Lollipop Chainsaw: cheerleader, zombie e gonne corte

Lollipop Chainsaw: cheerleader, zombie e gonne corte
    Lollipop Chainsaw: cheerleader, zombie e gonne corte

    Salva la cheerleader, salva il mondo, recitava in maniera ossessiva Hiro Nakamura, nella prima serie di Heroes. Alcune cheerleader però non hanno bisogno di essere salvate, anzi, una in particolare ha tutta intenzione di essere lei stessa a salvarci. Con esclamazioni di incitamento, spaccate, sorrisi e abiti discinti? Assolutamente si, ma anche con motoseghe e calci ben assestati. Si, perché Juliet Sterling, capo cheerleader della San Romero Highschool (Romero? Mi dice qualcosa….) non tirerà su solo il nostro morale, o qualsiasi altra cosa tenda a salire di fronte a una disinibita e sensuale cheerleader, ma salverà proprio la nostra pelle da un’orda di zombie che hanno invaso la scuola.

    Lollipop Chainsaw è un action game sviluppato dalla Grasshopper Manufacture, capitanata da un uomo sicuramente molto particolare, Suda51, che ha firmato titoli come No more heroes e l’orrorifico Fatal Frame.

    Mister Suda51 (Goichi Suda è il vero nome) macinava da tempo l’idea di un gioco d’azione, a tematica horror, si, ma demenziale, ambientato in una scuola. Se già l’idea di un autore che ammette di lavorare ad un gioco demenziale la dice lunga sul suo estro creativo, le carte in mano a Lollipop Chainsaw sono tutt’altro che da buttare. La protagonista, Juliet Sterling, capo cheerleader della sua scuola, San Romero Highschool (omaggio al regista de La notte dei morti viventi), è una diciottenne in uniforme che dovrà mettere da parte i suoi pon-pon proprio il giorno del suo compleanno, quando un’orda di zombie invaderà la scuola. Tutt’altro che scoraggiata o in preda al panico la nostra eroina imbraccerà una motosega semiautomatica e inizierà a fare pulizia per i corridoi, in compagnia di una testa mozzata legata alla sua cintura, un tributo a Shadow of Damned.

    Lollipop Chainsaw è un gioco furbo: la protagonista del gioco è una tipetta che non mancherà di attirare interesse attorno a lei, se non altro da parte di un pubblico maschile! Nell’immaginario collettivo la cheerleader è da sempre oggetto di desiderio, se poi la suddetta cheerleader è bionda, con i cappelli raccolti in due code, occhi azzurri, fisico mozzafiato e vestita come la protagonista di un manga hentai (ossia poco vestita) l’attenzione è già catalizzata.

    A tutto questo aggiungiamo che la nostra eroina sarà molto agile, darà mostra di particolari salti e piroette e ammazzerà gli zombie con una motosega, garantendo un gameplay frenetico e spassoso (la motosega è da sempre l’arma demenziale preferita dai giocatori). Cosa ve lo dico a fare: tutti questi salti, spaccate, verticali, con una micro gonnellina fucsia, spesso e volentieri svolazzante… Datami una S, una E, una X e una Y.

    Il gioco è ben lontano dall’essere un horror, condito così com’è di elementi pop, volutamente trash. La motosega ad esempio ha un impugnatura rosa, di rosa (e derivati) è vestita la protagonista, slip compresi, e rosa è il colore delle luci che spruzzano fuori dai cadaveri squartati. il sangue? Troppo pulp! Insomma, tra una scia di cuoricini lasciata dalla motosega e varie stelline pop sembra proprio che Lollipop Chainsaw sia un incrocio tra Sailor Moon e parte del vecchio cinema legato agli zombie, al quale rende omaggio.

    Lollipop Chainsaw non ha ancora una data di pubblicazione, uscirà nel 2012 e sarà disponibile per PS3, Wii, Xbox 360

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