Dreamland – La Terra dei Sogni: trailer del film dell’anno

Dreamland – La Terra dei Sogni: trailer del film dell’anno
da in Cinema, Spettacoli

    Prima di iniziare a parlare di questo strano progetto che è Dreamland – La Terra dei Sogni, bisogna subito chiarire una cosa: i produttori dovrebbero imparare a pesare bene le parole prima di inserirle nel trailer o nei comunicati ufficiali che riguardano un film. Perché spesso possono trasformarsi in un suicidio commerciale.

    Nel caso specifico, sono due i passaggi del trailer che vorremmo sottolineare. Nel primo la voce fuori campo parla di un film che scriverà la storia del cinema italo-americano (bisognerebbe anche capire quali altri film fanno parte del lotto) e nel secondo passaggio, al termine, la stessa voce parla di Dreamland come del film dell’anno.

    Ora, si sa che frasi del genere sono utilizzate spesso anche in produzioni ben più blasonate, e quasi mai purtroppo l’attesa e le aspettative vengono poi ripagate. Il problema di Dreamland, diretto da Sandro Ravagnani, è che già il trailer lascia presupporre una qualità del prodotto tutt’altro che trascendentale.

    Si tratta di un progetto che coinvolge la provincia di Barletta, Andria e Trani, per la prima volta protagonista sullo schermo, che ha anche sostenuto il film con 10mila euro. A questi soldi si sono aggiunti anche i 20mila euro dell’Apulia Film Commission, una fondazione che aiuta il cinema in Puglia grazie ai finanziamenti della regione Puglia.

    Dreamland – La Terra dei Sogni è quindi un film co-finanziato con soldi pubblici, quindi con i soldi dei cittadini, quindi anche con i nostri soldi. Come tanti altri film ogni anno, belli e brutti. Qui però questo sostegno pubblico ha scatenato le proteste su Internet di quanti vedono in questo progetto qualcosa di risibile.

    Insomma, basta un’occhiata al trailer per capire che c’è qualcosa di strano.

    Le scritte in sovrimpressione al limite del trash (“spero solo di non perdermi tra una birra e una scazzottata”, “tutti gli uomini hanno un dono, io non so quale sia il mio”), la voce narrante, la recitazione a tratti davvero imbarazzante, generi e scene mischiati senza gran criterio, insomma tutto lascia credere che si tratti di una parodia.

    Invece no, non è l’ultimo progetto di Maccio Capatonda, ma un film vero e proprio, diventato già cult ancora prima di essere uscito, e già in lizza per il titolo di film più brutto di sempre (dovrà combattere con Alex l’Ariete, cult con Alberto Tomba e Troppo Belli sulla storia di due tronisti).

    D’altra parte, se si punta tutto su un attore esordiente espressivo come un palo (Ivano De Cristofaro) e su un tizio (Franco Columbu) che nel suo curriculum ha solo l’essere amico di infanzia di Arnold Schwarzenegger (o meglio “quello che gli metteva i pesi nel bilanciere”, per dirla con un utente web), il disastro è dietro l’angolo.

    Vedremo come andrà all’uscita, prevista per l’8 luglio 2011: magari ci stupirà e mostrerà davvero di essere un buon film, ma le premesse sono poco confortanti, e data la risposta sul web, anche il destino al botteghino sembra segnato. Intanto godiamoci tutti insieme il trailer, ma prima alcuni cenni di trama.

    Ambientato tra sud Italia e Stati Uniti, il film vede al centro un ex pugile, vedovo, stimato da tutti, spesso oggetto delle angherie delle violente gang di quartiere. In una di esse riconosce il proprio figlio adottivo, e decide quindi di difenderlo e cercare di convertirlo alla lotta per i diritti umani e per una vita senza violenza. La cittadinanza, smossa dall’affetto per l’ex pugile e dal fatto che una gang si impegna a difesa dell’ordine, contribuirà in massa a realizzare il grande sogno.

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