Verginità in vendita su Internet: scandalo in Australia

Verginità in vendita su Internet: scandalo in Australia
da in Donne
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    Verginità in vendita su Internet: scandalo in Australia

    C’era un tempo in cui la verginità di una ragazza era merce di scambio da utilizzare per costruire alleanze militari o matrimoni di interesse. Alcuni potrebbero credere che quei tempi ormai sono molto lontani, eppure non sempre è così. La notizia che commentiamo oggi, per esempio, sembra proprio uscita da epoche lontane.

    In Australia un sito di escort online specializzata in ragazze asiatiche ha messo in linea un annuncio in cui si offriva la verginità di una ragazza cinese per la modica cifra di 15mila dollari. Ovviamente parliamo della base d’asta, perché chi vuole il fiore più prezioso dovrà pur essere disposto a pagarlo il dovuto.

    Non è certo la prima volta che si sente parlare di cose del genere, ma nella terra dei canguri questa notizia sta creando un lungo e doloroso strascico di polemiche. Una bufera mediatica che ha portato alla luce una pratica neanche tanto inusuale, quella dell’affitto delle proprie grazie da parte di studentesse in cerca di soldi.

    La crisi economica genera frutti malati, e allora può capitare che su un sito si trovi l’annuncio, con tanto di caratteristiche fisiche ben specificate, di una giovane di 19 anni, proveniente dalla Cina ma studentessa in un’università di Sidney. Quel che stupisce di più è la giovanissima età della protagonista, visto che nei casi simili riscontrati in passato l’età delle ragazze era decisamente più alta (di regola 25-26 anni).

    Forse la nostra eroina avrà pensato di approfittare prima che qualche coetaneo rubasse la sua verginità gratuitamente.

    Lo spirito imprenditoriale magari si può anche ammirare, però le conseguenze del suo gesto stanno avendo ripercussioni addirittura a livello politico.

    La faccenda è venuta alla luce nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla società di consulenza dell’industria del sesso Brothel Busters: in pratica il sito in questione mette in affitto la ragazza per quattro giorni, con piena autorità nel deflorarla, a patto di depositare 2mila euro una volta raggiunto lo scopo. I responsabili del sito si difendono affermando che si tratta di una situazione abbastanza comune a Sidney.

    Pare inoltre che la ragazza abbia già ricevuto le proposte di due clienti molto interessati. Squallido e triste? Allora sentite cosa dice il capo della Brothel Busters, Chris Seage: “Si tratta di un tema tristemente ricorrente tra le giovani ragazze asiatiche che vengono in Australia per studiare e lavorare, e indebitarsi. E’ chiaro che chi fa questo ha bisogno dei soldi con urgenza”. Argomento complesso e scottante, non c’è che dire.

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