Saints Row: The Third, in uscita dal 18 novembre (video)

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    La saga di Saint Row ha esordito su X360 nel 2006; si tratta di un titolo free roaming in cui è possibile scorrazzare per una città americana di fantasia, Stilwater, nei panni di un appartenente ad una gang di malavitosi. Dopo un sequel nel 2008 il team Volition ha partorito Saints Row: The Third, uscito il 18 novembre per PS3 X360 e PC.

    l giocatore controlla il leader dei Third Street Saints, la gand di viola vestita, che in poco tempo è riuscita a sbaragliare la concorrenza delle bande rivali, conquistando la città. Da allora sono diventati delle star in tutto il mondo, con un vasto marketing legato al loro nome (bevande energetiche, abbigliamento, cinema…), tanto pieni di se da abbassare la guardia e dare una possibilità di riscatto alle bande rivali: i Morning Star, i Luchadores e i Deckers; senza contare le solite grane con la polizia, la SWAT e pure l’esercito.

    Se qualcuno di voi si è “adrenalinizzato” nel leggere la trama di Saints Row: The Third non posso non consigliargli di valutare, piuttosto, di fare un giro in casa Rockstar, ossia nell’ottimo GTA Grand Theft Auto: la serie ideata da Rockstar Games infatti è esattamente ciò che Saints Row vorrebbe essere: un ottimo titolo free roaming, con un buon apporto narrativo, ben dosato tra azione, umorismo d eccessività. Saint Row, manco a dirlo, fallisce il suo intento su tutta la linea: copia, ma lo fa male, cercando di essere più eccessivo, più volgare, più violento, più bizzarro di GTA; e in effetti volgarità gratuita, pessimo gusto e banalità abbondano nel titolo Volition.

    Partiamo dalla trama: intanto c’è, una trama, ma è talmente sottile e superficiale che non è parte integrante del gioco, bensì solo contorno. Il gioco è composto da ben quarantasette missioni, relativamente slegate tra loro, che hanno senso solo nell’ottica dell’evoluzione del personaggio in termini di abilità e bonus: concludere una missione infatti farà salire di livello il protagonista, salendo di livello acquisterà nuove abilità, oltre che punti spendibili in upgrade per armi o vetture. L’evoluzione del personaggio, delle armi e delle auto è sicuramente l’aspetto più interessante del gioco; man mano che si avanza il personaggio diventa sempre più forte, una vera macchina da guerra. Questo è il vero motivo che ci spingerà ad arrivare alla fine, non la conclusione della storia.

    Se per un attimo possiamo dimenticare volgarità gratuite e senso del grottesco di Saints Row: The Third non possiamo neanche elogiare l’aspetto tecnico, minato da problemi di frame rate e pop up, texture anni 90 (non parlo di stile, ma di arretratezza) e modelli tutti uguali; sono invece curate le animazioni dei personaggi principali e le vetture. Altro neo del gioco è intelligenza artificiale, con cittadini che sembrano lobotomizzati , semplice carne da macello per il protagonista.

    Saints Row: The Third è fondamentalmente un’occasione mancata, la progressione del personaggio e le missioni avanzate non mancheranno di divertire e accompagnare il giocatore per circa una quindicina di ore, ma non chiedete niente di più a questo titolo; per tutto il resto c’è GTA.