Sonia Topazio, dai film erotici ai terremoti [FOTO]

Sonia Topazio, dai film erotici ai terremoti [FOTO]
da in Donne
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    Come passare dal set dei film a luci rosse alla scrivania dell’Istituto nazionale di Geologia e Vulcanologia, ce lo spiega Sonia Topazio, che sembra un nome d’arte e invece è il nome reale della bella 43enne a capo dell’ufficio stampa dell’INGV. Una scelta dettata dalla politica compiacente ma che non va giù ai 400 ricercatori precari dell’Istituto, che sono andati a scavare nel suo passato denunciando lo scandalo.

    L’INGV non è nuovo a polemiche di questo tipo, visto che non molto tempo fa nel mirino della rete era finito Massimo Ghilardi, nominato direttore generale ma criticato per essere amico della Gelmini e per essere laureato in materie del tutto estranee alla natura dell’Istituto (scienze motorie e sociologia politica). Ora tocca a Sonia Topazio, della quale vengono ripescati i film girati in gioventù. Soft porno che agitano gli animi e dicono molto anche di come funzionino le istituzioni italiane.

    Non che ci sia niente di male nel girare film erotici, ma qui il problema è che la Topazio confessa apertamente e senza vergogna alcuna di essere stata raccomandata da un politico. Insomma, i concorsi sono superflui se sei in gamba abbastanza da aprirti la strada in altro modo. Da oltre un decennio occupa la posizione di capo ufficio stampa dell’Istituto, ma ancora oggi le viene rinfacciato il passato e il metodo poco ortodosso con il quale ha ottenuto il lavoro.

    Dal film Benedetta trasgressione ai vulcani, dalle erezioni alle eruzioni, Sonia Topazio non nega le accuse: “Se proprio lo vuoi sapere sono arrivata lì nell’unico modo possibile nelle amministrazioni statali, per segnalazione di un politico. C’era un posto libero nella didattica e divulgazione e così ho avuto il contratto. E poi diciamolo, ma anche se avessi avuto una storia con il presidente, che male c’è? Che cos’è questo puritanesimo?”.

    La candida ammissione non farà altro che accendere ancora di più gli animi, anche se la donna non ha voluto confessare il nome del politico che l’ha aiutata. Noi però, astraendo dal contesto specifico, ci chiediamo davvero in che mani siano finite le istituzioni. Se questi sono ancora i meccanismi, forse l’Italia merita di essere nella condizione in cui versa.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Donne Ultimo aggiornamento: Venerdì 03/07/2015 18:13
     
     
     
     
     
     
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