Anna Karenina, 5 motivi per vedere il film con Keira Knightley

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    Esce oggi in sala Anna Karenina di Joe Wright, ennesima conferma di come il 2013 cinematografico sia iniziato all’insegna dei classici. Il diretto concorrente in questa sfida di trasposizioni è, ovviamente, Les Miserables, anche se tra i due sussiste una differenza sostanziale: Tom Hooper ha riletto Victor Hugo in chiave musical, mentre Wright si mantiene piuttosto fedele all’originale capolavoro di Lev Tolstoj. I due film sono anche una lotta tra grandi attrici, Anne Hathaway da un lato e Keira Knightley dall’altro. Vediamo allora quali sono i 5 motivi per vedere Anna Karenina al cinema.

    Un capolavoro della letteratura: Anna Karenina non ha certo bisogno di presentazioni, uno dei vertici della letteratura mondiale nonché capolavoro assoluto di Lev Tolstoj, secondo solo a Guerra e Pace. Ambientato nella Russia del XIX secolo, il film racconta la drammatica vicenda dell’aristocratica Anna Karenina, sposata con l’ufficiale Aleksei Karenin ma corteggiata dall’affascinante Conte Vronskj, conosciuto durante un viaggio verso Mosca. Anna, che riassume su di sé le difficoltà dell’essere donna emancipata in un contesto ancora legato alle tradizioni, si trova così al centro di una doppia relazione complessa, che la porterà a compiere scelte difficili. Anna Karenina è uno di quei romanzi che va letto almeno una volta nella vita, e Joe Wright ha il merito di essere fedele al testo senza invenzioni hollywoodiane.

    Joe Wright, regista garanzia: il compito di riproporre un testo già visto numerose volte, sia al cinema che in televisione, non poteva che andare a un regista come Joe Wright, che con le trasposizioni di romanzi ha costruito una carriera. Pur privo di guizzi eclatanti, si tratta comunque di un autore che conosce bene il mestiere e mostra sempre rispetto per i testi che gli vengono affidati. Chi ha apprezzato i suoi film Orgoglio e Pregiudizio ed Espiazione non troverà nulla da ridire su Anna Karenina, gli altri scopriranno un regista solido, che ha dimostrato la sua bravura nei film ‘minori’ Il Solista e Hanna.

    Keira Knightley: come prevedibile, uno dei motivi di interesse principali è la presenza di Keira Knightley nei panni della protagonista Anna Karenina. L’attrice britannica è piuttosto diversa dall’iconografia classica dell’aristocratica russa su grande schermo (per dire, nel 1997 il ruolo è stato interpretato da Sophie Marceau), ma per Joe Wright si è trattato di una scelta quasi obbligata, visto che da anni porta avanti un sodalizio artistico con la Knightley, già protagonista sia di Orgoglio e Pregiudizio sia di Espiazione. Per la 28enne si tratta di uno dei ruoli più importanti di una già ricca carriera, di sicuro il più drammatico dopo Non lasciarmi e il capolavoro di David Cronenberg A Dangerous Method. Sempre più diva del cinema ‘alto’, e questo non può che farci piacere.

    Un cast ricco di fascino: Anna Karenina non vive di sola Keira Knightley, comunque, perché come in ogni storia corale il cast di supporto riveste un ruolo fondamentale per la credibilità del risultato finale. In questo senso le scelte di Wright sono state davvero indovinate, a partire da Matthew Macfadyen nei panni di Stiva (l’attore era già stato partner di Keira in Orgoglio e Pregiudizio). Intorno a loro ruotano attori di primo livello come Aaron Johnson (Conte Vronsky), Jude Law (Alexei Karenin) e soprattutto Kelly Macdonald (Dolly), icona del cinema indipendente che i più ricorderanno nel folgorante Tranispotting. Tra le varie bellezze che danzano nella ampie sale di San Pietroburgo e Mosca citiamo poi Alicia Vikander, la rossa 25enne Holliday Grainger e la splendida 31enne Michelle Dockery.

    Un film d’altri tempi: se le motivazioni elencate qui sopra non dovessero bastarvi, sappiate che Anna Karenina non è l’ennesimo film patinato che mette mano a un capolavoro per snaturarlo (come accaduto con les Miserables, a tratti davvero miserabile). Joe Wright, come detto, aggiorna ai nostri tempi una vicenda universale ma senza tradire il fascino di un’epoca (il 1800) e di un ambiente (la nobiltà russa) che rappresentano la chiave di volta del successo del film. Peccato che l’Academy non abbia voluto premiare questa sobrietà, regalando ad Anna Karenina solo 4 nomination ai Premi Oscar 2013: scenografia, fotografia, costumi e colonna sonora (orgoglio tutto italiano grazie al nostro Dario Marianelli).