Deep Purple, Now What?! è l’album del grande ritorno [VIDEO]

Deep Purple, Now What?! è l’album del grande ritorno [VIDEO]
da in Musica, Spettacoli
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    E’ stata una lunga attesa ma ne è valsa la pena: i Deep Purple sono da poco approdati nei negozi con Now What?!, nuovo album in studio che arriva otto anni di distanza dall’ultimo Rapture of the Deep. Un disco, dedicato allo storico tastierista Jon Lord, che conferma tutti i sospetti sorti all’ascolto del primo singolo All the time in the world: ci troviamo davanti a un vero e proprio tuffo indietro nel passato di oltre 40 anni. Ian Gillan e soci alla pensione proprio non vogliono pensarci e con Now What?! riscoprono le radici profonde dell’hard rock, genere che loro più di altri hanno contribuito a forgiare a cavallo degli anni ’70, con capolavori assoluti come In Rock e Fireball.

    Parlare dei Deep Purple senza farsi prendere dall’emozione è impossibile per chiunque sia cresciuto a pane e rock, ma anche per tutti coloro che, pur non approfondendo il discorso, hanno sentito almeno una volta nella loro vita il riff immortale di Smoke on the water. Il plettro magico all’epoca era quello di sua maestà Ritchie Blackmore, che da decadi non fa più parte della famiglia dei Deep Purple, troppo preso dai suoi progetti di musica medievale. Se la chitarra dagli anni ’90 è affidata al virtuoso Steve Morse, dallo scorso anno nella band non c’è più neanche John Lord, signore dell’hammond sconfitto dalla malattia e sostituito da Don Airey, anche lui pezzo di storia del rock nei Rainbow. Dei Deep Purple originali restano comunque Ian Gillan alla voce, Roger Glover al basso e Ian Paice alla batteria.

    Ian Gillan dagli anni ’90 è il vero punto interrogativo della band, ormai è in fase calante dopo decenni di concerti cantati al massimo delle forze, e spesso le sue performance dal vivo lasciano molto a desiderare.

    La riproposizione di cavalli di battaglia ad altissime quote come Highway Star o Child in time è un terreno insidioso per Gillan, ma Now What?! dimostra che la band non ha smesso di osare. Fin dal primo singolo All The Time in The World si nota un deciso ritorno alle radici blues rock degli anni ’70, il che non può che provocare un brivido di piacere lungo la schiena dei fan. Siano rassicurati i fan: la prestazione di Ian Gillan vince e convince, pur su toni medi più bassi del passato.

    Now What?! ha fatto il suo debutto ufficiale sugli scaffali italiani da poco più di un giorno, subito premiato da una folla di appassionati che non attendevano altro da otto anni, da quel Rapture of the Deep che rappresenta il punto più alto dei Deep Purple versione 2000. Nelle nostre mani coccoliamo il 19esimo album di una carriera iniziata nel 1967, il primo prodotto dal guru Bob Ezrin, già al lavoro con artisti del calibro di Pink Floyd, Aerosmith e Peter Gabriel. In attesa delle tre date dal vivo lungo lo stivale (il 21 luglio a Vigevano, Pavia, il 22 a Roma e il 24 a Majano, Udine) non possiamo che salutare con favore una altro grande ritorno della storia del rock dopo quello di David Bowie.

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