Cannes 2011: Palma d’oro a The Tree of Life (foto)

Cannes 2011: Palma d’oro a The Tree of Life (foto)
da in Cinema, Spettacoli, Kirsten Dunst

    Si è chiusa ieri 22 maggio 2011 l’edizione più incerta degli ultimi anni del Festival di Cannes, tanto che il toto-Palma d’oro è impazzato fino all’ultimo, quando Robert De Niro, presidente di giuria, è salito sul palco per il consueto discorso, in un francese coraggioso ma alquanto claudicante.

    Alla fine l’ha spuntata The Tree of Life di Terrence Malick, che era sì uno dei film più attesi in assoluto ma che era stato accolto da giudizi contrastanti, tanto da raccogliere in dosi uguali applausi e fischi alla fine della proiezione ufficiale. I giudici evidentemente hanno amato quest’opera complessa e intensa, perché alla fine il vecchio maestro l’ha spuntata.

    Ovviamente Terrence Malick non ha ritirato il premio di persona, visto che da buon personaggio schivo e riservato non si è neanche presentato in sala: non sopporta le interviste e men che meno le cerimonie ufficiali. Al suo posto è salito sul palco il produttore Bill Pohlad. A Cannes 2011 solo delusioni per gli italiani.

    Sembra quasi strano stare qui a parlare di delusione per i nostri film in concorso, visto che sono stati tra quelli accolti meglio alla proiezione ufficiale. Se Habemus Papam di Nanni Moretti aveva comunque diviso il pubblico, per This must be the place di Paolo Sorrentino c’era stato un coro unanime di approvazione, tanto che si pensava seriamente ad una palma italiana.

    Invece l’ha spuntata Malick, con Bob De Niro che quasi si è scusato con gli sconfitti, ammettendo che quest’anno c’erano davvero pochi premi rispetto alla quantità di ottimi film presentati. Frase rivolta forse anche al suo connazionale Sean Penn, superato nella corsa al premio per migliore attore da Jean Dujardin, interprete del film muto e in bianco e nero The Artist di Michel Hazanavicius.

    Il miglior regista è invece stato il danese Nicolas Winding Refn con il film Drive, mentre per la migliore attrice il premio è andato alla bravissima e bellissima Kirsten Dunst, nonostante la crociata anti-Lars Von Trier, giudicato indesiderabile dopo le provocatorie dichiarazioni su Hitler e il nazismo. Il premio, comunque, è più che meritato.

    Infine il Gran Premio della Giuria è andato ex aequo ai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne (che ormai sono abituati ai premi) per Il ragazzo con la bicicletta e al regista turco Ceylan per Bir Zamanlar Anadolu’da (Once upon a time in Anatolia). Delusione anche per Pedro Almodovar, che comunque ha convinto davvero poco critici e pubblico con il suo La piel que habito.

    Foto AP/LaPresse

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