Chi sono gli Xennial, la generazione nata a cavallo degli anni ’80

Chi è fra i 30 e i 40 anni può per davvero essere definito Millennials? Forse sarebbe meglio parlare di Xennial, la generazione nata a cavallo degli anni '80. Ecco quali sono le caratteristiche che contraddistinguono gli Xennial. E tu, sei uno Xennial?

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    Chi sono gli Xennial, la generazione nata a cavallo degli anni ’80

    Sapete chi sono gli Xennial, la generazione nata a cavallo degli anni ’80, precisamente nell’arco temporale compreso fra il 1977 e il 1983?. Secondo Dan Woodman, professore associato dell’Università di Melborune, in Australia, gli Xennial sono una “micro-generazione”, una sorta di “generazione di mezzo”, che traghetta la vecchia guardia della Generazione Y verso quella dei Nativi Digitali, che ha vissuto sulla propria pelle gli avventi della tecnologia e i suoi stravolgimenti, a più livelli, facendone suoi i pregi e i difetti (ma rimanendone indenne o quasi). Né troppo pessimisti come la Generazione Y, né troppo ottimisti verso il futuro come i Millennials. Scopriamoli meglio insieme.

    Xennial e la capacità di adattamento

    Ma c’era davvero la necessità di definire la classe dal ’77 allo ’83 come Xennial? Ovvero di creare una nuova segmentazione fra il calderone indistinto dei Millennials? Secondo il prof. Woodman sì, ed è anche molto importante fare ciò, in quanto gli Xennial sarebbero un “simbolo della capacità di adattamento umana”, coloro che hanno vissuto un’esperienza unica compiendo il passaggio fra due ere molto diverse fra loro.

    Eppure gli Xennial hanno saputo mantenere intatto il proprio punto di vista, solitamente non affrancandosi né con il pessimismo cosmico tipico della Generazione Y, né con l’ottimismo eccessivo dei Millenials. In alcuni casi, riescono a guardare con distacco taluni fenomeni, come l’utilizzo imperante dei social network, pur facendone parte e, magari, utilizzandoli, ma adottando uno stile più defilato, discreto.

    Amarcord Xennial fra serio e faceto

    Come capire, al di là dell’anagrafica, se si fa parte per davvero degli Xennial, la generazione nata a cavallo degli anni ’80? Ci sono alcuni ricordi, abitudini e peculiarità che erano tipici dei ragazzi cresciuti durante gli anni ’80 a partire dalla colonna sonora, specie quella estiva, infarcita di cantanti con spalline posizionate a mo’ di antenne paraboliche e capigliature con grosse ambizioni. Di certo, non avrete dimenticato Sabrina Salerno e la sua conturbante quanto trash performance di “Boys, Boys, Boys”…

    Poi, come dimenticare i primi walkman, con le cassette il cui filo tirato via doveva essere riavvolto, con tanta pazienza, con una matita? Questa era l’unica musica concessa, niente Spotify, niente YouTube e, anzi, molto spesso l’audiocassetta era un mix autoprodotto, realizzato registrando su nastro le hit del momento direttamente dalla radio. E pazienza se sul finale c’era la voce del deejay (che antipatico, però, poteva pure starsene zitto altri due secondi!).

    Il mito erotico era la pin-up del Drive In, ma era il catalogo di Postal Market che risolveva ogni serata adolescenziale solitaria. E il telefono? Non c’era traccia di cellulare, figuriamoci di smartphone: un solo apparecchio presenziava in casa, un mastodontico cubo color marrone-scotch-da-imballaggio posizionato nell’area con meno privacy possibile di casa… addio telefonate d’amore!

    Ma, forse, la caratteristica che più accomuna gli Xennial, la generazione nata a cavallo degli anni ’80, è il ricordo dei primi collegamenti ad internet con il rumore gracchiante di un modem dalla lentezza spaventosa e da un numero di Kbps ridicolo: eppure, è stato quello il primo suono che ci ha trasportato nel mondo ardente del web, un po’ più Millennials nella pratica, ma sempre col cuore verso la nostalgia dei Goonies e la paura per IT.