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Amy Winehouse torna in vetta alle classifiche: video

Amy Winehouse torna in vetta alle classifiche: video
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    I più smaliziati l’avevano previsto, ed ecco che regolarmente siamo qui a registrare il ritorno prepotente in vetta alle classifiche di vendita della fu Amy Winehouse. La macchina dei soldi che gira intorno ad un artista non si ferma certo davanti alla sua morte, e anzi da essa può trarre quella nuova linfa che sembrava perduta per sempre.

    Detta in parole povere: un artista vende sempre di più da morto che da vivo, soprattutto a seguito dell’ondata emozionale che segue il decesso del suddetto. Se poi quell’artista si chiama Amy Winehouse e aveva causato l’annullamento del tour per problemi vistosi di salute dovuti all’abuso di alcol (e chi sa che altro), capirete che oggi l’etichetta si sfrega le mani.

    Lo spettacolo deve continuare, e in questo caso a goderne i frutti sono coloro che detengono i diritti sulle creazioni di questa ragazza dalla splendida voce soul ma dai notevoli problemi di tenuta psicologica. Tra ristampe, riedizioni, nuovi brani e biografie istantanee, il business ha messo in moto la sua ruota tritacarne.

    Partiamo dai dati più evidenti: Amy Winehouse era finita fuori dalle classifiche di vendita perché ormai i suoi due album erano usciti da troppo tempo per competere con le nuove hit. Tempo pochi giorni dalla morte ed ecco che ritroviamo Back to Black al primo posto in Gran Bretagna e Frank, il suo album d’esordio, al quinto posto.

    Questo senza contare un cofanetto nuovo di zecca che li contiene entrambi che si piazza al decimo con ottime possibilità di salire, e i cinque singoli entrati di prepotenza nella Top 40 delle vendite in digitale. Ottime premesse per il prossimo lancio del nuovo album di inediti, che Amy aveva quasi del tutto completato e che oggi l’etichetta non vede l’ora di far uscire, già sentendo il profumo dei soldi.

    Tutto questo mentre continua il pellegrinaggio davanti alla sua casa, ormai piena di foto e fiori, e mentre ancora non è ben chiaro come sia davvero morta la cantante: l’ipotesi più recente è un mix di crack ed eroina fornitagli dal suo pusher di fiducia Tony Azzopardi, che sosterrebbe di averla accompagnata a comprare 1.200 sterline di roba.

    Da registrare comunque la più evidente delle trovate commerciali per lucrare sulla morte di Amy, ovvero il libro Amy Winehouse Fino Alla Morte, prima testimonianza scritta post-mortem (che, lo ricordiamo, è avvenuta solo dieci giorni fa) scritta da Episch Porzioni e Prince Greedy e ultimato in sole 48 ore. Per la serie “presto che ci sfugge l’affare”. Più veloci dei libri di Bruno Vespa.

    Foto AP/LaPresse

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