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Storia del bikini, il costume a due pezzi che ha cambiato il mondo

Storia del bikini, il costume a due pezzi che ha cambiato il mondo
da in Donne
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    La storia del bikini è oramai leggenda, ma c’è ancora chi non sa quando è nato questo capo così famoso al giorno d’oggi. Ci piace ricordare la storia del costume a due pezzi che ha letteralmente cambiato il mondo, gli usi e i costumi di molte generazioni di donne, e di uomini! Ma dove è nato il bikini? Bisogna fare un bel passo nella storia e andare indietro di molti anni, perchè il bikini non è nato nel 1946 a Parigi, come molti credono…

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    Il cinque luglio di ogni anno, dal 1946 in poi, si festeggia tale data come l’anniversario della nascita del bikini. Ma attenzione, in questo caso ci riferiamo al bikini moderno, perchè le donne indossavano costumi da bagno a due pezzi già all’epoca dei Romani. Vari mosaici romani documentano questo, come ad esempio quelli di Villa del Casale, a Piazza Armerina. Anche nei mosaici di epoca greca si possono ammirare donne abbigliate proprio con quello che potremmo definire il proto-bikini.

    L’introduzione del bikini nell’abbigliamento quotidiano non è stata dunque una innovazione, ma, quindi, è più da ricercare in una voglia di trasgressione e cambiamento radicale del comune senso del pudore. Ricordiamo che alla fine degli anni ’40 i corpi venivano coperti con numerosi strati di vestiti, c’era ancora molto vivo il senso del pudore, della vergogna e del disagio di comparire nudi in luoghi pubblici, fosse anche una spiaggia.

    Il bikini, dunque, aiutò le donne in una sorta di emanciazione culturale e nell’educazione, anche sessuale. Introdotto per la prima volta nel mondo della moda a Parigi nel 1946, grazie al sarto francese Louis Réard, deve il suo nome al celebre atollo di Bikini nelle Isole Marshall, dove gli Stati Uniti conducevano test nucleari. Il riferimento è chiaro: questo capo d’abbigliamento che mostrava così tanti centimetri di pelle nuda, era destinato ad avere un effetto dirompente sulla vita delle donne, sui gusti degli uomini e sulle abitudini e la mentalità dell’intera popolazione mondiale. Il motto con cui fu presentato il costume fu “Le bikini, la première bombe anatomique!“, la prima bomba anatomica.

    Eppure non bisogna credere che la vita del bikini sia stata tutta rose e fiori.

    Per la presentazione al pubblico (cioè alla stampa), fu ingaggiata Miss Micheline Bernardini, una spogliarellista. Proprio per il suo impatto dirompente sulla società dell’epoca, ai suoi esordi si è spesso scontrato con la mentalità bigotta e benpensante, che non poteva vedere di buon occhio l’esposizione di tanta carne al sole. Uno degli effetti di questa censura si ebbe già nel 1951, quando i bikini furono proibiti al concorso per Miss Mondo.

    E’ con l’ingresso negli anni ’60 che il bikini diventa un must ed inizia così la ricerca per tutte le donne del corpo perfetto, lontano dalle formose rotondità dei decenni precedenti: l’obbligo per tutte era pancia piatta, gambe toniche e snelle e seno della misura giusta. Nasce così la fatidica prova costume, tormento di tutte le donne ancora oggi.

    Dobbiamo a due icone come Jane Fonda (Barbarella) e Brigitte Bardot (E Dio creò la donna) lo sdoganamento di questo capo di abbigliamento, oggi imprescindibile. Bastarono le loro immagini fasciate in un bikini per creare il mercato, e la necessità per tutte le donne di possederne uno. Per non parlare della dea Ursula Andress che esce dal mare statuaria in bikini bianco, segnando l’immaginario da James Bond in poi.

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    Oggi, il bikini gode ancora di perfetta salute, ed anzi è considerato uno dei capi di abbigliamento più sensuali in assoluto. Ne sono cambiate le forme, gli stili, ma il concept rimane quello, e prevediamo ancora lunga vita per il costume più amato dagli uomini.

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