essersi espresso con un linguaggio troppo “oscuro”, che non rendeva appieno il suo pensiero.

    Bocca di Rosa

    In molte delle sue canzoni, i protagonisti sono gli ultimi, coloro maggiormente emarginati dalla popolazione. In Bocca di Rosa si parla proprio di una prostituta, che viene cacciata da un paesino per via della sua condotta immorale. Probabilmente, una delle canzoni più belle e famose di Fabrizio De Andrè.

    Il pescatore

    Anche Il pescatore è una delle ballate più note di Fabrizio De Andrè, l’incontro fra un assassino e un vecchio pescatore e un epilogo avvolto nel mistero delle note.

    Via del Campo

    Genova è un’altra protagonista indiscussa delle canzoni di Fabrizio De Andrè. In particolar modo, Via del Campo è la strada genovese un tempo sede dei bordelli, dunque l’anima sociale del cantautore si fonde con quella affettiva per la sua città.

    Fabrizio De Andrè, le frasi più belle

    Fra i vari album di Fabrizio De Andrè, le frasi belle e da ricordare sono tante, pezzi di memoria di un artista indimenticabile. Come ad esempio:

    • Tu lo seguisti senza una ragione | come un ragazzo segue l’aquilone. (da La canzone di Marinella)
    • E come tutte le più belle cose | vivesti solo un giorno come le rose. (da La canzone di Marinella)
    • Dormi sepolto in un campo di grano | non è la rosa non è il tulipano | che ti fan veglia dall’ombra dei fossi | ma sono mille papaveri rossi. (da La guerra di Piero)
    • E mentre marciavi con l’anima in spalle | vedesti un uomo in fondo alla valle | che aveva il tuo stesso identico umore | ma la divisa di un altro colore. (da La guerra di Piero)
    • Ama e ridi se amor risponde | piangi forte se non ti sente | dai diamanti non nasce niente | dal letame nascono i fior. (da Via del Campo)
    • C’era un cartello giallo | con una scritta nera | diceva: «Addio Bocca di Rosa | con te se ne parte la primavera». (da Bocca di Rosa)
    • Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino, | non avevano leggi per punire un blasfemo, | non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, | mi cercarono l’anima a forza di botte. (da Un blasfemo)
    • Se avete preso per buone | le «verità» della televisione, | anche se allora vi siete assolti | siete lo stesso coinvolti. (da Canzone del maggio)
    • Chi va dicendo in giro | che odio il mio lavoro | non sa con quanto amore | mi dedico al tritolo. (da Il bombarolo)