Pong: i primi 40 anni del nonno dei videgiochi

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    Pong: i primi 40 anni del nonno dei videgiochi

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    Buon compleanno Pong, quarant’anni e non sentirli: il celeberrimo videogioco delle palette e la pallina entra nella “seconda età” e il web gli rende omaggio con gli auguri che rimbalzano in ogni direzione da blog a forum, da siti giornalistici ai social network. D’altra parte stiamo parlando di una delle fondamenta non solo del settore videoludico, ma anche dell’intera informatica e tecnologia. Si può considerare Pong – a ragione – il nonno dei videogames, che ha avvicinato il pubblico a uno dei settori trainanti dell’hitech moderno, capace di attirare a sé utenti di tutto il mondo, di ambo i sessi e di tutte le età. Ripercorriamo la sua storia.

    Sono già passati quarant’anni dal debutto di Pong che nasceva a Sunnyvale – in California o meglio dire nella Silicon Valley – il 29 novembre del 1972. Ve lo ricordate? Era una sorta di trasposizione del ping pong in digitale, si giocava in due oppure contro il computer e si doveva muovere in su e in giù la paletta per controbattere la pallina cercando di farle superare la linea avversaria. Oggi sembra qualcosa di semplicissimo e banale, ma 40 anni fa era un vero prodigio. Di più: senza Pong oggi non avremmo videogiochi spettacolari come Halo.

    I padri di Pong sono due allora sbarbatelli ingegneri chiamati Nolan Bushnell e Ted Dabney, che alle spalle avevano già un altro titolo come Computer Space, che aveva debuttato nelle prime sale-giochi. Il proposito era quello di offrire un vero divertimento alternativo a giochi come Flipper, ancora troppo vincolati al materico e al tangibile. Così Bushnell e Dabney hanno sviluppato il tutto insieme ad Al Alcorn producendo la gallina dalle uova d’oro che puntava tutto su una giocabilità semplicissima – anche un bambino o un anziano potevano capirlo subito – e accattivante.

    Dopo aver sviluppato il software preparano anche il cabinato per ospitare lo schermo e i controller e piazzare il tutto in locali pubblici partendo proprio dal loro bar di fiducia, l’Andy Capp’s Cavern di Sunnyvale. Il successo è così grande che il cabinato si inceppa per le troppe monete inserite dagli avventori. Nel novembre parte la produzione di serie, vengono prenotati 300 cabinati a 937 dollari ciascuno e il 29 novembre l’uscita è ufficiale. Prima dell’uscita per i privati e le case (nel ’75) sono già state consegnate oltre 8000 unità. Fino a oggi quando Pong diventa uno dei capisaldi dei geek e dei nerd, con la sua grafica semplice e irresistibile e il suo fascino che aumenta col tempo.