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Mostri femminili nella mitologia: bestiario delle creature leggendarie

Mostri femminili nella mitologia: bestiario delle creature leggendarie
da in Donne

    La cultura e l’immaginario hanno stratificato, nel corso dei secoli, una ricca galleria di mostri femminili e animali mitologici. Si tratta di creature leggendarie la cui storia è stata tramandata di generazione in generazione, fissata prima sulle pareti delle carverne, poi sulle tavolette di argilla e, infine, nelle pagine dei poemi e nel cosiddetto bestiario delle creature mitologiche. La figura femminile, in particolare, è spesso stata utilizzata nelle storie per incarnare i poteri arcani (e non sempre benevoli): dalle Arpie alle Erinni passando per Medusa, vediamo quali sono i mostri femminili più famosi e importanti.

    AMMIT: creatura leggendaria della mitologia dell’antico Egitto, conosciuta anche come Divoratrice. Il suo corpo è composto da parti di diversi animali: testa di coccodrillo, parte anteriore di un leone e posteriore simile a un ippopotamo. Ammit ha il compito di mangiare il cuore dei morti, qualora questo sia condannato al regno degli Inferi.

    ARPIA: creatura della mitologia greca, il cui nome significa letteralmente ‘rapitrice’. Si tratta di una bestia raffigurata con il volto di donna e il corpo di un enorme uccello rapace. Le Arpie sono tre (Aello, Ocipete e Celeno) e sono considerate rapitrici di anime. Per questo spesso la loro effige si ritrova sulle tombe antiche e il loro nome si trova in opere celeberrime come L’Odissea, L’Eneide e La Divina Commedia (Canto XIII dell’Inferno).

    BANSHEE: creatura mitologica proveniente dall’Irlanda e dalla Scozia, raffigurato come una bella donna avvolta da un mantello e con gli occhi arrossati dal pianto. Si tratta di uno spirito femminile classificato tra quelli malvagi perché non si mostra mai agli uomini, se non quando questi sono prossimi alla morte. Banshee viene quindi considerata portatrice di cattivi presagi, anche se nei miti viene descritta semplicemente come una donna che si aggira per stagni e paludi.

    BILIKU: creatura il cui mito si tramanda tra le popolazioni delle isole Andamane, in India. Viene raffigurata come una enorme donna ragno, responsabile della creazione della Terra stessa grazie alla sua tela. Una figura che è arrivata in occidente attraverso diverse rappresentazioni popolari, come Shelob (ne Il Signore degli Anelli) e Aragog (in Harry Potter).

    CARIDDI: creatura mitologica dell’antica Grecia, raffigurata come un mostro marino. Figlia di Poseidone e Gea, era parte delle Naiadi finché la sua voracità ha portato Zeus a fulminarla, facendola cadere in mare e trasformandola in un mostro. Una bestia dalla bocca enorme, che sfoga la sua voracità inghiottendo intere navi di passaggio nella zona dello stretto di Messina (dove, secondo il mito, sarebbe situata, di fronte all’antro di Scilla).

    CHIMERA: figlia di Echidna e Tifone, questa creatura mitologica viene raffigurata come un mostro il cui corpo è composto da parti diverse di animali. L’iconografia più celebre la vuole con la testa di leone, una seconda testa di capra sulla schiena e la coda di serpente. Secondo la leggenda, narrata anche nell’Iliade, Chimera viene uccisa da Bellerofonte su ordine del re di Licia.

    DRIADI: creature tipiche della mitologia dell’antica Grecia, le Driadi sono ninfe che vivono nei boschi e incarnano la forza rigogliosa della natura. Pur generate dagli alberi, non fanno corpo unico con essi (come accade invece alle Amadriadi) ma possono muoversi liberamente, nonostante la parte bassa del corpo somigli a un intrico di radici. Il loro compito principale è cantare, danzare e trasmettere la bellezza del creato.

    ECHIDNA: considerata la madre di tutti i mostri, Echidna è una creatura della mitologia greca raffigurata come una splendida donna il cui corpo finisce, però, con una enorme coda di serpente. Echidna in greco significa ‘vipera’, e nel nome c’è già il destino del mostro, che ha l’abitudine di divorare i passanti ed avrebbe generato creature come Sfinge, Idra, Cerbero e Chimera.

    EMPUSA: mostro soprannaturale della mitologia greca, con la capacità di assumere diverse forme al fine di ingannare i passanti, attirarli e divorarli: dalla vacca alla cagna passando per una donna seducente, pur facendo sempre trapelare dei tratti mostruosi. Come la Lamia, viene considerato uno dei primi esempi di vampiro della mitologia, perché il suo pasto classico è composto da sangue e carne umana.

    ERINNI: nella mitologia greca sono tre sorelle (Aletto, Megera e Tisifone), personificazione al femminile della vendetta. Nate dal sangue di Urano, vengono raffigurate come donne volanti splendide ma terribili, con la bocca sempre spalancata in un urlo agghiacciante, serpenti al posto dei capelli e una torcia (o frusta) in mano per torturare l’oggetto della vendetta.

    FATA: creatura tipica della cultura italiana e francese, le cui radici affondano però nella mitologia classica, derivando aspetto e poteri dalle ninfe e dalla Parche (il cui nome latino è proprio Fatae, ovvero coloro che presiedono al fato). Essere etereo per eccellenza, la Fata ha lo scopo di vegliare sul destino degli esseri umani.

    FENICE: tutti conosciamo la storia della Fenice che risorge dalle proprie ceneri. Si tratta di un uccello mitologico presente in diverse culture, anche se i primi a parlarne sono stati gli antici Egizi nel mito di Bennu. In Grecia trova poi la sua formulazione definitiva, come uccello sacro dal corpo d’aquila e dal piumaggio abbagliante e multicolore, circondato da vivide fiamme.

