Homefront, la guerra come l’avete vista in tv

Homefront, la guerra come l’avete vista in tv
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    Homefront, la guerra come l’avete vista in tv

    Anno 2027, un’America piegata dalla crisi economica viene invasa dalla Grande Repubblica di Corea, una nuova potenza nucleare nata dall’unione delle due Coree. Città murate, strade deserte, la devastazione degli edifici, la rassegnazione dei sopravvissuti, ma anche piccoli focolai di resistenza. Questo lo scenario proposto dal fps distribuito da THQ.

    Uscito oggi negli stati uniti, il nuovo titolo della Kaos studios ha fatto parlare di se già da prima, grazie ad uno spot pubblicitario su youtube in cui Hillary Clinton annunciava alla nazione l’attacco della Corea. Di spot si trattava, appunto, ma talmente ben fatto da suscitare polemiche per eccesso di realismo.

    Ed è proprio il realismo il punto di forza di Homefront, ad iniziare da una trama – la decadenza economica degli Stati Uniti e l’avanzamento di nuove potenze asiatiche – tutt’altro che fantasiosa o non plausibile e assoltamente attuale; fino ad arrivare ad una ricostruzione storica dei fatti talmente minuziosa da sfociare nella realizzazione di un vero e proprio documentario, intitolato “Future History – Uncut”, disponibile nel canale Youtube del gioco, in cui viene narrata in chiave storica l’invasione della nuova Potenza.

    L’esperienza di gioco si annuncia intensa e “nuova” anche per chi già ama cimentarsi con titoli legati al genere delle world war, come Call Of Duty, al quale Homefront è stato accostato, più che altro per la particolarità di poter usare tecniche di guerriglia e vari veicoli militari nel procedere del gioco.

    Ma forse la carta vincente del titolo sta proprio nei vari momenti in cui non saremo impegnati a sparare ad un nemico, ma a contemplare la miseria che la guerra si lascia alle spalle (fattore spesso e volentieri sottovalutato da titoli affini), sta nelle frasi, pesanti e forti, che ci vengono dette con rassegnatezza dai sopravvissuti: “almeno siamo vivi e liberi”, o dagli alleati, che nel vedere il nemico a terra si esprimono con un “sono persone come noi e stanno morendo… che assurdità la guerra”.

    Un’esperienza quindi nuova, di forte impatto emotivo, da vivere in prima persona

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