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Warp, la vendetta va servita in puzzle game (video)

Warp, la vendetta va servita in puzzle game (video)

    Molti di voi avranno sicuramente apprezzato Portal, il puzzle-action game di Valve; il gioco, uscito come “b-side”, in omaggio agli acquirenti dell’Orange Box di Half-Life 2, riuscì a ritagliarsi un proprio spazio negli hard-disk dei giocatori, una sua identità ben definita che venne premiata con un’uscita negli scaffali stand alone e con un recente seguito. Il gioco è un enorme successo nonostante sia sicuramente un prodotto di nicchia. Probabilmente i ragazzi del team Trapdoor sono dei grandi fan di Portal, e forse anche della Pixar considerato quanto il caracter design della loro proposta ricordi il film d’animazione Wall-E.

    Ad ogni modo i ragazzi del piccolo team canadese devono aver ben appreso la lezione impartita da Valve, ossia che il genere del puzzle-action game, nicchia o no, vende e conquista. Ed ecco che dal cilindro nasce Warp, la storia di un alieno, cavia da laboratorio, che urla vendetta.

    Cosa fareste se veniste rapiti dagli alieni, rinchiusi in un asettico laboratorio, sottoposti ad esperimenti di ogni sorta, trattati come una cavia da laboratorio e, ad un certo punto, vi rendeste conto che avete il potere di liberarvi e attaccare? Warp inizia in questo modo, con il nostro piccolo alieno arancione, denominato Zero, rinchiuso in una piccola stanza a vetri, sotto gli occhi di uno scienziato che prende appunti. Ed è li che Zero capisce che può teletrasportarsi dall’altra parte del vetro; lo scienziato, in fuga, chiuderà diverse porte a tenuta stagna alle sue spalle, l’obiettivo è chiaro: bypassarle tutte con il teletrasporto e, una volta raggiunto lo scienziato, terrorizzato, assaporare la vendetta scoprendo il secondo potere di Zero: quello di entrare nei corpi altrui, o in determinati oggetti, shakerarli un po’ e farli esplodere.

    La grafica di Warp è semplice e minimale, la visione del gioco “a volo di uccello” consente di avere sempre sott’occhio l’ambiente circostante, alla ricerca dei punti strategici in cui poter dare sfogo alle potenzialità dell’alieno, con l’obiettivo ultimo della fuga dal laboratorio.

    Il rancoroso Zero però non si limita a teletrasportarsi (solo di qualche metro più avanti, tra l’altro) o a ritinteggiare le bianche mura del laboratorio con tonalità rosso sangue con sfumature di cervello e intestini; il nostro alieno infatti possiede un’altra interessante abilità che sarà protagonista delle nostre sessioni di giochi: Zero riesce a creare una sua proiezione energetica, un suo ologramma insomma, che può essere usato in diversi modo; l’uso più semplice consiste nel fargli fare da esca, distraendo le attenzioni delle guardie, ma l’utilizzo più strategico consiste nella possibilità di scambiarsi di posto con oggetti e nemici, è sufficiente che l’alter ego di Zero entri in contatto con questi e lo scambio è servito.

    Le possibilità strategiche offerte da Warp sono tantissime e, considerato che alcune guardie hanno degli scudi energetici, non sarà possibile affrontarle direttamente; in alcuni casi sarà preferibile un approccio stealth, raggiungere il nemico alle spalle o sfruttare le abilità di Zero, alcune non ancora svelate, per evitare lo scontro. In un modo o nell’altro è un titolo che colpisce e conquista per la sua semplicità e giocabilità.

    Warp sarà disponibile a fine anno per PC, Xbox Live Arcade e PlayStation Network.

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