Russia, calendario delle spogliarelliste contro la guerra in Siria [FOTO]

Russia, calendario delle spogliarelliste contro la guerra in Siria [FOTO]
da in Donne

    La Russia è un Paese affascinante e dalle mille contraddizioni, quindi non stupisce che venga proprio dal freddo di Mosca un calendario realizzato da spogliarelliste contro la guerra in Siria. Un invito alla pace e all’amore tra i popoli e al tempo stesso un omaggio a Vladimir Putin, fautore dell’equilibrio internazionale. Vero è che proprio la paura di una ritorsione russa per il momento ha frenato Barack Obama dal lanciare un attacco su larga scala, ma da qui a fare dello zar di Russia il paladino della pace internazionale ce ne passa. Eppure secondo le ragazze del Golden Girls Club è proprio così, segno che Putin può ancora contare su un ampio consenso interno.

    Per alcuni il calendario non sarebbe altro che una mossa pubblicitaria voluta dal proprietario del locale, uno dei più esclusivi delle bollenti notti moscovite. Il diretto interessato Sergei Li, però, rimanda al mittente le accuse e dichiara di aver avuto l’ispirazione parlando con le sue spogliarelliste, preoccupate per la situazione in Siria e le ripercussioni sul mondo intero. Immaginiamo già la scena: lui seduto al bancone e loro che ballano mezze nude e disquisicono di politica internazionale.

    Senza voler essere maschilisti e cinici a tutti i costi, ma qualche dubbio permane. Il datore di lavoro è consapevole della reazione probabile ma si difende a spada tratta le sue ragazza attraverso un comunicato:

    So che le persone non crederanno che le nostre ragazze possano essere interessate all’argomento. Ascoltandole però ho capito che molte delle ragazze erano informate sul conflitto nel Paese“. La sua intenzione è di inviare una copia del calendario al caro presidente Putin e ad Obama. Il titolo del progetto è ‘Make love, not war’: ogni mese è rappresentato da una o più ragazze in pose sensuali accompagnata da slogan contro la guerra. Frasi del tipo “Il pianeta salvato dalle guerre: grazie Putin“, “Cercate la chimica nei rapporti, non in Siria“, “Obama, non ascolti Michelle? Ascolta me“. Operazione lodevole, ma dipingere Putin come l’eroe dei diritti del mondo è così ingenuo che non può non far sorridere.

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