    Il motto della Fenice (conosciuta anche come Araba Fenice) è “Post fata resurgo”, ovvero “Dopo la morte mi rialzo”.

    GORGONI: figlie di Forco e di Ceto, sono creature della mitologia greca, tre sorelle dall’aspetto mostruoso. La più celebre è senza dubbio Medusa, regina degli Inferi, ma anche le altre due (Steno ed Euriale) sono in possesso delle stesse caratteristiche: ali d’oro con artigli di bronzo, zanne di cinghiale e capelli di serpente. Un aspetto tale da pietrificare chiunque le guardi dritto negli occhi. Medusa viene uccisa e decapitata da Perseo, che riesce a sfuggire al suo sguardo osservandola attraverso lo specchio divino di Atena.

    IDRA: il suo vero nome è Idra di Lerna ed è un mostro della mitologia greca. Figlia di Echidna e di Tifone, nelle antiche leggende viene raffigurata come un enorme serpente marino dotato di nove teste (quella centrale è immortale). La sua arma principale è il veleno, tanto da essere in grado di uccidere un uomo con un solo respiro. Affrontarla è una follia, e non a caso uccidere l’Idra è una delle dodici fatiche cui si sottopone Eracle.

    LAMIA: spesso confusa con la Empusa, la figura di Lamia è simile ma con origini mitologiche diverse. Anche lei viene raffigurata come un vampiro ante-litteram, una figura in parte donna e in parte animale, il cui scopo è rapire i bambini e adescare uomini, alla base della sua dieta alimentare. In origine bellissima regina della Libia, ha il torto di far innamorare Zeus scatenando l’ira di Era, che uccide tutti i suoi figli. Da quel giorno subisce una corruzione nel corpo e nell’anima, diventando un mostruoso essere mutaforma.

    LILITH: creatura leggendaria tipica della mitologia della Mesopotamia, Lilith si ritrova anche in alcuni testi ebraici (secondo molti era la prima moglie di Adamo, ripudiata e cacciata). Viene raffigurata come una splendida donna, ma in realtà è un demone associato alla tempesta ed è considerata portatrice di disgrazia, malattia e morte. Per la sua forza, viene spesso utilizzato come simbolo delle lotte femministe nel XX Secolo.

    NAIADI: le Naiadi fanno parte della grande famiglia delle Ninfe, anche se il loro raggio d’azione è limitato alle acque dolci. Raffigurate come donne bellissime, quasi sempre a corpo nudo, le Naiadi hanno il dono della profezia e facoltà guaritrici. Pur essendo, secondo il mito comune, figlie di Zeus, non sono immortali ma dotate di una vita molto longeva. Le ninfe marine sono conosciute non come Naiadi ma come Nereidi.

    NINFE: una famiglia molto numerosa di creature femminili della mitologia greca, raffigurate come belle fanciulle piene di grazia ed eternamente giovani (anche se, nel caso delle Naiadi, come abbiamo visto non c’è immortalità). Le ninfe si distinguono in tre categorie specifiche: le ninfe di terra Epigee), le ninfe d’acqua (Idriadi) e le ninfe d’aria (Pleiadi).

    SCILLA: secondo la tradizione comune si tratta della figlia del dio marino Forco e di Ceto, in origine una splendida ninfa dagli occhi azzurri poi trasformata in mostro marino il cui corpo finisce non con le gambe ma con sei feroci musi di cane. L’orrore provocato dal suo stesso aspetto spinge Scilla all’esilio, sullo scoglio vicino a dove abita anche Cariddi (l’attuale stretto di Messina).

    SFINGE: creatura mitologica tra le più famose al mondo, la Sfinge non è per forza una figura femminile, anche se la più celebre è la Grande Sfinge di Giza, raggiurata come un volto di donna con il corpo di leone, dotato di ali. Il simbolo della Sfinge ha attraversato i secoli, dall’antico Egitto alla Grecia fino ai Romani e al Medioevo, utilizzato ancora dai Templari per adornare le loro tombe. In letteratura è famoso l’indovinello della Sfinge custode di Tebe nel mito di Edipo.

    SIRENA: nata nella mitologia greca antica, la Sirena ha avuto grande fortuna come creatura leggendaria, arrivando fino ai giorni nostri (molti sono convinti che esistano davvero). Difficile trovare una descrizione univoca del loro aspetto, anche se l’iconografia classica le vuole donne bellissime metà umane e metà pesce, dotate di un canto suadente con il quale attirano i marinai.

    STRIGE: creatura della mitologia dell’antica Roma, viene raffigurata come un uccello notturno con quattro zampe e occhi scuri senza pupilla. La Strige che si nutre di carne e sangue umana (i bambini sono le sue prede preferite) ed è portatrice di cattivi presagi. Considerata una delle figure che hanno poi ispirato il mito del vampiro, la Strige ha dato vita anche alla strega del folklore italiano.

    TIAMAT: creatura tipica della mitologia babilonese, Tiamat è la madre del cosmo, dea degli oceani, raffigurata come un enorme serpente dotato di corna. In Grecia è conosciuta anche come Thalatte, dal termine talassa che significa mare. Nella sua discendenza troviamo anche altre figure importanti come Kingu e Marduk.

    VALCHIRIA: divinità della mitologia norrena (tradizione pre-cristiana dei popoli dell’attuale Scandinavia), al servizio di Odino. Nell’iconografia tradizionale viene raffigurata come una figura a metà tra una donna e un corvo, a cavallo di un lupo, il cui scopo è volare sui campi di battaglia alla ricerca dei più valori eroi caduti da portare nel Valhalla.

    1715

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