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Zanib Khan, carceriera a luci rosse: scandalo in Gran Bretagna

Zanib Khan, carceriera a luci rosse: scandalo in Gran Bretagna
da in Donne
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    Zanib Khan, carceriera a luci rosse: scandalo in Gran Bretagna

    Il caso della settimana in Gran Bretagna è quello che vede protagonista Zanib Khan, una ragazza di 27 anni di professione guardia carceraria. Un mestiere non proprio adatto ad una donna, che però lei ha scelto dopo che il suo fidanzato era stato arrestato per rapina e suo padre per aver violato le leggi sull’immigrazione. Zanib ha preso talmente a cuore la sua professione da meritarsi il soprannome di “carceriera a luci rosse“. Perché? Pare che abbia intrecciato relazioni piccanti con più di un detenuto, guadagnando a sua volta 12 mesi di galera per ripetuta infrazione al codice deontologico.

    Zanib Khan lavorava nella prigione di Brixton, è accusata di aver abusato di quattro detenuti, ma le cifre non sono ancora precise e c’è chi parla addirittura di sette uomini “amanti galeotti”. Nel suo appartamento sono state trovate numerose lettere dai contenuti piuttosto spinti a firma di due spacciatori, Daryl Smith e Timothy Iyegbe, incarcerati proprio a Brixton. Non solo un bollente rapporto epistolare, perché secondo il procuratore Robin Du Preez non è da escludere che la donna abbia fatto sesso con i detenuti.

    Lei ovviamente nega, ma il contenuto delle lettere lascia poco spazio a fraintendimenti. Il caso è stato scoperto grazie ad un altro detenuto, tale Jason Graham, nel cui cellulare (introdotto illegalmente in prigione) è stato trovato il numero personale della donna.

    Inoltre l’accusa imputa a Zanib di aver omesso di comunicare ai suoi superiori l’arresto del fratello e del padre, avvenuto 12 giorni prima del suo ingresso a lavoro.

    Arrestata nel gennaio 2011, da quel momento la carceriera erotica ha ottenuto molto spazio sui tabloid, che si sono occupati in maniera approfondita della sua storia, ennesimo caso in un sistema carcerario che ha visto, solo negli ultimi 33 mesi, 120 i funzionari carcerari denunciati per rapporti impropri coi detenuti. Il caso più eclatante rimane quello di Kelly-Anne McDade, che venne condannata a 30 mesi di galera per aver avuto un figlio con un detenuto. Potrebbe essere sindrome di Stoccolma, ma per un attimo mettiamoci nei panni dei carcerati. Avere una donna con cui scambiare effusioni deve rappresentare un loro sogno proibito.

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