Barbara Montereale censurata in una pubblicità volgare (foto)

Barbara Montereale censurata in una pubblicità volgare (foto)
da in Donne
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    Barbara Montereale torna agli onori della cronaca, ma questa volta di mezzo non c’è Silvio Berlusconi o l’oscura vicenda delle feste di Arcore. La papi girl ha infatti cercato di muovere i suoi passi professionali lontano dalle polemiche e dai processi, ma il risultato è sempre quello: la pubblicità di cui è protagonista è stata ritirata.

    Si tratta di un’immagine apparsa sui cartelloni della città di Bari per pubblicizzare il locale negozio Compro Oro: Barbara Montereale si mostra all’occhio del passante in quattro pose diverse che mettono in mostra tutte le sue qualità fisiche. Ovviamente è vestita solo di un bikini striminzito, e anzi accenna anche ad un topless.

    Le immagini sono accompagnate da una frase di lancio che è tutto un programma, e che ha scatenato le ire di tutti. La frase in questione è “E tu dove glielo metteresti?“, riferito ai gioielli ma giocato in maniera troppo esplicita sul doppio senso volgare che ammicca alle vicende recenti che hanno coinvolto la ragazza.

    Come prevedibile, la diffusione di questa pubblicità su Internet ha scatenato le proteste non solo del popolo femminile e delle organizzazioni contro la mercificazione del corpo della donna, ma anche, una volta tanto, degli uomini, che vedono nel cartellone un’evidente volontà di ridurre la donna ad oggetto sessuale.

    I diretti interessati si difendono affermando che l’intento era palesemente scherzoso, eppure non è la prima volta che quest’azienda se ne esce con idee provocatorie che finiscono per essere censurate. Qualche tempo fa era stato il turno del Papa, con la campagna Santo Subito che vedeva il titolare nei panni del Pontefice.

    Il tutto è stato poi bloccato dal tribunale, e non era difficile prevedere medesima sorte anche per la bella Barbara Montereale e le sue forme generose. E’ intervenuto anche il sindaco Michele Emiliano, che spinto dalla reazione politica della sua maggioranza, ha deciso di far ritirare quel cartellone con la seguente motivazione: “E’ sessista e gravemente offensivo per la dignità delle donne. E’ evidente che si mirava all’eco di stampa per amplificare l’effetto comunicativo”.

    Neanche a dirlo, visto tutto il clamore provocato dalla vicenda, lo scopo dell’azienda è stato perfettamente raggiunto. Una volta tanto non sarebbe più efficace passare sotto silenzio queste trovate, lasciando che il tempo faccia il suo corso e l’oblio le riprenda a sé?

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