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Le 5 scienziate donna che hanno cambiato la storia del mondo

Le 5 scienziate donna che hanno cambiato la storia del mondo
da in Donne

    Scienza

    Nonostante l’imperante misoginia del mondo scientifico, sono molte le scienziate donna che hanno cambiato la storia del nostro pianeta. Anche se per lungo tempo sono state escluse dagli studi universitari, dai finanziamenti, e addirriturra in alcuni casi le loro scoperte non state attribuite ad altri, oggi, possiamo raccontare le loro storie e offrire loro il privilegio di essere ricordate come grandi donne che hanno dato un contributo prezioso al mondo in cui viviamo. Da Rita Levi Montalcini a Lise Meitner, ecco le cinque scienziate che abbiamo scelto di raccontarvi.

    Rita Levi Montalcini

    Rita Levi Montalcini, neurologa e senatrice a vita, ha vinto il Premio Nobel per la medicina nel 1986. E’ stata l’unica donna italiana ad aver vinto un Premio Nobel scientifico. Nel corso dei suoi studi in Psichiatria e Neurologia, nel 1938, arrivano le leggi razziali, e lei essendo di origine ebrea, è costretta a emigrare in Belgio, ma in breve tempo inizia la guerra ed è costretta a fuggire pure da lì. Rita torna così a Torino dove allestisce un piccolo laboratorio casalingo: ed è proprio in quel contesto che inizia a studiare il sistema nervoso degli embrioni di pollo. Nel 1947 accetta l’invito del neuroembriologo Viktor Hamburger e vola negli Stati Uniti, presso la Washington University di Saint Louis. Qui, nel 1954, insieme al suo collaboratore Stanley Cohen, scopre il Nerve Growth Factor (NGF), una proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso. Scoperta che le consente di vincere il Premio Nobel. Negli anni ’60 crea a Roma un centro di ricerca sull’NGF e nel 1969 fonda e dirige l’Istituto di biologia cellulare. Nel 2002 fonda l’EBRI (European Brain Research Institute) sempre a Roma. Rita Levi-Montalcini è morta il 30 dicembre 2012.

    Marie Curie

    Marie Curie fu la prima donna a vincere il premio Nobel e l’unica alla quale fu assegnato in due diverse categorie: per la fisica e per la chimica. Marie si distingue sin dai primi anni di studio per la sua forte propensione e passione per le scienze, tuttavia in quegli anni in Polonia, alle donne non è concesso accedere agli studi universitari, così decide di trasferirsi a Parigi per studiare alla Sorbona. Durante il viaggio di nozze, in un laboratorio improvvisato, insieme al marito, studia il fenomeno da poco scoperto dal fisico Henri Becquerel: la radiazione. I due scienziati danno all’energia prodotta da alcuni atomi il nome di radioattività. Successivamente, è la scoperta del polonio e del radio a far guadagnare ai coniugi Curie e al fisico Henri Becquerel il Nobel per la fisica, nel 1903. La scienziata, considerata ormai una vera autorità nell’ambiente scientifico, nel 1909 fonda a Parigi l’Institut du Radium. ll suo lavoro non si placa e quando, nel 1911, riesce a isolare il polonio e il radio puro, viene insignita anche del Nobel per la chimica. Marie Curie muore nel 1934, a causa di un’anemia perniciosa, provocata dalle lunghe esposizioni alle sostanze radioattive.

    Barbara McClintock

    Barbara McClintock era una biologa illustre, che ha avuto il merito di scoprire i cosiddetti ‘geni saltatori’, ovvero i trasposoni. La suo scoperta è stata il risultato di una domanda irrisolta che la tormentava di continuo: ‘Ma se tutte le cellule hanno lo stesso DNA, com’è possibile che nel corso dello sviluppo una diventi un neurone e l’altra una cellula del fegato?’. È durante gli studi universitari che emerge il suo grande interesse per la citogenetica, tanto che nel 1921 il suo docente Claude Hutchison la invita a seguire l’unico corso disponibile per la genetica, anche se il regolamento non prevedeva che fosse accessibile alle donne. Dopo il dottorato continua le sue ricerche sulla struttura genetica del mais, nonostante sia limitata dall’assenza di finanziamenti, per via del fatto che è donna. Dopo anni di lavoro, nel 1981 pubblica uno dei suoi articoli scientifici più importanti, ‘The chromosomal constitution of races of maize’. Nel 1983, Barbara McClintock conquista il Nobel per la Medicina.

    Françoise Barré Sinoussi

    Françoise Barré-Sinoussi è un’importante immunologa francese, che fece parte del team guidato da Luc Montagnier all’Institut Pasteur, quando venne isolato per la prima volta il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il responsabile dell’AIDS (in Italia i casi sono in aumento). Il 6 ottobre 2008, a lei e a Luc Montagnier, è stato assegnato il Premio Nobel per la medicina per aver scoperto l’HIV. E’ senza dubbio, una di quelle donne che ha cambiato il mondo.

    Lise Meitner

    Lise Meitner, fisica austriaca di origine ebrea, fu la prima a fornire l’esatta interpretazione del processo di fissione nucleare. Importante fu il suo contributo nel campo della fisica atomica. Studiò fisica all’Università di Vienna, poi si trasferì a Berlino dove lavorò inizialmente all’istituto diretto da Max Planck e successivamente al Kaiser Wilhem Institut. Lise dedicò la sua vita alla ricerca scientifica, lottando contro la misoginia imperante nell’ambiente scientifico. Negli anni ’30 si occupò dello studio delle sostanze radioattive artificiali, tuttavia con l’avvento del regime nazista, le fu tolta l’autorizzazione all’insegnamento in quanto ebrea e nel 1938 dovette fuggire in Svezia. Rimase comunque in contatto con Otto Hahn, che a Berlino portò avanti gli esperimenti sull’uranio. Fu lei la prima a dare la giusta interpretazione del processo: l’uranio, colpito dai neutroni, si divideva in due elementi più leggeri, liberando una grande quantità di energia. Fu la scoperta della fissione nucleare. Purtroppo però non le venne mai riconosciuto, inoltre, nel 1944, il premio Nobel per la scoperta della fissione nucleare venne attribuito soltanto ad Hahn.

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