AMY, l’horror su PS3 e Xbox spaventosamente sbagliato (video)

AMY, l’horror su PS3 e Xbox spaventosamente sbagliato (video)

    Il genere dei survival horror è sicuramente abbastanza rappresentato nel mondo dei videogame ed ha diversi esponenti, ma a differenza di altri generi non assistiamo di certo a chissà quale abbondanza di uscite e, se osserviamo attentamente, molto spesso si tratta di seguiti legati a brand già affermati. Fa quindi piacere sapere di un nuovo titolo del genere che si affaccerà sui nostri monitor, sopratutto se il titolo in questione parte con premesse così ottime da sollevare un interesse e un’attesa invidiabile.

    AMY, il titolo sviluppato da VectorCell per Lexis Numérique, ha la fortuna di aver ricevuto, alla presentazione, lodi e onori dalla stampa specializzata, vedendo nel titolo per PS3 e X360 una ventata di freschezza nel genere e un probabile capolavoro. Anzi, una delle sorprese del 2012. Ma le sorprese si sa possono essere belle, ma anche brutte.

    Nel gioco vestiremo i panni di Lana, una scienziata, attraverso complessi urbani e tecnologici, accompagnati da una bambina autistica di otto anni dotata di misteriosi poteri. Ben presto ci renderemo conto che la gita a due non è stata autorizzata dai nostri superiori e avrà il sapore di una vera e propria fuga. Da li a breve esploderà un’epidemia a causa di un virus, che trasformerà le persone in feroci zombie e mostri di vario genere. L’unica ad esserne immune è proprio la piccola Amy, mentre Lana verrà ben presto contagiata poiché il virus si diffonde nell’aria; grazie ai poteri della bambina Lana riesce comunque a tenere a bada la metamorfosi poiché la semplice vicinanza di Amy ne cura i sintomi.

    Va da se che se le due si allontanano vedremo una lenta ma inesorabile metamorfosi in zombie della povera Lana, e il gioco ci porrà continuamente nella condizione di separarle per proseguire. Tra approcci stealth e sporadici combattimenti dovremo quindi sopravvivere all’orda umana.

    L’incipit narrativo insomma sembra davvero interessante e intrigante, carico di domande e misterioso quanto basta. Il problema vero di AMY è che la realizzazione pratica del contesto narrativo lascia molto a desiderare! Come accennavamo il gioco ci metterà continuamente davanti a un bivio, un ostacolo o enigma che potrà essere superato solo con la separazione delle protagoniste; il punto è che gli enigmi non hanno alcuna logica ed inoltre si assiste continuamente a situazioni senza senso, come i pulsanti dell’ascensore, assurdamente irraggiungibili che costringono a cooperare per attivarli, o gli squarci nelle pareti usati da Amy, ma non da Lana nonostante siano sufficientemente grandi. Il titolo insomma usa ogni minimo pretesto, pur illogico, per separare le protagoniste e far partire un countdown che termina con la completa “zombificazione” della povera Lana.

    E che dire dei checkpoint solo a fine livello che costringono a riprendere il gioco dall’inizio? E dell’aspetto tecnico, con solo 20 frame al secondo, rallentamenti e tearing? AMY, disponibile per il download dall’11 gennaio, sarebbe dovuto essere uno dei big di quest’anno ma fallisce nell’intento su tutta la linea, rivelandosi una gransissima occasione mancata; almeno il costo è contenuto (10€)!

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